DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
- Giacinto "zeta zeta" Marchionni
- PESCARA, PE - Pescara, Italy
Da sempre appassionato d'immersioni che ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso.Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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25 giugno 2026
--immersioni: "IL BATTIPALO"
Sotto le sponde di Gardone Riviera(BS), Lago di Garda, appoggiata a 25 metri di profondità giace il relitto del così detto BATTIPALO. O meglio, c'è solamente quella che era la struttura dell'alta torre metallica al tempo montata su una chiatta, che serviva a conficcare pali nel fondo.
Il colpo d'occhio dell'intreccio reticolare delle travi offre buoni spunti per foto e video.
Inizio da una piccola spiaggia a ciottoli costeggiando in direzione sud a 10 metri di profondità spingendo con le pinne per circa mezz'ora. Quindi mi lascio andare giù dove a 23 metri trovo il BATTIPALO.
Below the GARDONE RIVIERA's shore, on Lake Garda, at 25 meters of depht there is the so called wreck of the BATTIPALO.
In effect there is not a ship wreck but only the hight metallic structure, time ago mounted on a barge, used to plant piles on the submerged bottom.
This grid structure offers several good views for photos and movies.
I start from a little shore and at ten meters of depht, by fins I go southwards for about half hour.
Then I go down straight on the maximum slope up to 23 meters where in few minutes i found the BATTIPALO.
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10 giugno 2026
--immersioni: "OLTRE L' ALFA"
Con un'immersione profonda, avevo in mente da tempo di dare un'occhiata oltre il relitto dell'Alfa Romeo Giulietta affondata a Malcesine(VR), sponda est del Lago di Garda.
Inizio a prepararmi di mattino presto, e alle sette e mezza inizio.
Nell'acqua tersa raggiungo l'Alfa a quasi 60 metri, poi entro in un territorio per me mai visto, sconosciuto e per me stimolante.
Senza affrettarmi avanzo, ed illuminando scruto il fondale con rari scogli fino ad 80 metri.
Da questo punto in poi l'inclinazione è meno marcata rispetto a sopra. Allora aiutato dalla bussola nell'acqua sempre con ottima visibilità e senza mai forzare continuo.
A 92 metri mi fermo e con la torcia illumino a giro d'orizzonte attorno osservando il fondale che continua a rimanere senza scogli e con pendenza non decisa, ma no per questo lo condidero noioso. Decido d'iniziare la risalita.
Ripasso per l'Alfa Romeo, ed ancora su vado a ritrovare l'acqua luminosa dove smaltisco la decompressione.
Alle 9 e 35 riemergo.
(92mt./125min./temp. acqua 13°-10°C/doppio e.c.c.r.)
With a deep dive, I had thought to explore below the car wreck of the ALFA ROMEO GIULIETTA, at MALCESINE (VR) in the east side of Lake GARDA.
In the early morning I prepare me, and at half past seven I start.
I reach the ALFA's wreck at 60 meters of depht, then I go beyond entering in an unknown ground but very intriguing for me.
I continue without haste but with costancy, illuminating with my dive light the bottom with few rocks on. I arrive at 80 meters of depht.
Continuing I can see that the slope of the bottom is less than above. The compass helps me to stay on the maximum slope, and so into the water with good visibility with calm I reach 92 meters.
Around me the bottom is still not steep, so I decide me for the ascent, where I see the Alfa Romeo.
At twentyfive to ten I return on surface.
(92 meters/125 minutes/water temperature 13°-10°C/double e.c.c.r.)
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24 maggio 2026
--immersioni: " TRAGHETTO BERARDI"
Alla Spiaggia delle Tavine di Salò (BS), sul Lago di Garda, trovo l'acqua con una visibilità eccezionale.
E' un vero scialo visitare e fare video-riprese sui relitti del traghetto BERARDI e di una barca a vela, ambedue appoggiati sul fondo in assetto di navigazione.
Poco prima di riemergere incrocio uno luccio adulto con il corpo innaturalmente piegato, da una malformazione o da un colpo di fucile sub.
At SPIAGGIA DELLE TAVINE of SALO'(BS) on Lake GARDA, I found water with an exceptional visibility.
So, for me is a very pleausure to dive and to take videos on the wrecks of the ferry BERARDI and a sailboat, both sunk in sailing trim on the bottom.
Just at the end of my dive I see an adult pike with a malformed body.
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14 novembre 2025
--immersioni: "CALCAROLLE"
Appena a sud di Torbole-Nago, sulla sponda est del Lago di Garda il delineato spigolo roccioso della Punta di Calcarolle precipita in acqua.
Con un sottopassaggio a gradoni raggiungo la riva che è al ridosso e senza onde dal tipico e costante vento del mattino proveniente dal primo quadrante.
Vicina, a destra c'è la parete rocciosa che però tralascio perchè in questa prima esplorazione preferisco andare dal punto di accesso direttamente per la massima pendenza. Così per 270°/ovest, abbastanza velocemente guadagno profondità sul fondale di rari scogli.
Dopo la fascia d'acqua meno fonda e più luminosa noto che grazie alla straordinaria visibilità il faro sub penetra parecchio il buio, tanto che a 90 metri provo anche a spegnerlo riuscendo a vedere distintamente attorno a me nel crepuscolo blu! Cosa rara in un lago, ed allora nell'acqua limpida vado ancora.
Oltrepasso i 100 metri. Sul fondale che continua giù con identica pendenza non c'è nulla di particolare, eppure il suo misterioso profilo che non si sa dove vada non poco m'affascina.
Non ho fretta ed osservo. Con ampia accostata inverto la direzione.
In una prima fase della risalita rimonto la china sommersa curiosando tra basse rocce che mi vengono incontro, poi devio alla mia sinistra/nord, dove a poco più di 50 metri ritrovo lo sperone roccioso di Calcarolle, che da lì seguo verso la superficie.
Ancorata al calcare, a 12 metri vedo una piccola piattaforma metallica da addestramento per i sub, dalla quale mi allontano a destra/sud, fino alle rocce d'inizio immersione.
(104 metri/140 minuti/doppio e.c.c.r.)
After TORBOLE-NAGO, Lake GARDA eastern coast, few kilometers towards south there is a rock spure called PUNTA CALCAROLLE.
By a subway with steps I reach the shore, today with the surface completly calm at the typical morning wind of this lake, coming from the first quadrant.
On my right the rock wall drops into tha lake water. But for my this first deep dive exploration I prefer proceed streight on the maximum slope from the little shore where I'm.
So I swimn on the bottom with few rocks on. There is a very good visibility, infact at 90 meters of depht I can see around me in the darckness with the lights off! A condition very rare in a lake!
I arrive at 104 meters, then I ascent and I head myself to my left/north, where at 50 meters I reach and explore the submerged rock wall of CALCAROLLE. I go up on it completing the decompression.
(104 meters/ 140 minutes/ double side mount e.c.c.r.)
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01 luglio 2025
--immersioni: "IL MARCIAPIDE"
Sponda Bresciana del Lago di Garda: IL MARCIAPIEDE
110 metri / 130 minuti / doppio e.c.c.r.
Quello che sulla sponda occidentale del Lago di Garda i sub chiamano "IL MARCIAPIEDE", o anche "I GRADONI", è un tuffo su una verticale muraglia sommersa che sprofonda dritta oltre 250 metri di fondo.
Con calma mi preparo e trasporto gli apparati a circuito chiuso ed il resto dell'attrezzatura a riva. Ricontrollo ancora, quindi comincio.
Come sapevo, all'inizio avrei superato un tratto con blanda pendenza fino a 27 metri per trovarmi poi di colpo sopra il profondissimo salto. Tanto è stato.
Scavalcata l'immaginaria ringhiera, mi pongo a mezz'acqua di fronte alla parete e vado giù.
In quest'immersione è vertiginosa non solo la geometria, ma anche l'idea di muovermi nel buio con sotto le pinne il vuoto.
Sotto la ringhiera la roccia forma un grande strapiombo, poi riprendela sua verticalità con salti, fessure, massi e pilastri uguali a quelli di una parete di montagna. Incremento la profondità velocemente.
Doso i movimenti muscolari, i pensieri ed il respiro, e controllo i parametri degli strumenti.
Osservo il panorama diviso a metà, da una parte c'è il paretone mentre dall'altra l'acqua nera, ed in questa scalata al contrario la falesia mi sfila verso l'alto al contrario per novanta metri.
Faccio una breve "sosta", quindi scarico un minimo di gas dalla muta stagna per rendere l'assetto appena negativo. Raggiungo 110 metri.
Per quello che posso cerco con gli occhi di sbirciare il più possibile attorno e sotto le pinne dove senza interruzione la linea va ancora giù alternando tratti verticali a zone con pendenza appena più basse: i GRADONI.
Rispetto alle quote superficiali mi sembra che qui sia minore la presenza della Dreissena, l'invasivo mollusco bivalve non locale d'aspetto simile ad una piccola cozza.
Sto a 110 metri e sono "appena" a meno della metà del paretone sommerso.
Mi basterebbe scaricare ancora pochissima aria per continuare a scendere senza sforzo. Ma per questa prima immersione decido di non andare oltre. Illumino ed osservo attentamente ogni cosa intorno a me, poi nizio a risalire.
Per la verticalità posso guardare bene in alto solo tirando molto indietro la testa.
Sento anche una lieve corrente proveniente dalla mia destra, nord, che trasporta una nuvola di sedimento, fatto non insolito qui.
Mentre metro dopo metro studio le rocce, mi viene spontaneo "gradarle" in difficoltà alpinistiche: V° superiore continuo e sostenuto, e sotto la gran volta dello strapiombo come minimo un impossibile VIII° in artificiale, insomma piselli acidi per l'alpinista.
Però da sub a gravità zero, lo strapiombo me lo fumo!
Per un attimo sorrido, poi immediatamente riprendo il ritmo. Monitorizzo frequenza respiratoria, set-point, ceiling, assetto e continuo ad osservare cercando di memorizzare il più possibile.
Ritorno alla ringhiera.
Entro i venti metri trascorro gran parte della decompressione tra le verdi piante lacustri, notando nella scogliera del bassofondo anche piccolissime spugne di lago. (Giacinto Marchionni)
Lake Garda west coast: "IL MARCIAPIEDE"
110 meters / 130 minutes / double e.c.c.r.
On Lake Garda west side, the divers call IL MARCIAPIEDE or I GRADONI, an unique dive site: a submerged vertical wall that straight drops from the surface up to more of 250 meters of depht.
On short path, I carry my two side-mount close circuit rebreathers and the rest of scuba equipment on the confortable shore, and after the last checks I start.
First I swim on a shallow bottom up to 27 meters of depht, than suddenly I am on the very deep drop, like when you look out from a pulpit at great hight. Very concentrated I position myself close to the wall, ready to go.
In this dive not only the geometry is dizzyng, but also the idea to have a deep void belowe the fins.
Beyond a large overhang I continue talking to myself, cecking me and the istrumentes moment by moment, and at the same looking the mysterious panorama around me. It's divided perpendicularly in two: on a side the vertical wall, on the other the black water. So the cliff pass me by for one hundred meters, and with a little negative buoyancy I arrive at 110 meters.
I try to observe everything around and belowe me, beyond the darkness.
I'm 110 meters deep, and I'm "only" at less then half of the total extention of this structure, and for few seconds I also think to continue, but after I tell me: "Stop you, it's OK so."
From my right, from north to south, there is little courrent with cloudy water. It's normal for this lake.
Meter by meter I carefully study the cliff. It's like on mountain, and for me is natural to value its mountaineering difficulties: V°+ and below the overhang a very impossible VIII° in artificial climbing! But since I'm a diver at "zero gravity", I easily go up without problems! For a moment I smile with myself at this, then return in me the necessary concentration.
I check my breath, the instruments, the buoyancy and the decompression.
In this mode I return on the pulpit where I started. During the long decompression time I see little yellow lake-sponges.
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06 giugno 2025
--immersioni: "FIAT 600 e 1400"
Nello scorso aprile 2025 a Malcesine (VR), mi immersi (su questo sito), sul bel relitto dell'ALFA ROMEO GIULIETTA.
Nelle sue vicinanze, a 50 e 53 metri di profondità ci sono altri due relitti di automobili: due FIAT modello 600 e 1400, macchine oramai d'epoca che dagli anni cinquanta e sessanta sono diventate parte del costume e della storia italiana.
Della "600 FIAT" ho un ricordo personale perche era l'automobile del mio caro zio Checchino.
In the last April 2025 at Malcesine (VR), I dived on this site at 59 meters deep on the beautiful "ALFA ROMEO GIULIETTA" car wreck (on this blog).
Nearby, at 50 and 53 meters, there are other two cars wrecks. Precisely two Fiat models: the "600" and the "1400".
From the past of the fifties and sixties, they arrived in the Italian culture and history.
On the "FIAT 600" I have a personal memory, because it was the car of my dear uncle CHECCHINO.
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24 aprile 2025
--immersioni: "LA GIULIETTA"
Quando in Italia uscì sul mercato a metà degli anni '50, l'Alfa Romeo "GIULIETTA" era considerata una Signora automobile e tale è rimasta anche poi, segno di successo, sebbene con le naturali modifiche del design che i tempi, il mercato e le mode del momento richiedevano, e richiedono.
Sotto le acque del Lago di Garda poco a nord di Malcesine(VR), ad una profondità di 59 metri giace il relitto di una di loro molto probabilmente datata inizio anni '60, e come la maggior parte dei relitti sommersi di macchine dopo essere stata rubata ed adoperata per faccende di malavita, affondata sotto le acque, fin quando un sub un giorno la ritrovò.
Nell'acqua limpida tipica dell'inverno di questo grande lago/piccolo mare, ho iniziato da una comoda spiaggia a due passi dal parcheggio. Nel buio si è materializzata alla luce della mia torcia.
Le ho nuotato attorno osservandola con attenzione, mentre riprendevo quelle sue "linee" che, sebbene passate, rimangono comunque eleganti.
In Italy the Alfa Romeo "GIULIETTA", first marketed in the mid-1950s, was considered a car Lady and a symbol: a sign of success.
Few after Malcesine(VR), belowe Lake Garda east shore is located the wreck of one of them at 59 meters of depth, and with high probability like all car-wrecks below the lakes, used for illegal business and then sunk.
In the clear winter water of this large lake, or little sea, from an easy shore nearby the park car I started. So I went down in the darkness and suddenly I have illuminated it.
I swam very slowly to watch and to take video on the GIULIETTA lines, now out of the actual fashion but ever green and beautiful. (Giacinto Marchionni)
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17 marzo 2025
--immersioni: "PARETI"
Poco a sud di Campione del Garda, frazione di Tremosine(BS), per traccia scoscesa termino il lavoro di saliscendi per trasportare dall'auto fino alla riva del lago gli apparati.
Nel punto d'ingresso di questo piccolo spazio tra gli arbusti, il pavimento del fondo di sassi apountiti è scomodo per l'entrata.
Quando inizio c'è solo una bavetta di vento da nord-est che increspa appena la superficie.
La spiaggetta sommersa continua con blanda pendenza fino a 4-5 metri, dopo di colpo l'inclinazione cambia e così guadagno velocemente profondità.
Fino ad una quarantina di metri mi muovo su un fondale di sedimento con scogli sparsi, ma che all'aumentare della profondità diventano gli unici protagonisti.
Nel buio degli 85-90 metri, infatti mi trovo a scendere di fronte ad una parete verticale a malapena schiarita dalle mie luci. Concentrato vado ancora indirizzando sotto le pinne il fascio luminoso. A 106 metri nello scuro, mi stoppo sospeso a mezz'acqua.
Dopo aver immaginato non so quante volte queste strutture sommerse del Lago di Garda, sono qui ad osservarne una.
La parete chiara è praticamente uguale a quelle che vedo in montagna. È tutta speroni, spigoli, rientranze, stratificazioni, spaccature e cosparsa di massi, detriti e pietre di tutte le dimensioni alcune anche in bilico.
Comincio l'ascesa ed ancora fondo, 90 metri, netto sento il caratteristico rumore di una catena che sferraglia immaginando che sotto costa qualche natante sta dando fondo all'ancora.
Quel tintinnio, che in certi momenti mi pare anche ritmato, invece mi fa compagnia per tutta la durata della risalita e decompressione. Mi domando da cosa può essere generato, fin quando ad una decina di metri di profondità arrivo a vedere.
È la catena che collega uno scoglio che funge da corpo morto ad un grande bidone di plastica bianco, che all'inizio avevo notato a poca distanza da me. A causa del moto ondoso aumentato, ora sbatte sulle rocce.
Quelle stesse onde, non grandi ma frangenti, mi costano un'uscita dall'acqua con gli apparati molto accorta. (Giacinto Marchionni)
Pareti di Campione del Garda(BS) _ 106 metri _ 110 minuti _ doppio side mount e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C
On south of CAMPIONE DEL GARDA, Lake GARDA west side, on a steep path I finish to transport down mine double e.c.c.r.
For me to walk on the shallow bottom in this dive start point is very unconfortable for its pointed stones. At least the water surface is without waves.
The submerged shore ends to 4-5 metrs of depht, than suddenly it becames a steep slope.
Up to about 40 meters of depht I swimn on a sand and mud bottom with rare rocks on, but at the increase of the meters they become unique protagonists. Infact in the dark at 90 meters depht I am in front on a vertical rock wall.
Careful, I go still down and directing my light between the fins I can see the wall to continue at least ten meters. I can not see beyond.
At 106 meters I stop myself.
After immagining these submerged structures, I am here looking at one. I study the wall and its clear rocks, pratically like at mountains walls. Everywhere edges, stratifications, stones, splits, debris, overhangs and butresses.
In the ascent, at 90 meters of depht I listen a clear noise of a chain. Immediatily I think at a boat and its anchor.
I listen it continuosily the long ascension and decompression, asking myself: "What is this?".
At 10 meters of depht I see, and I underdtand: it's the connecting chain between the bottom and a surface white buoy, and the noise is caused by breaking waves.
At the end of the dive, the same waves shake me a lot during my exit from the water.
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14 marzo 2025
--immersioni: "IL RELITTO DI NAVENE"
Il piccolo relitto di Navene, sulla sponda veronese del Lago di Garda, è ciò che rimane di un barcone da trasporto che agli inizi del '900 assieme ad altri simili veniva usato per movimentare legname tra Riva del Garda e Peschiera.
Quando la rete stradale attorno al lago si sviluppò, logicamente la via d'acqua venne a perdere d'importanza decretando la fine di quel tipo di trasporto.
Il modo più normale per disfarsi di quei natanti era di affondarli, è così fece anche Guglielmo Della Pila di Navene, il proprietario di quella che allora fu sua fonte di sostentamento, ed oggi testimonianza sommersa di un'economia ed un modo di vivere che non ci sono più.
Il piccolo relitto si trova ad una profondità compresa tra i 50 metri delle prua ed i 55 metri della poppa, ed è adagiato sul fondo sedimentoso in assetto di navigazione. Le sue strutture lignee, oramai anche loro ricoperte dall'onnipresente, invasiva, piccola e non autoctona cozza Dreissena, offrono bei colpi d'occhio e spunti per foto e video. (Giacinto Marchionni)
The NAVENE little wreck, below the Lake GARDA east coast, is an old wood boat used to transport wood between RIVA DEL GARDA and PESCHIERA, like many others boats for the same purpose.
When the road network around at the lake was complety, logically this type of transport was forgotten, ad the most natural way to eliminate them, was to sink them.
So did mister Guglielmo Della Pila, the owner who lived in the small NAVENE village. This boat, his source of life, today is only the memory of a disappeard economy.
The wreck is in sailing trim and has the bow at 50 meters depth, and the stern at 55.
Its structure, completly colonized by "Dreissena" a small and invasive non-native bivalve mollusc, is a good subject for underwater photos and videos.
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10 marzo 2025
--immersioni: "K 91"
Non avevo voglia di sfacchinare per scomodi viottoli che dalla strada statale Gardesana Occidentale consentono l'accesso al Lago di Garda, quindi mi sono cercato uno slargo dove parcheggiare che era distante una ventina di metri dalla riva, ma soprattutto allo stesso livello dell'acqua. Volevo fare una discesa fonda con partenza da terra, soprattutto volevo un sito dalla logistica pre e post tuffo meno lavorata rispetto ad altre location.
Alle 8 e 30 del mattino di una giornata grigia tanto che la foschia non mi consentiva di vedere la sponda opposta, ho iniziato accolto dall'ottima visibilità propria dell'inverno in questo lago. Visibilità rimasta invariata fino alla massima profondità, come anche la temperatura costantemente a 10°C.
Superate le iniziali rocce e piante lacustri, mi sono posizionato sopra il fondale a mezz'acqua sollevato di poco più di un metro, muovendomi dentro il suo accogliente celeste-azzurro.
A 60 metri a causa di un lieve incoveniente di compensazione ad un orecchio, dovevo momentaneamente stoppare la discesa e quindi risalire un po' per decongestionarlo.
Risolta la faccenda ho potuto poi continuare la calata sapendo perfettamente però che quei pochi minuti di ritardo sulla tabella di marcia programmata, in decompressione mi sarebbero costati non poco in termini di tempo.
Tra i settanta e gli ottanta metri ho incrociato una moltitudine di persici e lucci fino a quel momento appoggiati sul fondo, ma che all'improvvisa comparsa delle mie luci scappavano via.
Così sul quel panorama solo falsamente monotono di dune di sedimento orientate verso il basso che con gli occhi esploravo, ho continuato fino a 102 metri.
Sponda Bresciana del Lago di Garda: 102 metri _ 2h e 40m _ doppio e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C
Giacinto Marchionni
I didn't want to work too hard before and after my dive, so I found a car park near the water and at its same level.
At thirty past eighty in the morning it was foggy and I couldn't see the opposite shore of the lake. I begane in the clear water. It was so from surface to maximum depth, with water temperature at 10°C. So I descended into the light blue.
At 60 meters depht I had a little problem of compensation on mine ear and I stopped few minutes to solve it. Then I continued the descent, but I knewn in this deep-dive I would pay for the delay many decompression minutes more the normal.
On bottom between 70 an 80 metrs of depht, I have seen a lot of perchs and pikes, but they run away when they saw my dive light.
On that debris dunes bottom, I explored up to 102 metrs depht.
Lake GARDA west shore / 102 meters / 2 hours and 40 minutes / double e.c.c.r. / water temperature 10°C
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20 giugno 2024
--immersioni: "SPIAGGIA DELLE TAVINE"
Immersione sotto la Spiaggia delle Tavine di Salò (BS), sul Lago di Garda dove giacciono alcuni relitti.
In questo tuffo prima a 32 metri ho visitato il "Berardi", oggi nella sospensione, poggiato con la prua verso il largo in assetto di navigazione. In origine era un natante in acciaio adibito al trasporto merci; divenuto successivamente privato e riattrezzato, per inutilizzo fu ormeggiato a Toscolano Maderno. Infine in situazioni poco chiare nell'agosto del 1977 affondò a Salò.
Poi in risalita a 27 metri mi sono soffermato sul relitto di un piccolo cabinato a vela completo di alberatura, boma, sartiame e stralli, anch'esso in assetto di navigazione.
Dive under the Spiaggia delle Tavine in Salò (BS), on Lake Garda where there are some wrecks.
In this dive, first at 32 meters I saw the "Berardi", a small ferry in sailing trim. It sank in August 1977.
Then on the way up at 27 meters I stopped on the wreck of a small sailing cabin cruiser complete with mast and boom.
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19 giugno 2024
--immersioni: "SCIVOLANDO VERSO SUB"
Sponda occidentale del Lago di Garda _ 107mt. _ 2h 25min. _ e.c.c.r.
Il cielo è coperto mentre dalla macchina, per ripido sentiero, di mattino presto con attenzione sto trasportando gli apparati e le attrezzature al bagnasciuga.
Della nuvolosità o dell'eventuale pioggia però poco m'importa, quello che m'interessa è che a quest'ora sul lago non c'è un filo di vento con conseguente acqua senza onde, perchè il fondo della spiaggia d'inizio di questo tuffo non è composto da ghiaia su cui camminare comodamente, ma da spigolosi sassi di varie dimensioni sui quali mi devo muovere attentamente. Alle sette e mezza inizio.
Rispetto alle mie due precedenti immersioni in questa zona del versante occidentale del Lago di Garda, mi trovo ulteriormente spostato verso nord a cercare ed esplorare pendenze più sostenute.
Della cosa ho conferma non appena arrivo sulla ventina di metri. Infatti nell'acqua ancora limpida mi trovo in una valle subacquea tra due bastioni di roccia.
Vado giù seguendo la naturale linea di questo kenion che rapidamente mi fa guadagnare quote. Nuotando sospeso a mezz'acqua, osservo scogliere che si susseguono senza interruzioni.
Superati i 100 metri dalla superficie arrivo su di un terrazzo di roccia sotto il quale, nonostante l'acqua pulitissima, il fascio del mio illuminatore poco può perchè sotto si apre una parete nel buio.
Garda Lake western shore _ 107mt. _ 2h 25min. _ e.c.c.r.
Along a steep path, early in the morning I am carefully carrying the equipment and gear to the shore.
At this time on the lake there is not wind and waves. This is important for me because the bottom of the beach at the start of this dive is not to walk comfortably. At half past seven I start.
Compared to my two previous dives in western side of this lake, I find myself more towards to north to explore steeper slopes.
I have confirmation of this as soon as I reach about twenty meters. In fact, in the still clear water I find myself in an underwater gully between two rock bastions, and I go down following the natural line of this kenion swimming suspended in mid-water.
Once I have passed 100 meters from the surface, I stopped on a rock ledge.
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25 aprile 2024
--immersioni: "NO INDICATION"
Lago di Garda _ Sponda Occidentale _ 110mt. _ 2h 13min _ e.c.c.r.
Al di là del muricciolo tra la vegetazione c'è un viottolo che scende ad una ghiaiosa spiaggetta sulla sponda ovest del Lago di Garda.
Una bandiera fissata su di un albero mi dice essere uno spot per surfisti: il Garda è definito la "fabbrica del vento".
Da questo angolo riparato osservo la bellezza di questo grande lago che dal bordo acqua si esalta ancor di più, ed osservo anche il bagnasciuga che risulta essere abbastanza comodo per l'ingresso con gli autorespiratori: decido che questo è il sito del tuffo.
Inizio la trafila pre immersione che mi occorre non solo per preparare e ricontrollare tutto, ma anche per trovare la concentrazione per un profondo tuffo esplorativo in solitaria, in un sito dove non sono mai stato e probabilmente non frequentato da sub. Al termine, infatti, un velista assiduo di questa caletta mi dice che è la prima volta che ci vede qualcuno con autorespiratore.
Qualche su e giù per movimentare le attrezzature, bevuto e mangiato qualcosa e procedo con la vestizione della muta, la preparazione delle fotovideocamere, l'indossaggio del g.a.v. side-mount e dei guanti stagni. Finito, scendo all'acqua.
Calzate le pinne, agganciati gli apparati, effettuo un ultimo check ed inizio.
Subito oltrepasso la limitata zona delle ghiaie della spiaggetta che per qualche metro prosegue anche sott'acqua, poi la boscaglia delle verdi e lunghe piante d'acqua bassa. Dopo trovo il fondale che fino ad una trentina di metri ha una visibilità con dominante verde chiaro.
Non mi pongo dubbi sulla rotta da seguire perchè un netto solco nel pietrisco è orientato per 165° sulla massima pendenza, per altro molto accentuata.
Rispetto al tuffo precedente nel Lago di Garda sono spostato verso nord di mezzo chilometro. La morfologia è livemente diversa perchè tutta la fase fonda è stata caratterizzata da una serie di costolature dovute a stratificazioni geologiche che formano ampi gradini di roccia, mentre nell'altro posto prevaleva il sedimento.
Gradatamente entro nella fascia d'acqua più buia, ma sempre tersa, dove avanzo con circospezione.
Dopo 70 metri vedo una lastra di roccia inclinata che forma un ciglio e che scavalco.
A 90 metri i classici piccoli galleggianti ovoidali sono quello che rimane di una rete da pesca persa.
Rggiungo un'altra costola di roccia chiara.
Con la luce e con gli occhi sondo il buio che ho davanti e sotto, e avanzo con misurati colpi di pinne.
Superati i 100 metri continuo ancora oltrepassando il salto di un altro gradino per arrivare su un'area di sassi frantumati: 110 metri. Lì la temperatura dell'acqua sempre limpida è di 10°C, in superficie dodici.
Inverto la rotta e navigo per 345° riguadagnando gli stessi scogli dov'ero transitato prima.
A 70 metri con gli occhi oramai condizionati dal buio provo a spegnere per qualche momento l'illuminatore riuscendo a vedere nettamente, seppur in forte penombra, a conferma della notevole limpidezza dell'acqua di questo lago rispetto ad altri che frequento.
Lentamente come la mia velocità di risalita, anche la prospettiva sfuma dal verde molto scuro a quello chiaro.
Alla base di uno scoglio c'è un piccolo persico che scoda intrappolato dentro la matassa aggrovigliata di una rete. Con il tagliasagole recido i sottili fili che l'avevano imprigionato e lo libero.
Piano vado su in direzione della zona più luminosa fino a rivedere la mia boa segnasub galleggiare in superficie.
Riemergo dopo due ore e tredici minuti.
On a tree on the small and comfortable shore that I have chosen to start my dive there is a typical sailor's flag: Lake Garda is called "the wind factory".
I am very careful as I am preparing for this solitary and deep dive in this site where I have never dived, and where I think no other diver has ever descended, and very concetrated I begin.
First I swim on the green plants of the shallows and then suddenly I find myself on the very sloping lakebed and I have no more doubts, this will be my submerged route. On my compass I read 165°.
I slowly go down. The depth increases, the brightness decreases but the water always remains clear.
At a depth of 70 meters I pass a blade of light-colored rock. At 90 meters I see the small floats and a piece of a fishing net lost here on the bottom.
With the light and with my eyes I observe the darkness around me, advancing with measured strokes of my fins.
Beyond a hundred meters I pass a rocky step and land in an area of broken rocks.
The water is still dark and its clarity is extraordinary with a temperature of ten degrees. With great attention I observe around me. At the same time the fisic space is empty, but my mind is full of mysterious thinks.
The instruments show me a depth of 110 meters and a significant decompression time.
I reverse my direction, heading upwards, and swim again on the rocks where I had passed when I was descending.
At this moment my eyes are conditioned to the dark, so at 70 meters I try to turn off my lights. I can see inside this strange dark green light all the submerged morphology.
Like my ascent rate, the dark green slowly goes to light.
Near a rock there is a small perch caught in a net, I cut the net and free it.
Slowly I arrive in the very bright shallows, where I see my red signal buoy floating.
My dive ends after two hours and thirteen minutes.
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Lago di Garda
09 aprile 2024
--immersioni: "GARDESANA OCCIDENTALE"
Lago di Garda/sponda ovest _ 104mt/130min _ e.c.c.r.
Giunto nel posto dove avevo già immaginato d'immergermi, una verticale parete sommersa, devo variare il programma perchè ci sono ovunque non solo inequivocabili divieti di sosta con indicazione di rimozione forzata del mezzo, ma anche un'invalicabile transenna perché tutta l'area è interdetta causa frana.
Un po' deluso riprendo la statale Gardesana Occidentale in direzione sud e dopo qualche chilometro vedo alla sinistra una rara piazzola di sosta nella quale m'infilo per fare il punto della situazione.
Apro la carta del Lago di Garda per capire dove mi trovo ed osservando le linee batimetriche sommerse della zona verifico che proprio qui sotto il fondale ha comunque una decisa pendenza. Tra l'altro il posto è evidentemente frequentato, infatti vicino c'è un breve e comodo viottolo a gradoni che scende al bagnasciuga di una spiaggetta.
Ed allora senza stare più di tanto a smoccolare perchè il target nel quale mi sono già immerso con la fantasia non so quante di quelle volte è impraticabile, anche se non ho alcun tipo di informazione sul nuovo sito dove mi trovo o se ne valga la pena, decido che con gli apparati andrò qui.
Come sempre mi succede quando vado in un sito sconosciuto, al tempo stesso nei miei pensieri c'è un'altalena che ondeggia continua tra l'attenzione e la curiosità.
Messa la testa sott'acqua noto subito la sua limpidezza e luminosità, per lo meno qui nella bassa profondità, e con temperatura di 10°C.
Nella mia testa il programma del tuffo è chiaro: con nessuna divagazione m'indirizzo sulla linea di massima pendenza ma senza un obbiettivo definito da raggiungere. Valuterò strada facendo.
Tra i tre ed i sette metri oltrepasso lunghe e verdi piante acquatiche, poi il pavimento del fondo ritorna di sedimento e di scogli tutti ricoperti di due specie di molluschi bivalvi infestanti e non autoctoni simili a piccole cozze, la Dreissena polymorpha e la Dreissena bugensis.
Inizio la vera e proprio calata nell'inaspettato terso tanto che fino ad una certa quota non ho la necessità d'illuminare. Penso alla differenza che c'è rispetto al Lago di Scanno, in Abruzzo, dove a mezzogiorno a sei metri di profondità a volte non è raro trovarsi nel buio.
Scendo e faccio videoriprese, mentre piccoli branchi di persici mi osservano e mi seguono.
Grazie al fondo molto inclinato mi ritrovo velocemente a più di 70 metri, a conferma del fatto che la stima della pendenza era corretta.
Distante alla mia destra intravedo un masso molto grande, però ligio al programma non devio e proseguo giù con i persici che continuano a scortarmi.
D'abitudine alterno ogni dieci minuti la ventilazione tra i due apparati a circuito chiuso, controllo le indicazioni degli strumenti ed il ritmo della respirazione. Un colpo di pinna dietro l'altro, senza mai spingere troppo ed arrivo a 90 metri.
La temperatura continua a riamanere costante a 10°C, cosa per me insolita in quanto in altri siti di acque dolci o salate che siano, normalmente diminuisce all'aumentare della profondità. Quindi oltre alla limpidezza fin'ora trovata incamero anche questo nuovo fattore.
Non varia neanche l'inclinazione del fondo che prosegue verso il basso.
A 100 metri controllando i valori di decompressione indicati dagli strumenti, stimo un run-time totale di circa un paio d'ore che non intendo allungare, ed accosto per la risalita.
Come sempre succede, da questo punto di vista dal basso in su percepisco ancora meglio la pendenza. Disseminati un po' a destra ed un po' a sinistra passo tra alcuni scogli.
Arrivo sui 50 metri, e grazie all'acqua pulita sono investito dalla luminosità che piove dall'alto. Ed allora mi viene più che naturale il paragone con un altro lago, quello di Castelgandolfo, dove alla stessa profondità l'unico colore da vedere è il nero.
Rimanendo sempre un po' più basso del tetto decompressivo vado su riportandomi fino al bosco di piante verdi che hanno intrecciati sopra numerosi nastri bianchi e gelatinosi delle uova dei persici.
Qui trascorro l'ultima parte della decompressione che con mia procedura di risalita da un tuffo impegnativo, anche oggi e senza alcuna fretta allungo oltre il valore indicato degli strumenti. _ _ _ Giacinto Marchionni
After driving for several hours, I arrive at the place where I had already dived many times in my imagination, but due to a landslide in the entire area, parking and access are prohibited: I cannot dive here.
I don't get nervous, and I immediately think to a solution.
I am on the western shore of Lake Garda.
To understand where to go to find a new dive site, I open and look at the topographic and nautical map with the depth lines on it.
A little south of where I am I see good depths, and then I decide to head to that area.
On the beautiful state road "Gardesana Occidentale" that runs alongside the lake, I drive for a few kilometers until I find a small place where I can park my car.
Right nearby, there is a path that quickly reaches a small beach. The place is confortable for entering the water with my scuba equipment.
I will dive at this point.
Whenever I dive into a new site my mind swing between curiosity and a lot of concentration, and it's the same today.
I start the dive, and I immediately see that the water is very clear.
In my head the program is as clear as the water around: I will go straight on the maximum inclination of the bottom, to reach and explore important depths without digressions.
While I descend to the very steep sediment bottom and take videos, small perch follow me, and in the water that is always clear, but dark, I soon reach 70 meters. My observations made on the map were correct.
To my right I see a large rock, but I don't digress, and continue on my ideal line.
Every about 10 minutes I alternate breathing in my two E.C.C.R., and continually check the instruments and myself.
Very calmly, without forcing the rhythm of swimming on my fins, I reach 90 meters of depth.
Here the water temperature continues to be the same as it was on the surface, 10 degrees. This fact is strange for me, because in all diving places when the depth increases, the water temperature decreases.
At a little over a hundred meters deep, I stop my descent. I observe in front of me the panorama of very sloping sediment with some rare rocks on it. Nothing special, but for me the fascination is great.
I turn 180 degrees and start to go up, observing the little clouds of mud that the strokes of my fins had raised.
The small perch still come back to me with curiosity.
At a depth of 50 meters, the water becomes luminous again. I always stay below the decompression ceiling that the instruments show me.
This my dive ends after 130 minutes.
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