DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
17 marzo 2025
--immersioni: "PARETI"
Poco a sud di Campione del Garda, frazione di Tremosine(BS), per traccia scoscesa termino il lavoro di saliscendi per trasportare dall'auto fino alla riva del lago gli apparati.
Nel punto d'ingresso di questo piccolo spazio tra gli arbusti, il pavimento del fondo è scomodo per l'entrata perché è di sassi appuntiti. Per lo meno quando inizio c'è solo una bavetta di vento da nord-est che increspa appena la superficie.
La spiaggetta sommersa continua con blanda pendenza fino a 4-5 metri, dopo di colpo l'inclinazione cambia e così guadagno con decisione profondità.
Fino ad una quarantina di metri mi muovo su un fondale di sedimento con scogli sparsi, che all'aumentare della profondità diventano gli unici protagonisti.
Nel buio degli 85-90 metri, infatti mi trovo a scendere di fronte ad una parete verticale a malapena schiarita dalle mie luci. Concentrato vado ancora giù indirizzando sotto le pinne il fascio luminoso. A 106 metri nello scuro, mi sono stoppo sospeso a mezz'acqua.
Dopo aver immaginato queste strutture sommerse del Lago di Garda, sono qui ad osservarne una.
Studio la parete chiara, praticamente uguale a quelle che vedo in montagna, tutta speroni, spigoli, rientranze, stratificazioni, spaccature e cosparsa di massi, detriti e pietre di tutte le dimensioni alcune delle quali anche in bilico.
Comincio l'ascesa ed ancora fondo, 90 metri, netto ho sento il caratteristico rumore di una catena che sferraglia immaginando che sotto costa qualche natante sta dando fondo all'ancora.
Quel tintinnio, che in certi momenti mi pare anche ritmato, invece mi fa compagnia per tutta la durata della risalita e decompressione. Mi domando da cosa può essere generato, fin quando ad una decina di metri di profondità arrivo a vedere.
È la catena che collega uno scoglio che funge da corpo morto ad un grande bidone di plastica bianco, che all'inizio avevo notato a poca distanza da me. A causa del moto ondoso, intanto aumentato, ora sbatte sulle rocce.
Quelle stesse onde, non grandi ma frangenti, mi costano un'uscita dall'acqua con gli apparati molto lavorata. (Giacinto Marchionni)
Pareti di Campione del Garda(BS) _ 106 metri _ 110 minuti _ doppio side mount e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C
On south of CAMPIONE DEL GARDA, Lake GARDA west side, on a steep path I finish to transport down mine double e.c.c.r.
For me to walk on the shallow bottom in this dive start point is very unconfortable for its pointed stones. At least the water surface is without waves.
The submerged shore ends to 4-5 metrs of depht, than suddenly it becames a steep slope.
Up to about 40 meters of depht I swimn on a sand and mud bottom with rare rocks on, but at the increase of the meters they become unique protagonists. Infact in the dark at 90 meters depht I am in front on a vertical rock wall.
Careful, I go still down and directing my light between the fins I can see the wall to continue at least ten meters. I can not see beyond.
At 106 meters I stop myself.
After immagining these submerged structures, I am here looking at one. I study the wall and its clear rocks, pratically like at mountains walls. Everywhere edges, stratifications, stones, splits, debris, overhangs and butresses.
In the ascent, at 90 meters of depht I listen a clear noise of a chain. Immediatily I think at a boat and its anchor.
I listen it continuosily the long ascension and decompression, asking myself: "What is this?".
At 10 meters of depht I see, and I underdtand: it's the connecting chain between the bottom and a surface white buoy, and the noise is caused by breaking waves.
At the end of the dive, the same waves shake me a lot during my exit from the water.
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