DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
- Giacinto "zeta zeta" Marchionni
- PESCARA, PE - Pescara, Italy
Da sempre appassionato d'immersioni che ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso.Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
23 novembre 2022
--immersioni: " 45° / 225° "
LAGO DI CASTELGANDOLFO/ALBANO (Roma)
_ 101 metri _ 210 minuti _ temperatura acqua 18°C-10°C _ e.c.c.r. _
Per un sub la situazione ideale per effettuare immersioni profonde è quella di andare o su di una parete verticale che affonda verso il basso dove in breve tempo può raggiungere batimetriche impegnative, oppure seguendo una cima di riferimento ancorato al fondo, per esempio su di un relitto. Chiaramente più veloce sarà la discesa, maggiore sarà il tempo a disposizione alla massima quota.
Se invece il fondale è come quello del Lago di Castelgandolfo che ricorda un catino con sponde che degradano con inclinazione non decisa, allora arrivare a quelle quote comporterà dei tempi di fondo marcato e lunghe decompressioni.
Avendo già superato il tratto piùpendente tra la superficie ed i 60 metri circa, man mano che nuoto oltre mi porto su di un pendio più modesto.
Bussola alla mano, con costanti colpi di pinne avanzo su rotta 45°. Il pavimento fangoso che mi scorre sotto scende blando, e tra i 90 ed i 100 metri ancor di più.
A cadenza di 10 minuti alterno la respirazione tra i due apparati a circuito chiuso Liberty. In questa manovra lascio il boccaglio di uno per passare a quello dell'altro in un'operazione che per qualche istante mi mette la bocca in contatto con l'acqua facendomi così sentire il sapore di zolfo emesso in tutta l'area di origine vulcanica.
Nella parte fonda la prospettiva è praticamente un deserto di sedimento di fango, interrotto per poco dalla comparsa di un pezzo di telaio metallico semisepolto. Un fondale oggettivamente davvero poco interessante, eppure al di là di quello che lo sguardo registra c'è dell'altro che non poco m'affascina, inesprimibile però a parole.
Al 29° minuto "stacco" dai 101 metri ed inizio la risalita.
Nel tratto iniziale dell'ascesa sarebbe molto difficile senza le indicazioni della bussola instradarsi sulla giusta rotta perché attorno non c'è assolutamente nessun riferimento. Con un orizzonte piatto e buio ci si troverebbe come in un bosco con una nebbia fitta, e la probabilità di trovarsi a girare in tondo sarebbe concreta.
Deviare anche di poco dall'ideale linea di massima pendenza (anche un modesto pendio geometricamente ha una massima pendenza), comporterebbe un ulteriore prolungamento del percorso e delle decompressioni, già importanti perchè tra i 50 ed i 100 metri ad una profondità media di 75 metri ci sono transitato per 35 minuti.
Un colpo di pinna dietro l'altro, allora tiro dritto per 225°.
For a scuba diver, the ideal deep dive is on a vertical submerged wall, where he can quickly to reach significant depths. If, however, the slope is much shallower, like Castelgandolfo Lake, the dive time required to reach the desired depth will be much longer, logically with long decompression time.
After 60 meters of depth, I swim in mid-water on a lakebed that seems almost flat, and to be absolutely sure of the direction I orient myself at 45° which I constantly check with the compass, mine true friend. I feel its friendship very close between 90 and 100 meters of depth, where completly in the darkness on the flat lakebed, disorientation can represent a serious and dangerous problem.
As is my habit, I alternate breathing between my two C.C.R.s every ten minutes, and when I leave the mouthpiece of one for the other, I smell sulphur, dued at fluids emissions in this lake of volcanic origin.
In this absolute void, I see a solitary piece of iron lost on the muddy and insignificant bottom. Beyond what my eyes see I feel mysterious thoughts that fascinate me, but that I cannot explain by words.
At the 20th minute I reach 101 meters of depth. I turn 180° and swim towards the shore.
I repeat, but without a compass in this dive situation, in the darkness and without references it's like being in a forest in the fog: there is a real risk of believing you are going towards a specific place, while instead you are dangerously going round in circles.
Following the compass course of 225°, I continue my solitary slow "travel".
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-100 metri,
Lago di Castelgandolfo
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