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PESCARA, PE - Pescara, Italy


E COME POTEVA NON ESSERE ALTRIMENTI ?
FIN DA BAMBINO AFFASCINATO, APPASSIONATO, MALATO D'IMMERSIONI CHE CON AUTORESPIRATORI DI VARIO TIPO PRATICO DAL 1981, E FREQUENTATORE DELLA MONTAGNA, SPESSO SOTTO I SUOI OCCHI ARMEGGIO NEI PREPARATIVI CON BOMBOLE, PINNE, MASCHERE, EROGATORI, CORDE, ZAINI, SCI, RAMPONI E PICCOZZE.
LA SUA MENTE FRESCA, LIMPIDA E DIRETTA E' COSI' CHE MI VEDE.
QUI RACCONTO CON FOTO, VIDEO E PAROLE DI TUFFI ED ASCENSIONI.

giovedì 31 ottobre 2019

--immersioni: "IL PIGNO"


Prospicente la verde e folta pineta che caratterizza l'Isola di San Domino alle Tremiti, sul versante orientala proprio a sud di Cala Matano, ci sono la punta e la cala del Pigno, a ricordare appunto le pigne del bel bosco di sempreverdi, e di fronte a 300 metri al largo, l'omonima Secca.
Si effettua l'immersione prima scendendo sul cappello della secca, per poi lasciarsi andare giù sui suoi contrafforti popolati di gorgonie gialle e rosse ed anche di alcuni rami di Gerardia Savaglia, il falso corallo nero.

domenica 27 ottobre 2019

--immersioni: "SECCA DI PUNTA SECCA"


E' sempre bello il tuffo alla Secca di Punta Secca dell'Isola di Capraia delle Tremiti, per antonomasia da sempre considerata l'Immersione con la "I" maiuscola della zona.
Al di là però di quella che può essere un'improbabile ed inutile graduatoria di bellezza delle varie immersioni fattibili nell'arcipelago, di sicuro gli scorci che gli occhi possono gustare una volta che si giunge ai così detti due archi sommersi che attraversano il massiccio roccioso da una parte all'altra, comunque emozionano sempre.
Il più grande dei due ha un'imponente ed alta volta sotto la quale ogni volta che vi transito, la meraviglia si rinnova grazie allo spettacolo che la natura geologica ha creato chissà come e quando. Il tutto è decorato da un esteso bosco di paramuricee che già dai 30 metri colonizza ogni possibile anfratto.
Nell'immersione odierna proprio quando eravamo giunti sul fondo sotto la gigantesca volta, un'intensa corrente in pieno c'investiva. Per forza di cose, a causa di ciò, dovevamo variare il nostro piano e profilo iniziale che prevedeva di scendere ancora oltre, tant'è che per riguadagnare i primi metri della risalita ci siamo dovuti aiutare anche con le mani aggrappandoci alle rocce.
Nella fase finale della decompressione sul cappello della secca a 7-8 metri, abbiamo incontrato barracuda che razzolavano in mezzo a fitti branchi di castagnole, attenti, alla ricerca di qualche preda.

domenica 20 ottobre 2019

^^montagna: "IACCETTO DI CAPO PEZZA"

Partendo dai 1450 metri di quota dei Piani di Pezza, appena usciti dal bosco e giunti ad un bivio, non indirizzarsi verso destra al Rifugio Sebastiani ma proseguire dritti per raggiungere poco dopo la zona detta Iaccetto di Capo Pezza, dove si trovano delle caratteristiche placche con belle e zigzaganti rigole d'erosione delle vie aperte da Vincenzo Abbate e compagni, a circa 1900 metri di quota, poste praticamente al centro del circolo glaciale formato dal Colle delle Trincere, Punta Trento, Colle dell'Orso, il Costone Orientle e le creste d'unione.
Il locale toponimo Iaccetto, derivante da ghiaccetto, è quanto mai calzante in quanto la poca altezza dell'arco diurno del sole nella stagione invernale fa si che per diversi mesi questo settore non sia toccato dai suoi raggi, con conseguenti basse temperature che per lungo tempo fanno resistere gli accumuli nevosi.
Proprio per questo motivo nella nostra giornata d'arrampicata il sole ci ha scaldati solo per un'oretta, per il resto siamo stati alla più che fresca ombra di un 19 di ottobre.

venerdì 4 ottobre 2019

--immersioni: "SOLITUDO"





In questa solitaria immersione nel Lago di Castelgandolfo in E.C.C.R. (diluente HelAir 12/44), nello specifico non ho visto nulla che abbia solleticato l'attenzione in maniera particolare.
Un piatto fondale di scuro sedimento vulcanico che scivola verso il basso con pendenza poco marcata sul quale, per lo meno dove sono transitato, non c'era neanche un masso, ed a tratti imbiancato da un sottile e candido strato dovuto ad emissioni solforose, in generale penso sia poco appetibile per la maggior parte dei sub.
Nonostante il desertico piattume immerso nel buio assoluto, reso anche freddo dall'acqua a 10°, che ho raggiunto solo dopo aver attraversato uno strato molto torbido, sono riuscito comunque a trovare motivi gratificanti nel pendolo dei pensieri che ondeggiavano tra l'ignoto sconosciuto e la personale curiosità che spinge ad andare avanti.
Ogni lieve gobba del pavimento fangoso colpita dal fascio luminoso proiettava strane ombre in movimento lunghe e sfumate, che qualche istante dopo dopo svanivano così come si erano formate, e nella risalita le retine oramai abituate al buio erano infastidite quando, trovandomi poi in acqua meno fonda, erano colpite dalla luce diffusa che si trova in questa zona. Ho trascorso gli ultimi scampoli sott'acqua osservando un granchio d'acqua dolce proprio in corrispondenza del punto della riemersione.