27 marzo 2025

^^montagna: "NORMALE AL RESEGONE"


In localita Pennadomo(CH), si elevano delle caratteristiche, slanciate e stratificate lame di calcare che creano un paesaggio unico negli Appennini, dove abbiamo scalato sulla "Normale al Resegone" sulla sua aerea e panoramica cresta nord.


In Pennadomo(CH), characteristic slender limestone blades rise, creating a unique landscape in the APPENNINI mountains, where we climbed on the normal route to the RESEGONE, on its aerial and panoramic north ridge.


24 marzo 2025

^^montagna: "CRESTA DEL REDENTORE"


Alle cinque del pomeriggio da Forca di Presta(AP), a 1536 metri nei Monti Sibillini, prima per prati e poi per neve ghiacciata siamo andati con in spalla gli zaini carichi di materiale anche per cena, pernotto e colazione, alla volta del rinnovato Rifugio Tito Zilioli (2240mt), che abbiamo raggiunto un paio d'ore e mezza dopo. Nell'accogliente locale invernale della struttura abbiamo fatto cena. Poi a nanna nei sacchi a pelo sulle brande in legno.
Svegliati alle quattro e mezza del mattino, il tempo di fare colazione e prepararci, ed un'ora dopo con le lampade frontali abbiamo iniziato a percorrere sulla neve resa dura dal rigelo notturno il saliscendi a semicerchio della bella Cresta del Redentore.
Mentre dal buio gradatamente la luce sfumava verso l'alba, salivamo sulla Punta di Prato Pulito(2372mt), la Cima del Lago(2423mt) e la Cima del Redentore(2448mt), in una linea che costantemente alla sinistra ci offriva la Piana di Castelluccio ed a destra valloni e canali dell'anfiteatro glaciale che chiude il Lago di Pilato.
Io poi proseguivo fino alla Punta del Diavolo(2410mt), calcando un metro a mancina/nord neve molle, ed un metro a dritta/sud neve trasformatissima, tosta per ramponi e picche, andando con attenzione quella cresta esposta.
Intanto Fausto aveva guadagnato la Cima del Vettore.
Quindi, riuniti allo Zilioli abbiamo iniziato la discesa verso Forca di Presta, raggiunta a mezzogiorno.


At five in the afternoon from FORCA DI PRESTA (AP)/1536 meters above sea level in the MONTI SIBILLINI Massif, first on meadows and then on frozen snow we go towards the TITO ZILIOLI Refuge/2240 meters s.s.l., with backpacks loaded with material not only to climb, but also to eat and to sleep. We reach it in two and half hours, and in its winter room we have dinner, and then we go to sleep.
Wake up at half past four in the morning, an hour later we start towards the Redentore ridge on the hard snow of the night.
We climb on the PUNTA DI PRATO PULITO/2372 meters a.s.l., the CIMA DEL LAGO/2423 meters a.s.l. and the CIMA DEL REDENTORE/2448 meters a.s.l., with on our left side the PIANA DI CASTELLUCCIO, and on right valleys and gullies of the glacial amphitheater that close the LAGO DI PILATO.
Alone I continue up to the PUNTA DEL DIAVOLO/2410 meters a.s.l. along its very exposed ridge, climbing one meter on my left/north on bad soft snow, and one meter to my right/south on hard snow excellent for ice tools, while my friend Fausto climb on Vettore Peak.
We close these two beautiful mountain days at FORCA DI PRESTA at noon.



17 marzo 2025

--immersioni: "PARETI"


Poco a sud di Campione del Garda, frazione di Tremosine(BS), per traccia scoscesa termino il lavoro di saliscendi per trasportare dall'auto fino alla riva del lago gli apparati.
Nel punto d'ingresso di questo piccolo spazio tra gli arbusti, il pavimento del fondo è scomodo per l'entrata perché è di sassi appuntiti. Per lo meno quando inizio c'è solo una bavetta di vento da nord-est che increspa appena la superficie.
La spiaggetta sommersa continua con blanda pendenza fino a 4-5 metri, dopo di colpo l'inclinazione cambia e così guadagno con decisione profondità.
Fino ad una quarantina di metri mi muovo su un fondale di sedimento con scogli sparsi, che all'aumentare della profondità diventano gli unici protagonisti.
Nel buio degli 85-90 metri, infatti mi trovo a scendere di fronte ad una parete verticale a malapena schiarita dalle mie luci. Concentrato vado ancora giù indirizzando sotto le pinne il fascio luminoso. A 106 metri nello scuro, mi sono stoppo sospeso a mezz'acqua.
Dopo aver immaginato queste strutture sommerse del Lago di Garda, sono qui ad osservarne una.
Studio la parete chiara, praticamente uguale a quelle che vedo in montagna, tutta speroni, spigoli, rientranze, stratificazioni, spaccature e cosparsa di massi, detriti e pietre di tutte le dimensioni alcune delle quali anche in bilico.
Comincio l'ascesa ed ancora fondo, 90 metri, netto ho sento il caratteristico rumore di una catena che sferraglia immaginando che sotto costa qualche natante sta dando fondo all'ancora.
Quel tintinnio, che in certi momenti mi pare anche ritmato, invece mi fa compagnia per tutta la durata della risalita e decompressione. Mi domando da cosa può essere generato, fin quando ad una decina di metri di profondità arrivo a vedere.
È la catena che collega uno scoglio che funge da corpo morto ad un grande bidone di plastica bianco, che all'inizio avevo notato a poca distanza da me. A causa del moto ondoso, intanto aumentato, ora sbatte sulle rocce.
Quelle stesse onde, non grandi ma frangenti, mi costano un'uscita dall'acqua con gli apparati molto lavorata. (Giacinto Marchionni)

Pareti di Campione del Garda(BS) _ 106 metri _ 110 minuti _ doppio side mount e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C


On south of CAMPIONE DEL GARDA, Lake GARDA west side, on a steep path I finish to transport down mine double e.c.c.r.
For me to walk on the shallow bottom in this dive start point is very unconfortable for its pointed stones. At least the water surface is without waves.
The submerged shore ends to 4-5 metrs of depht, than suddenly it becames a steep slope.
Up to about 40 meters of depht I swimn on a sand and mud bottom with rare rocks on, but at the increase of the meters they become unique protagonists. Infact in the dark at 90 meters depht I am in front on a vertical rock wall.
Careful, I go still down and directing my light between the fins I can see the wall to continue at least ten meters. I can not see beyond.
At 106 meters I stop myself.
After immagining these submerged structures, I am here looking at one. I study the wall and its clear rocks, pratically like at mountains walls. Everywhere edges, stratifications, stones, splits, debris, overhangs and butresses.
In the ascent, at 90 meters of depht I listen a clear noise of a chain. Immediatily I think at a boat and its anchor.
I listen it continuosily the long ascension and decompression, asking myself: "What is this?".
At 10 meters of depht I see, and I underdtand: it's the connecting chain between the bottom and a surface white buoy, and the noise is caused by breaking waves.
At the end of the dive, the same waves shake me a lot during my exit from the water.




14 marzo 2025

--immersioni: "IL RELITTO DI NAVENE"


Il piccolo relitto di Navene, sulla sponda veronese del Lago di Garda, è ciò che rimane di un barcone da trasporto che agli inizi del '900 assieme ad altri simili veniva usato per movimentare legname tra Riva del Garda e Peschiera.
Quando la rete stradale attorno al lago si sviluppò, logicamente la via d'acqua venne a perdere d'importanza decretando la fine di quel tipo di trasporto.
Il modo più normale per disfarsi di quei natanti era di affondarli, è così fece anche Guglielmo Della Pila di Navene, il proprietario di quella che allora fu sua fonte di sostentamento, ed oggi testimonianza sommersa di un'economia ed un modo di vivere che non ci sono più.
Il piccolo relitto si trova ad una profondità compresa tra i 50 metri delle prua ed i 55 metri della poppa, ed è adagiato sul fondo sedimentoso in assetto di navigazione. Le sue strutture lignee, oramai anche loro ricoperte dall'onnipresente, invasiva, piccola e non autoctona cozza Dreissena, offrono bei colpi d'occhio e spunti per foto e video. (Giacinto Marchionni)


The NAVENE little wreck, below the Lake GARDA east coast, is an old wood boat used to transport wood between RIVA DEL GARDA and PESCHIERA, like many others boats for the same purpose.
When the road network around at the lake was complety, logically this type of transport was forgotten, ad the most natural way to eliminate them, was to sink them.
So did mister Guglielmo Della Pila, the owner who lived in the small NAVENE village. This boat, his source of life, today is only the memory of a disappeard economy.
The wreck is in sailing trim and has the bow at 50 meters depth, and the stern at 55.
Its structure, completly colonized by "Dreissena" a small and invasive non-native bivalve mollusc, is a good subject for underwater photos and videos.



10 marzo 2025

--immersioni: "K 91"


Non avevo voglia di sfacchinare per scomodi viottoli che dalla strada statale Gardesana Occidentale consentono l'accesso al Lago di Garda, quindi mi sono cercato uno slargo dove parcheggiare che era distante una ventina di metri dalla riva, ma soprattutto allo stesso livello dell'acqua. Volevo fare una discesa fonda con partenza da terra, soprattutto volevo un sito dalla logistica pre e post tuffo meno lavorata rispetto ad altre location.
Alle 8 e 30 del mattino di una giornata grigia tanto che la foschia non mi consentiva di vedere la sponda opposta, ho iniziato accolto dall'ottima visibilità propria dell'inverno in questo lago. Visibilità rimasta invariata fino alla massima profondità, come anche la temperatura costantemente a 10°C.
Superate le iniziali rocce e piante lacustri, mi sono posizionato sopra il fondale a mezz'acqua sollevato di poco più di un metro, muovendomi dentro il suo accogliente celeste-azzurro.
A 60 metri a causa di un lieve incoveniente di compensazione ad un orecchio, dovevo momentaneamente stoppare la discesa e quindi risalire un po' per decongestionarlo.
Risolta la faccenda ho potuto poi continuare la calata sapendo perfettamente però che quei pochi minuti di ritardo sulla tabella di marcia programmata, in decompressione mi sarebbero costati non poco in termini di tempo.
Tra i settanta e gli ottanta metri ho incrociato una moltitudine di persici e lucci fino a quel momento appoggiati sul fondo, ma che all'improvvisa comparsa delle mie luci scappavano via.
Così sul quel panorama solo falsamente monotono di dune di sedimento orientate verso il basso che con gli occhi esploravo, ho continuato fino a 102 metri.

Sponda Bresciana del Lago di Garda: 102 metri _ 2h e 40m _ doppio e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C
Giacinto Marchionni


I didn't want to work too hard before and after my dive, so I found a car park near the water and at its same level.
At thirty past eighty in the morning it was foggy and I couldn't see the opposite shore of the lake. I begane in the clear water. It was so from surface to maximum depth, with water temperature at 10°C. So I descended into the light blue.
At 60 meters depht I had a little problem of compensation on mine ear and I stopped few minutes to solve it. Then I continued the descent, but I knewn in this deep-dive I would pay for the delay many decompression minutes more the normal.
On bottom between 70 an 80 metrs of depht, I have seen a lot of perchs and pikes, but they run away when they saw my dive light.
On that debris dunes bottom, I explored up to 102 metrs depht.

Lake GARDA west shore / 102 meters / 2 hours and 40 minutes / double e.c.c.r. / water temperature 10°C