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PESCARA Centrale, Italy


E COME POTEVA NON ESSERE ALTRIMENTI?
FIN DA BAMBINO AFFASCINATO, APPASSIONATO, MALATO D'IMMERSIONI, CHE CON AUTORESPIRATORI PRATICO DAL 1981, E FREQUENTATORE DELLA MONTAGNA, SPESSO SOTTO I SUOI OCCHI ARMEGGIO NEI PREPARATIVI CON BOMBOLE, PINNE, MASCHERE, EROGATORI, CORDE, ZAINI, SCI, RAMPONI E PICCOZZE.
LA SUA MENTE FRESCA, LIMPIDA E DIRETTA E' COSI' CHE MI VEDE.
QUI RACCONTO CON FOTO, VIDEO E PAROLE DI TUFFI ED ASCENSIONI.

martedì 17 novembre 2015

^^montagna: "JENCA & CAMARDA"



Arrivato alle sette di mattina al Km.7 della "strada provinciale del Vasto", tra Assergi e Forche Canapine, zaino in spalla sulla massima pendenza di bei pratoni ripidi e senza sentiero, m'indirizzo verso il Monte Jenca nel gruppo del Gran Sasso d'Italia.
Mentre salgo, sotto di me giù in basso, quelle che all'nizio erano brume d'umidità mattutina di fondo valle, corposamente iniziano ad addensarsi fino a diventare a causa dell'inversione termica un vero e proprio impenetrabile mare di nuvole sul quale, come sospesi, galleggiano i monti vicini e lontani per tutto il cerchio dell'orizzonte.
Con questo spettacolo che costantemente ho sotto gli occhi, arrivo in cima allo Jenca (2208 mt.).
Faccio una breve sosta e poi scendo alla selletta sulla quale si sono formate due pozze d'acqua, eccessivamente chiamate "laghi", e quindi per bella cresta con affacci sulla Val Chiarino rimonto sul Pizzo di Camarda (2332 mt.). Giunto al culmine, i miei occhi ed il mio spirito si saziano in abbondanza con i canali di nord-ovest della Cima delle Malecoste, lo stratificato Monte Corvo che ho proprio di fronte, l'occidentale del Corno Grande con un versante appena spruzzato di neve, uno spicchio del Pizzo d'Intermesoli e tra questi due giganti le Fiamme di Pietra del Corno Piccolo che da questo punto d'osservazione paioni davvero minuscole.
Per un po' rimiro con calma questi bei panorami montani che fuoriscono dalle nubi, poi lo scorrer del tempo mi ricorda di un improrogabile impegno pomeridiano.
Ed allora di buon passo via giù a perder quota fino ad attraversare, supportato dalla mia bussola, lo spesso strato di disorientante nebbia, per ritornare alla fine esattamente al Km.7 della provinciale nel punto dal quale ero partito, soddisfatto del fatto di aver in poche ore comunque "rubato" ai miei ed improrogabili impegni e doveri, una mattinata di bella montagna.
Solo in tal maniera è lecito "rubare".


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