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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso.Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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10 giugno 2026

--immersioni: "OLTRE L' ALFA"


Con un'immersione profonda, avevo in mente da tempo di dare un'occhiata oltre il relitto dell'Alfa Romeo Giulietta affondata a Malcesine(VR), sponda est del Lago di Garda.
Inizio a prepararmi di mattino presto, e alle sette e mezza inizio.
Nell'acqua tersa raggiungo l'Alfa a quasi 60 metri, poi entro in un territorio per me mai visto, sconosciuto e per me stimolante.
Senza affrettarmi avanzo, ed illuminando scruto il fondale con rari scogli fino ad 80 metri.
Da questo punto in poi l'inclinazione è meno marcata rispetto a sopra. Allora aiutato dalla bussola nell'acqua sempre con ottima visibilità e senza mai forzare continuo. A 92 metri mi fermo e con la torcia illumino a giro d'orizzonte attorno, osservando il fondale che continua a rimanere senza scogli e con pendenza non decisa. Decido d'iniziare la risalita. Ripasso per l'Alfa Romeo, e poi ancora su. Nell'acqua luminosa smaltisco la decompressione, e alle 9 e 35 riemergo.
(92mt./125min./temp. acqua 13°-10°C/doppio e.c.c.r.)


With a deep dive, I had thought to explore below the car wreck of the ALFA ROMEO GIULIETTA, at MALCESINE (VR) in the east side of Lake GARDA.
In the early morning I prepare me, and at half past seven I start.
I reach the ALFA's wreck at 60 meters of depht, then I go beyond entering in an unknown ground very intriguing for me.
I continue without haste but with costancy, illuminating with my dive light the bottom with few rocks on. I arrive at 80 meters of depht.
Continuing I can see that the slope of the bottom is less than above. The compass helps me to stay on the maximum slope, and so into the water with good visibility with calm I reach 92 meters.
Around me the bottom is still not steep, so I decide me for the ascent, where I see the Alfa Romeo. At twentyfive to ten I return on surface.
(92 meters/125 minutes/water temperature 13°-10°C/double e.c.c.r.)



21 luglio 2025

--immersioni: "HER"


E' da quasi un anno che non la vado a salutare, allora mi decido per un profondo tuffo alla Sirena del lago.
Inizio nell'acqua calda a 27°C della superficie che, con addosso muta stagna e sottomuta, è fastidiosamente calda.
In una ventina di minuti raggiungo la cima guida, quindi la seguo.
Superati gli otto metri sento la temperatura che cala all'aumentare della profondità. Alla massima quota che raggiungerò sarà di 10°C, diciassette in meno rispetto al bassofondo. Una differenza non da poco. Il sottomuta che nei primi minuti mi faceva sudare abbondantemente, mi protegge dal freddo.
Oltrepasso una zona d'acqua biancastra con visibilità scarsa, ma dopo i 30 metri torna tutto limpido.
Vado facendo luce sulla pendente e nera scogliera vulcanica che termina a 70 metri.
Poi, ben sollevato dalla melma e dosando i colpi delle pinne, sul fondale oramai in piano seguo il sottile filo guida su cui ci sono appoggiati alcuni millimetri di impalbabile sedimento.
Mentre senza mai forzare con le gambe mi spingo ancora sul profondo pianoro, si dilatano distanza e decompressione.
Un po' prima dei 90 metri inizio ad intravederla.
La raggiungo ma non mi ci fermo, perché continuo fino ai 94 metri della barchetta in legno affondata in assetto di navigazione, capolinea basso di questa linea che ho tesata tre anni fa.
Giro attorno al piccolo scafo mentre lo videoriprendo, poi torno alla statuina metallica della Sirena.
Anche su di Lei c'è del sedimento che spolverato con la mano sfarfalla verso il basso.
Aspetterei che questa lenta nevicata si esaurisca per poter fare riprese nell'acqua pulita, ma il tempo di decompressione è già corposo.
Comincio a risalire, non prima di averLa salutata.
_Giacinto Marchionni_
94mt. / 2h 40min / doppio e.c.c.r. / 27°C-10°C
A causa della lavorata e scomoda movimentazione all'aria delle attrezzature fino all'acqua, della distanza da percorrere per raggiungere la linea di discesa-risalita, della profondità e delle importanti decompressioni, questa immersione è da considerarsi molto impegnativa.


It's almost a year that I do not meet the Mermaid of the Lake, so I decide to go.
I begine in the hot water at 27°C of the surface, too much with dry suit and undersuit.
Swimming slowly into the shallw bottom, I reach the Guide-Line of the Mermaid in about twenty minutes. Then I follow it downwards.
Below eight meters the water temperature goes down at the increase of the depht. At the maximum depht it's 10°C, seventeen less than the surface. With my undersuit I was sweating a lot nearby the surface, while into the deep cold water it's a good protection for me.
I across a zone of cloudy water that ends at thirty meters, beyond it's ever clean.
While I descend I illuminate the black and steep volcanic cliff that dieds at 70 meters on the mud. I continue. With calm I push on my fins to go on the bottom by now almost flat, while the distance and the deco-time dilate them. I carefully watch "out" in the dark, and "in" inside me.
Just before ninety meters I see the Mermaid, but I do not stop me and I continue up to the woody wreck of the little boat in sailing trim at 94 meters of depht: terminus of this guide-line that I lied here three years ago.
I swim around it, I observe and I take videos, then I return finally to Her, to the Mermaid.
With my hand I remove the thin sediment on it, but I don't wait this underwater snowfall ends to take a video into the clean water, because I have an important decompression-time to respect.
But naturally, first I leave it for the long ascent I say Her By.
_Giacinto Marchionni_
94 meters / 2h 40min / double e.c.c.r. / water temperature 27°C-10°C
Due to the work to carry the scuba equipment up to the shore, the distance to reach underwater the line-guide, the depht and the important decompressions times, it's a very demanding dive.




17 febbraio 2025

--immersioni: "PER MARGHERITE"


In wuesta profonda discesa, fino a 60 metri incontro acqua a momenti un po' torbida ed a momenti biancastra. Poi, sempre limpida.
In risalita attorno ai 50 metri sento e vedo la corrente parallela alla costa e proveniente dalla mia destra, insolita per questo lago per a queste profondità e con questa intensità, che inclina la sagola di ritenuta ed il galleggiante fissati ad uno dei cavi tesati sul fondo.
E poi ... c'erano anche le margherite!

Lago di Castelgandolfo _ 91 metri _ 133 minuti _ e.c.c.r. _ temp. acqua 10°C


In this my deep dive I found cloudy and whitish water within 60 meters depth. Beyond, clear water.
During the ascent, about at 50 meters of depht, there was a courrent from my right to left, very strange for this lake at this depht.
And then... there were also daisies!

Lake Castelgandolfo_92 meters_133 minutes_e.c.c.r._water temperature 10°C.



27 agosto 2024

--immersioni: "ALTRA SPONDA ALTRA LINEA"


Sarà un impegnativo tuffo nel lago, profondo e lungo che mi farà attraversare strati d'acqua con visibilità e, soprattutto, temperature diverse con una differenza termica importante di 18°C, perché dai 28°C della superficie arriverò ai 10°C alla massima profondità, perciò al solito indosserò muta stagna e sottomuta.
Essendo però in pieno agosto, bardato così per limitare nella pre immersione un eccessivo surriscaldamento, entro in acqua di mattina molto presto quando la sponda orientale del Lago di Castelgandolfo è ancora in ombra e non sotto il sole.
Mentre raggiungo la "linea", noto la straordinaria limpidezza dell'acqua che ha una dominante celeste/azzurra rara da trovarsi, nella quale scendo fino a circa venti metri.
Da qui ai trenta mi muovo in una zona un po' torbida. Di seguito pulitissima come in alto.
Mi torna utile nell'allenamento all'immersione fonda questa linea che apposta finii di posizionare qui un paio di anni fa.
Nel freddo a 10 gradi arrivo alla statuina della Sirena appoggiata a 90 metri, sulle cui curve s'è depositato un impalpabile strato di limo che rimuovo con una sventagliata della mano, e mentre faccio fotovideoriprese penso che una manciata di minuti prima ai 28 gradi del bassofondo stavo sudando dentro la muta.
Al raggiungimento del tempo programmato saluto la bella, inverto la direzione e nel rispetto dei tetti decompressivi mi avvio verso l'alto.
Negli ultimi metri allargo appena il collo della muta stagna per far entrare acqua che immediatamente bagnandomi il corpo mi rinfresca. _Giacinto Marchionni


Due to the depth and the large temperature differences I will be going through (from 28 degrees in the air to 10 into the water at its maximum depth), this will be a challenging dive for me.
To avoid the great heat in the sun, very early in the morning I begin my dive under the eastern shore of the "Lago di Castelgandolfo". Up to twenty meters deep I find the water very clear. From 20 to 30 meters the water is a little cloudy, and below this level the water is still clear as above.
In my deep dive training, the guideline I am following is useful. It is a long rope that I have stretched two years ago from 10 to 94 meters deep.
In the 10 degree cold, I reach 90 meters deep to the small metal statue of the Mermaid, but I do not continue.
Above it there is some sediment that I remove with my hand.
Then I say goodbye to the "Bella" and go up.
At low depth I am very hot because the water temperature is 28 degrees, so from the neck of the dry suit I let a little water in.



09 agosto 2024

--immersioni: "LINEA CONTINUA"


E' un filo guida ininterrotto quello che si segue per fare un profondo tuffo lacustre, da circa 10 metri fino a quando termina sul fango a 90 metri in corrispondenza di un mazzolino di fiori di plastica.
Qualsiasi tipo di immersioni siano, tecniche o ricreative, la costante pratica è la linea continua. _ _ _ Giacinto Marchionni


It is a continuous guideline that you follow to make a deep lake dive, from about 10 meters until it ends on the mud at 90 meters near plastic flowers.
Whatever type of diving, technical or recreational, the constant practice is the continuous line.



21 novembre 2023

--immersioni: "SEXBOMB"




Tutte le curve al posto giusto che con perfetto raggio sembrano essere state tirate con un compasso!
W O W !
Cos'altro aggiungere?
Profondo tuffo lacustre per salutare prima la Sirena "tuttecurve" e poi raggiungere il relitto della barchetta a 94 metri.
135 minuti in totale con doppio apparato a circuito chiuso nel Lago di Albano/Castelgandolfo (Roma).


All the curves in the right place that with perfect radius seem to have been drawn with a compass!
W O W !
What else to add?
Deep lake dive first at the Marmade "Allcurves", and then reaching the little boat wreck at 94 meters.
135 minutes in total with double e.c.c.r. in Lake Albano / Castelgandolfo (Rome).

26 luglio 2023

--immersioni: "TERRE SCONOSCIUTE"




92mt/170 min. _ doppio e.c.c.r. _ temperatura: acqua 27°C/10°C; aria 32°C

Profonda e lunga esplorazione in una zona dove non era mai stato sotto la sponda sud/sud_ovest del Lago di Albano.
Vista l'alta temperature all'aria di 32°C mi preparo ed inizio l'immersione prima del sorgere del sole trovando in superficie l'acqua a 27°C.
Posizionatomi a 10-12 metri, lungamente pinneggio in senso antiorario sul perimetro per circa sessanta minuti prima di raggiungere la direttrice dell'area sommersa che ho scelto, quindi scendo giù.
Il fondale è composto da scogli un po' di tutte le dimensioni appoggiati sullo scuro sedimento: con attenzione mi muovo ed illumino queste "terre sconosciute" che m'incuriosiscono come sempre.
Al tempo stesso uguale e diverso, è appunto quella lieve, piccola ed appena percettibile sfumatura di diversità che mi spinge ad andare ogni volta un po' oltre.
Attraverso anche una fascia d'acqua di una decina di metri praticamente con visibilità nulla, dove avanzo a tentoni.
Con un orizzonte di quasi zero centimetri, per forza aro il fondale perché di stare in assetto ben sollevato è impossibile, ed in questo modo smuovo altre nuvole di mota. Rocce appuntite che non vedo mi toccano i fianchi.
Di colpo ritrovo la visibilità e lo stretto fascio della mia luce mi permette di vedere diversi metri in basso.
Anche nello scuro riesco a percepire la pendenza, e la cosa mi è confermata dalla presenza di un netto solco d'erosione scavato nel fango causato dai detriti che scivolano in basso nelle giornate di forti piogge.
Oltrepasso un'isolata zona di scogli che di poco si alza dal fondo e proseguo.


Deep and long exploration in an area where I had never been: the south/southwest shore of Lake Albano.
Given the high air temperature of 32°C I prepare and start the dive before sunrise, finding the water at 27°C on the surface.
Positioned at 10-12 meters, I finned counterclockwise for a long time on the perimeter for about sixty minutes before reaching the direction of the submerged area I had chosen.
The lakebed is made up of rocks resting on the dark sediment: I move carefully and illuminate these "unknown lands" that intrigue me as always.

05 giugno 2023

--immersioni: "LAGO AGITATO"




Alla riemersione da un profondo e lungo tuffo (91 metri _ 145 minuti _ doppio e.c.c.r.), trovo la superficie del Lago di Albano spazzato un un vento molto forte con conseguenti cavalloni frangenti che mi rendono l'uscita dall'acqua lavorata.
Quando avevo iniziato era praticamente piatto e senza una bava di vento.


At the end of a deep and long dive (91 meters _ 145 minutes _ double e.c.c.r.), I find the surface of Lake Albano with breaking waves that make my exit from the water worked.
When I started it was practically like oil.

15 maggio 2023

--immersione: "PENTOLAME ANTIADERENTE"




In fase decompressiva di un tuffo nel Lago di Albano, trovo un fantastico set di pentolame antiaderente!
Qui sotto dopo aver visto praticamente quasi di tutto, queste effettivamente mi mancavano!

_ 91mt. _ 122min. _ temp.acqua 16°-9°C _

While decompressing after a dive in Lake Albano, I find a fantastic set of non-stick pots!
Now, I've seen pretty much everything here.

08 marzo 2023

--immersioni: "POI ?"


_ 96 mt. _ 202 min. _ e.c.c.r. _

Già da un po' m'era venuta la curiosità di esplorare oltre la Sirena messa al terminale basso della "linea guida" che ho posato sotto la sponda est del Lago di Castelgandolfo.
Preparato il tuffo che vista il target di profondità ed il tipo di fondale ad oltre 70 metri con pendenza blanda, stimavo con tempi lunghi, alle sette del mattino iniziavo.
Al 33° minuto arrivavo alla piccola Sirena a 90 metri che salutavo, quindi bussola alla mano sceglievo di "accostare" variando la rotta di discesa da 180°/sud, a 135°/sud-est: 45° a sinistra.
Nuotando lentamente nel buio ed appena sollevato dal fondale melmoso, al 38° minuto raggiungevo i 96 metri dove decidevo di tornare indietro ponendomi per rotta di 315°/nord-ovest, rotta inversa di 135°.
Se avessi continuato così sarei tornato dritto alla Sirena, invece per curiosare ancora ho ulteriormnete variato a sinistra per 300°. Così facendo sapevo che una volta arrivato al di sopra dei 90 metri, quota della Sirena, comunque alla mia dritta avrei avuto il riferimento della linea guida.
Così facevo quando a 94 metri ho scorto una sfumatura chiara, un incuriosente alone che da lontano non riuscivo a capire cosa fosse.
Non appena mi sono avvicinato un po'di più ho visto che era la poppa di una una barchetta sffondata sul fondo in assetto di navigazione.
Dopo tutto quel silenzioso buio fangoso piatto, quel minuscolo relitto anonimo e dimenticato in quel momento di sicuro mi pareva il più bel relitto sui quali fossi stato!
Essendo in risalita da un tuffo fondo con tempi di decompressione già importanti potevo trattenermi pochi istanti, giusto per rubare qualche immagine, ripromettendomi di tornarci con più calma.
Però per ritrovarla nello scuro fondo senza orizzonte dovevo capire quale fosse la sua posizione. Dovevo "rilevarla" rispetto alla Sirena o alla linea guida. Allora ho accostato e pinneggiato per rotta 0°/nord, dove da qualche parte più in alto dei 90 metri ed alla mia destra per logica sono.
Così sono giunto ad 88 metri, da dove deviando per 90°/est ritrovavo il filo guida appena sopra la Sirena. Le mie stime di posizione avevano, come si dice in navigazione, un campo d'incertezza accettabilmente limitato. Avevo insomma individuato quala direzione prendere partendo dalla Sirena per raggiungere la barchetta. Nel successivo tuffo infatti ho allungato la linea-guida dalla statuina al più bel relitto di tutti!
... sindacalissimo giudizio il mio. _Giacinto Marchionni_


I explored beyond the small metal statue of the Mermaid at 90 meters of depth, arriving up to 96 meters.
On the way up, at 94 meters of depht I found the wreck of a small wooden boat in sailing trim. For me absolutily the most beautiful wreck I seen ever!
On a subsequent dive, I connected the boat to the Mermaid with a rope, so this submerged dive-line from 10 meters of depht now reaches 94 meters.



06 ottobre 2022

--immersioni: "QUEL MAZZOLIN DI FIORI"




... che non vien dalla montagna.
Immersione lacustre con doppio e.c.c.r. / 91 mt. / 145 min.

That little bouquet of flowers... that doesn't come from the mountain.
Lake dive with double e.c.c.r.

08 settembre 2022

--immersioni: "LA SIRENA DEL LAGO"




Avevo da tempo l'idea di posizionare sotto la sponda orientale del Lago di Castelgandolfo/Albano, una linea guida di discesa/risalita tra 10 e 90 metri con al termine una statuina di Sirena.
Semplice a pensarla, sapevo che per la realizzazione pratica sarebbero occorse molte immersioni impegnative di vero lavoro a profondità crescenti.
Abitualmente qui i tuffi si fanno prevalentemente dalla sponda ovest, in corrispondenza di un comodo punto d'accesso vicino ad una trattoria.
Anni fa osservando una carta del lago con le linee batimetriche, avevo notato sulla sponda est, c'era una precisa zona circoscritta con pendenze più marcate.
Spinto dalla solita curiosità in una prima esplorazione andai sott'acqua a dare un'occhiata. Trovai ancora fango e la solita moderata inclinazione.
La carta chiaramente non poteva dare indicazioni sbagliati, ero stato io a non centrare la zona esatta.
Insistetti e la settimana successiva ritornai spostando di qualche centinaio di metri il punto d'esplorazione.
Scoprii così un'interessante ripida franata fatta di massi e paretine che arriva fino a 75 metri di profondità e che poi da allora più volte nel corso del tempo ho esplorato.
A differenza del comodo punto d'ingresso ad ovest dove a poche decine di metri dal parcheggio s'inizia l'immersione, qui l'avvicinamento è davvero molto più faticoso perché dall'auto che si lascia in alto e non vicino, si deve trasportare scomodamente tutto l'equipaggiamento prima per un centinaio di metri e poi per un ripido viottolo fino al bagnasciuga, ed al termine ripetere il lavoro al contrario.
Una volta raggiunta l'acqua, poi bisogna spostarsi in superficie per 300 metri con l'equipaggiamento addosso per arrivare sulla verticale della zona.
Già da quando qui venivo in circuito aperto ero stato tentato dall'idea di sagolare la discesa, però gli elevati consumi di miscele gassose ternarie di tale sistema in piùimmetdioni a profondità importanti mi aveva fatto desistere.
Quel progetto è tornato fattibile quando all'uso dell'autorespiratore a circuito aperto ho affiancato il più efficiente autorespiratore a circuito chiuso, il rebreather.
Arrivò quindi il momento di passare ai fatti e concretizzare le idee.
Come prima pietra fissai ancorata su di uno scoglio a 10 metri di profondità una piccola boa di plastica, praticamente un segnavia in direzione della franata.
Tornando all'epoca dei tuffi in circuito aperto, per arrivare sul punto d'inizio avevo memorizzato una precisa roccia all'aria che, logicamente per risparmiare le scorte delle miscele respiratorie con elio, raggiungevo pinneggiando galleggiando con tutte le bombole di viaggio, di profondità e decompressive addosso. Mentre ora con la boetta affondata che funge da indicatore, con il rebreather effettuo il trasferimento immerso.
Da quel punto fermo e da quel momento ma sopratutto con la piena libertà di non avere nessuna scadenza di tempo, immersione dopo immersione in una direttrice che ricalca la linea di massima pendenza, a batimetriche crescenti ho fissato altri ancoraggi tra i quali ho tesato la cima guida. A volte per la ricerca del punto fermo che garantisse la solidità non m'è bastata una singola immersione.
All'aumentare della profondità l'orizzonte sommerso del lago sfuma in tutte le tonalità di verde, da quello chiaro a quello scuro, ma oltre i 20 metri di luce non ne passa più ed il buio è costante.
In alcune circostanze può capitare di attraversare tra i 60 ed i 70 metri una fascia d'acqua biancastra, a significare che lì vicino ci sono delle sorgenti sulfuree sommerse. Di ciò ci si rende conto se un po' d'acqua trafila all'interno della maschera, perché si sente l'odore di uova marce tipico dello zolfo.
Il fondale di questo lago ha sempre esercitato su di me un grande fascino che mi ha spinto ad esplorarlo per scoprire nuovi panorami. Tutta la zona della franata di roccia vulcanica che dalla superficie arriva a settantacinque metri di profondità, è ricca delle più diverse geometrie di scogli lavici. A contornare il panorama ci sono sparsi grossi tronchi, rami e radici d'alberi scivolati giù in basso. Non poche sono le lenze e le cime intrecciate sott'acqua. Purtroppo invece l'elemento svalutante è l'oramai abituale ed immancabile immondizia, marchio incivile dei tempi consumistici. Non esagero dicendo che mi spiccerei prima a descrivere il ciarpame che non ho visto rispetto a quello trovato!
L'ultimo punto fissato su roccia è a 67 metri su di una parete che definitivamente affonda a 75 metri sul fine sedimento fangoso che prosegue oltre.
Per poter continuare con la linea ho costruito dei picchetti in metallo per il fango che hanno lo scopo di mantenere sollevato il filo guida che altrimenti seppellito dal limo.
Così in diverse immersioni alle quote di 75, 77, 80, 86 ed 88 metri ho trasportato e conficcato il nuovo picchetto che poi in una successiva discesa univo al precedente con il filo.
Lentamente e costantemente con il suo lieve zigzagare, immersione dopo immersione la geometrica linea spezzata si allungava ogni volta un po' più in avanti.
Sul fango capita d'incrociare qualche solitaria anguilla che serpeggia, mentre nella fascia degli scogli vicini alla superficie i persici sono molto numerosi, molto meno le carpe e gli elusivi lucci, qualche volta branchi di amur. Purtroppo s'incrociano anche voraci tartarughe d'acqua non autoctone che al termine del loro soggiorno in qualche acquario casalingo, senza criterio sono state smaltite nel lago dove si sono riprodotte e dove puntualmente vanno a papparsi il novellame delle specie ittiche.
Intanto che procedevo con la posa della linea avevo disegnata e costruita in lamiera d'acciaio la Sirena.
A coronamento del progetto e del lungo lavoro, nel tuffo di chiusura del cantiere sommerso l'ho trasportata e con soddisfazione posata in sito in corrispondenza del capo-linea all'estremità più bassa a 90 metri.
Come ho già detto, non m'ero posto una scadenza temporale. Vivendo a Pescara ho diluito il lavoro in base al tempo a disposizione.
Da oggi però ho un'ulteriore scusa per partire: come potrei mai rimanere sordo gli ammalianti richiami di questa gran bella gnokka di Sirena?

Immersione profonda in ambiente lacustre a 90 metri, con visibilità sufficiente, che a volte può risultare scarsa.
In estate entro i 10 metri di profondità la temperatura dell'acqua può raggiungere anche i 26°C. Oltre i 25 metri, a prescindere dalla stagione, la temperatura non supera i 10°C ed è sempre buio.
L'impegno totale è dovuto anche dalla movimentazione degli equipaggiamenti che avviene in primo luogo da dove si parcheggia fino al bagnasciuga; poi nello spostamento in acqua per raggiungere a 300 metri di distanza la zona sommersa interessata, lavoro da ripetere al termine del tuffo.
Successivamente alla posa della Sirena, ho allungato la linea fino al poco distante piccolo relitto di una barchetta in legno a 94 metri, che casualmente ho scoperto. _Giacinto Marchionni_


For a long time I had in my mind the idea of positioning under Lake Castelgandolfo east shore, a main line submerged (rope and thin wire) from 10 up to 90 meters of depht, with a small metal figurine of a mermaid at its end.
Simply to think, but complicated to do.
Divers usually make their dives on the western shore of the lake, in an area convenient for accessing the water nearby a restaurant.
Years ago, looking at the nautical chart of the lake and its bathymetric lines, on the eastern coast I saw a not large submerged area with an interesting sloping bottom.
So, a first time I dived there finding the already known muddy bottom. Of course the map was correct, the mistake was mine.
A week later I continued diving, but my new dive starting point was at 300 meters southward, and there I found an interesting rocky bottom from the surface up to 75 meters deep.
The praparation for this dive in this location is not confortable because first there is a steep path from car park to reach the water, and than the real starting point of the dive is 300 meters away.
Already when I was diving with open circuit apparatus, I had thought about to main line but, the high consumption of brathing mixes of that type of system make me desist.
Then, when I started using the Close Circuit Rebreather, the Rebreather, with its low consumption the project cames back in my mind.
So, it was time to do.
The first think I did was to anchor a buoy to a rock at a depht of ten meters: a signal to mark the area like a waypoint.
Then slowly, dive after dive and without time limits, I laied and fixed the main lain to the rocky bottom.
The rocks end at 75 meters of depht, then there is only a muddy bottom. To continue the line I build some metal stakes to fix in the mud.
Having reached 90 meters of depht, in the last dive of this underwater work, I finally with satisfaction fixed the small metal figurine of the "Sirena del Lago"/Mermaid of the Lake, wich I had previously built.
Now, at the end, I have another reason to dive into Lake Castelgandolfo: to meet a real Sex Bomb!

This is a challenging deep dive in a lake environment at 90 meters of depht, with sufficient visibility but which can sometimes be poor.
In summer within 10 meters, the water temperature can reach 26°C; while in winter it is always 11°C. Summer or winter, beyond 25 meters the temperature does not exceed 10°C, and there is absolute darkness.
The total difficulty is increased by the movement in the air of the scuba equipment before and after the dive.
After the laying of the "Sirena del Lago", I extended the line to the small wreck of a wooden boat at 94 meters of depth, I casually discovered it in another dive.

06 marzo 2022

--immersioni: "EAST SIDE 2"




Sotto la sponda orientale del Lago di Albano, o Castelgandolfo, con una "pinneggiata" sommersa ad una decina di metri e parallela alla linea della sponda, in circa venti minuti raggiungo la verticale per una profonda immersione (92 metri / 185 minuti / temperatura acqua 10°), in doppio apparato a circuito chiuso.
Iniziata la discesa sulla massima pendenza fino a circa 25 metri attraverso l'acqua con visibilità di un paio di metri poi più in basso appena qualcosa in più e che, tutto sommato, relativamente agli standard del sito in questo periodo dell'anno è da considerarsi buona.
Fino a 72 metri bordeggio la massiccia e scura costola di rocce vulcaniche di una ben delimitata area di fondale che comunque termina nel fango poco più in basso, composta da massi accatastati che si alternano a brevi salti che m'incuriosiscono quando li illumino. Non mi ci dilungo più di tanto a sbirciarle meglio perchè oggi voglio scendere.
Attraverso e supero una fascia d'acqua bianca-opaca causata da emissione solforose e mi trovo quindi a nuotare a mezz'acqua sopra un monotono fondale di morbida melma di fondo che si solleva appena sfiorate dal vortice d'acqua del movimento delle pinne.
Solo grazie alla bussola alla mano riesco ad andare sulla massima pendenza, se così può essere detta la piatta sommersa che mi si prospetta davanti.
Qualche raro ramo d'albero caduto quaggiù ed apparentemente gonfiato dal sedimento che vi si è depositato sopra nel corso del tempo, per qualche momento compare nella scena. Poi tutto torna come prima con l'illuminatore che mi allarga solo di poco la vista.
Tutto intorno è buio, freddo, piatto, melmoso e silenzioso. Il solo rumore cadenzato che ascolto è il ritmo della ventilazione dentro i loop respiratori degli apparati.
Al 39° minuto ho superato i 90 metri. Mi volto di 180 gradi ed inizio la risalita e la necessaria lunga decompressione, riavvolgendo al contrario le fredde ma placide immagini che mi avevano accompagnato nella discesa.


Below the eastern shore of Lake Castelgandolfo, deep dive by double e.c.c.r.
At the end of the submerged cliff at about 75 meters of depht, I continue to explore on the muddy bottom.
While I slowly swim I control myself: I listen my regular breathe.
The underwater compass show me the correct direction because anything visual references, witouth it could be impossible to go streight onto this darkness plateau.
Around me there is nothing, then my underwater torch lights up a tree branch that seems thicker because it is covered of sediments.
At the 39th minute I arrive at 92 meters of deep. I turn myself of 180° to go upwards.

23 dicembre 2021

--immersioni: "S'E' FATTO GIORNO""




_91 metri_180 minuti_e.c.c.r.

In genere, quando certe situazioni si tirano un po' per le lunghe si dice che "si fa notte".
Però in questa mia profonda immersione lacustre con doppio apparato a circuito chiuso, dopo quasi tre ore sott'acqua la faccenda è andata si lunga: però invece di farsi notte, "s'è fatto giorno".

In some situations when the times extend the people said: "it gets night." But, in this dive the times has been long, but at the end: "it has become day."

14 ottobre 2021

--immersioni: "FRONTE AL MURO"




_95 metri_130 minuti_e.c.c.r._

A parte la scogliera sommersa parallela alla costa situata a 6-7 metri di profondità, ed ad un tiro di sasso dal bagnasciuga, di seguito fino alla batimetrica dei cinquanta metri lungamente sono sceso nell'acqua sempre molto luminosa sul pendente fondale di sedimento sabbioso, un po' monotono.
Poi, poco sotto, ho iniziato a vedere una continua linea di massi che non era altro che l'orlo superiore di una serie di enormi gradoni che si perdono verso il fondo.
Raggiunto quel punto d'ingresso è iniziata la parte fonda, fino a 95 metri, dell'immersione in questa intrigante morfologia subacquea, ulteriormente arricchita da purtroppo rari rametti di Corallo Rosso (Corallium rubrum), un grande ceppo in piombo d'ancora romana, un'altra ancora d'epoca più recente e tante spaccature ed antri sommersi ricchi di vita marina in questo profondo tuffo in circuito chiuso nello Ionio Calabrese, poco a sud dello Stretto di Messina.


On a monotonous underwater sandy slope, in the clear water I swim up to a line of rocks, the highest edge of a deep wall at 50 meters of deep: the start point of this deep dive, from where I reach 95 meters below the surface in Calabrian Ionian Sea.
I see small branches of red coral (Corallium rubrum), an ancient Roman anchor, a modern anchor and swarms of fish around the rock.

10 ottobre 2017

--immersioni: "MON AMOUR"


Con una stretta strada tutta curve, tra casette, olivi e fichi d'india scendo verso il mare, ed arrivo alla Marinella di Palmi(RC), dove parcheggio.
Aiutato da Massimo trasportiamo gli equipaggiamenti subacquei tra le case del piccolo borgo disabitato in riva al mare, stretto tra ripide pareti.
L'ultima volta che ero stato qui proprio all'ultimo istante ho dovuto abortire l'immersione perchè il mare, fino a quel momento calmo, improvvisamente era diventato molto mosso con onde frangenti.
Oggi c'è appena una bava di risacca, quindi con tutta calma posso preparami per il profondo tuffo in questo sito verso il quale ho da sempre avuto un debole, nonostante il fatto che l'acqua bisogna letteralmente sudarsela a suon di un via vai scendendo e risalendo scalinate con le attrezzature.
Con sulle spalle il bibombola da 12+12 litri caricato con trimix 13/37, e le bombole con le miscele decompressive agganciate ai due lati, prima di iniziare l'immersione devo ancora pinneggiare per un tratto in superficie per raggiungere la punta rocciosa che dalla spiaggia ciottolosa della Marinella si vede a destra.
Una volta arrivato, sosto qualche minuto, quindi inizio.


On a narrow road all curves among little hauses, olive trees and prickly pears that ends near the sea, I reach the MARINELLA of PALMI, a small uninhabitated village, situated at the base of steep walls.
My friend Massimo helps me to carrie my scuba equipment from the car to the shore, crossing between the void hauses.
The last time I was here, just at the last minute I had to give up my dive because the sea until then calm, suddenly became rough.
Instead today it's calm and flat, and so I can prapare me to dive in this site, where I always have had a particular feeling, despite the fatigue for the several up and down with the equipements.
With tanks on the shoulder and on my sides, I still must to swim on sea surface up to the tip of the rocks on right of the MARINELLA, to reach the start dive point.