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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.

07 settembre 2026

--immersioni: "GIUNONE"


Alle tredici e trenta arrivo nel parcheggio di fianco la galleria GIUNONE sulla Statale Gardesana Occidentale.
Mi preparo, quindi su e giù dalla macchina fino alla spiaggetta, sul ripido viottolo per trasportare gli autorespiratori, pinne e boa segnasub.
Nel primo tuffo che feci qui, verificai che questo angolo riparato è uno spot per surfisti. Mentre oggi di appassionati di vela non ce ne sono, ma con sorpresa scopro essere anche un "privee" di nudisti perché ne vedo diversi sparsi qui e là ad abbronzarsi in costume adamitico!
Con il sottomuta e la muta stagna addosso, accaldato ritorno alla spiaggia e subito entro in acqua. Agganciati quindi gli apparati ai lati, alle quindici e trenta comincio il viaggio sotto gli occhi degli svestiti che mi osservano manco se all'improvviso si fossero trovati davanti un marziano.
Appena sotto la superficie, l'acqua limpida ha una temperatura di 22°C.
La spiaggia ghiaiosa poco pendente continua fino a quattro metri, dopo scavalco una fascia di fitte ed impalpabili piante verdi ed atterro a dieci, dove l'inclinazione aumenta.
Fino a 40 metri trovo luminosità che consente di andare anche a torcia spenta, sotto il buio.
L'acqua è diventata fredda, ed il sottomuta che all'aria mi stava facendo sudare parecchio, ora mi protegge dai 10°C.
Mentre nuoto verso il basso ripasso per le stesse strutture già viste due anni fa: un solco del fondo che per un tratto seguo fino al suo termine, un grande scoglio a 70 metri, a 90 i galleggianti di sughero di una rete da pesca e gradini di rocce stratificate.
A cadenza di dieci minuti alterno la respirazione tra i due e.c.c.r. mentre controllo il ritmo respiratorio e gli strumenti.
Arrivo a quote importanti. Con largo semicerchio mi porto a 108 metri osservando e videoriprendo il panorama di gradoni di calcare chiarissimo e sfasciumi che continua in basso.
A questa batimetrica ed in questa zona la Dreissena, il piccolo mollusco invasivo che ha infestato tutto il Garda, è assente.
Inizio la risalita e man mano che la pressione diminuisce i volumi di gas in espansione nei contropolmoni degli apparati e nella muta stagna proporzionalmente aumentano la mia galleggiabilità. Costantemente scarico l'eccesso mantenentomi sotto la quota "ceiling".
La visibilità è ottima, tant'è che rientrato nella zona d'acqua dov'è possibile stare a torcia spenta posso osservare a distanza quasi come fossi in aria.
A 18 metri ripasso vicino allo scoglio dove liberai un persico che si dibatteva intrappolato in un pezzo di rete da pesca incastrata che ancora c'è, ma ormai ammatassata non è più una trappola.
Nell'ultima parte della lunga decompressione mi muovo dentro le vaporose piante del bassofondo osservando branchi di piccoli pesci argentati che si spostano a scatti.
Sulla ghiaia riguadagno gli ultimi 4 metri, e dopo 2 ore e 30 minuti termino il viaggio sulla spiaggia diventata deserta.
Al caldo devo ancora lavorare e sudare per riportare su tutti i miei accrocchi, quindi tolti muta e sottomuta, ripercorro per l'ennesima volta lo stradino fino all'acqua e mi ci butto dentro.


At half past one p.m I arrive in the parking nearby the GIUNONE's tunnel on the GARDESANA OCCIDENTALE, est side of the Lake Garda. I prepare me and my s.c.u.b.a. equipments.
In my first dive in this site I discovered that this little shore is a good spot for windsurfers, but today with my great surprise I discover that it's also a "privee" spot for nudists, and when I start my dive them look at me like a Martian!
Just below the surface the water is clear with a temperature of 22°C. I overcome a zone with green plants and I landing at ten meters of depth where the slope becames steep. Then I continue towards hight depht.
Up to 40 meters there is still a good light, then the enviroment becames dark with a water temperature of 10°C.
While I go downwards I see again the same submerged structures I saw in 2024: a big rock at 70 meters of depht, a net lost on the bottom at 90 meters, little limestones steps and gravels. I alteranate the breath in my two e.c.c.r., and costantly I check the istruments and myself.
I stop me at 108 meters of depht. I can see the bottom still continues with the same slope. It intrigues a lot me, so I observe and I take movie. I note that in this zona and at this depht there is not the DREISSENA, the little invasive and not local shell by now presents everywhere on the LAKE GARDA's bottom.
During my reascent I'm careful to stay below the "ceiling" decompression depht.
At 40 meters of depht I can turn off my dive torch, and at 18 meters I see the same rock with the lost net where I saved a trapped perch, but fortunatly today it's not more a dangerous trap.
In the final of the long decompression I stay in the shallow water swimming between the green plants, and after two hours and half I end my dive on the little shore, by now without nudists.
The last work for me is to carry the equipements up to the car, sweating a lot. At the end of this operation, finally I can dive into the lake with great pleasure.