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PESCARA Centrale, Italy


E COME POTEVA NON ESSERE ALTRIMENTI?
FIN DA BAMBINO AFFASCINATO, APPASSIONATO, MALATO D'IMMERSIONI, CHE CON AUTORESPIRATORI PRATICO DAL 1981, E FREQUENTATORE DELLA MONTAGNA, SPESSO SOTTO I SUOI OCCHI ARMEGGIO NEI PREPARATIVI CON BOMBOLE, PINNE, MASCHERE, EROGATORI, CORDE, ZAINI, SCI, RAMPONI E PICCOZZE.
LA SUA MENTE FRESCA, LIMPIDA E DIRETTA E' COSI' CHE MI VEDE.
QUI RACCONTO CON FOTO, VIDEO E PAROLE DI TUFFI ED ASCENSIONI.

domenica 30 luglio 2017

^^montagna: "GRAN PILASTRO DELLE MURELLE"


Nel cuore del massiccio della Majella, la cima delle Murelle ed il suo particolarissimo anfiteatro roccioso colpiscono gli occhi con la loro singolare bellezza fatta di aspri panorami di calcare.
Alte e frastagliate pareti, pinnacoli, guglie, rocce triturate, profondi canaloni incassati, morene sassose, grotte d'erosione e ripidi pratoni, chiudono quasi per intero l'orizzonte a chi li osserva da una posizione centrale.
Gli occhi non si saziano mai di scrutare questa natura fatta quasi completamente di un "fondale corallino tropicale marino" oramai fossilizzato da milioni di anni che verticale svetta ovunque.
Osservando dal bivacco Fusco, a destra della vetta delle Murelle (2596mt) si stacca stagliandosi netto dalla linea di cresta un massiccio sperone roccioso conosciuto come il "GRAN PILASTRO DELLE MURELLE", sul quale si snodano alcune vie alpinistiche degli anni '30 e '70 le cui ripetizioni ad oggi si contano sulle dita delle mani.
Beh, scalare in queste zone alpinisticamente poco frequentate sarebbe per noi una soddisfazione, ed allora dopo aver ricevute precisissime indicazioni sulla "VIA A DESTRA DELLA PIRAMIDE" dall'amico Cristiano, decidiamo di andare.
La nostra giornata è iniziata che era ancora notte.
Dopo aver dormito nel furgone ed esserci messi in marcia dal rifugio Pomilio alla Majelletta alle 5 e 30 del mattino, vi abbiamo fatto rientro stanchi e prosciugati dal gran caldo, ma soddisfatti, alle 18 e 45 con nelle gambe, nel corpo e nella testa ben più di tredici ore di intensa attività delle quali ben cinque abbondanti occorrenti per l'avvicinamento ed il rientro.
Tenendo conto che per morfologia ed orientamento questo settore delle Murelle durante tutti i mesi invernali ed oltre prende poco sole, la neve ed il ghiaccio che impiastrano le sue pareti lungamente "lavorano" la roccia erodendola ininterrottamente, creando così nel corso del tempo la struttura dell'ANFITEATRO che magneticamente suscita curiosità ed un senso di selvaggia bellezza all'appassionato di montagna che capita in questi paraggi.
Per questo motivo mentre scalavamo transitavamo su rocce discrete, alpinisticamente parlando, ma anche con tratti decisamente più delicati sui quali la circospezione dei movimenti era d'obbligo.

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