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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso.Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.

31 dicembre 2017

--immersioni: "BLACK & WHITE"


Tuffo di fine anno alle barche di Castelgandolfo.
Partiti dal comodo accesso vicino una trattoria, sulla sponda occidentale del lago, con gli apparati a circuito chiuso facciamo un'immersione di 100 minuti fino a 77 metri di profondità, con temperature dell'acqua tra i 12°C e 9°C.


With our e.c.c.rebreathers this is the dive of the end of the year on the wood boats wrecks below the west shore of LAKE CASTELGANDOLFO.
We descend up to 77 meters of depht for 100 minutes, with water temperatures of 12°C and 9°C.


18 dicembre 2017

--immersioni: "ANNABIANCA"


Voci dicono che l'ANNABIANCA, un piccolo cargo di 47 mt. di lunghezza e di 251 tonnellate di stazza lorda varato nel 1921, in una notte d'inverno del 1971 fu fatto volontariamente colare a picco dall'equipaggio in località Cala Ischiaiola dell'Isola di Giannutri (GR), per intascare così il premio in denaro dell'assicurazione.
Il giorno successivo sulla superficie del mare c'era della polvere bianca che sembrava cocaina!
Nulla di tutto ciò. Il bianco era il residuo della pomice caricata sulla nave. Alcuni testimoni oculari affermarono che la notte del 3 aprile del 1971 l'Annabianca affondò a causa delle pessime condizioni del mare.
Partiti da Porto Ercole raggiungiamo il sito dell'immersione a bordo della Donzella, e da questa abbiamo iniziato la nostra perlustrazione subacquea sul relitto spezzato nei due tronconi di prua e poppa, inframezzati dagli sparsi rottami metallici delle altre strutture.


Some voices say that the ANNABIANCA, a little ship of 47 meters of length and 251 tons, in a night of the 1971 winter was self sunk nearby CALA ISCHIAIOLA on GIANNUTRI Island, to pocket the insurance.
The day after on the sea surface there was a white powder, and that same voices said that was ... cocaine!
But naturally it was not really, because the white on the surface was powder of the pumice carried by the ship. Some eyewitnesses said that the ANNABIANCA sunk at cause of the stormy sea of that night of April 3, 1971.
On the DONZELLA, a diving boat, from PORTO ERCOLE we reach the ANNABIANCA wreck site, and we dive on its two split section, the bow and the stern.



04 dicembre 2017

--immersioni: "IL CALAMARO DEL LAGO"


Il calamaro del lago è una bella scultura metallica sommersa nel Lago di Bracciano, che assieme ad altre, un polpo, un pesce, un granchio ed i modelli dei relitti della Bismarck, del Britannic (il gemello del Titanic) e del sommergibile russo Kursk, fanno parte di un percorso subacqueo che arriva a 50 metri di profondità.
Il completo giro sommerso è lungo e non è da sottovalutare perchè bisogna tener conto dei consumi di gas, della decompressione e dell'acqua lacustre non limpida.


The lake squid is one of the metallic sculptures on the bottom of BRACCIANO Lake. The others are a fish, an octopus, a crab and the models of ships wrecks of the Britannic (the twin of the Titanic), the Bismark and the submarine Kursk. They are posizioned on a dive-line that reaches 50 meters of depht.
The entire dive-tour on all the sculptures it's challenging for gas consumptions, decompression times and the lake visibility and temperature.



26 novembre 2017

--immersioni: "FOSCHIA AGLI ARCHI"


Nonostante l'acqua molto torbida trovata nell'immersione agli ARCHI DI PUNTA SECCA nelle ISOLE TREMITI(FG), questo sito sommerso è sempre spettacolare.

Despite today we found a very foggy water in the dive-site belowe the ARCHI on PUNTA SECCA of CAPRAIA in TREMITI Islands, it's ever spectacular.



19 novembre 2017

--immersioni: "AUTUMN"


Immersione con le sponde del lago colorate d'autunno.


A dive into the lake with the shore colored of autumn.



15 novembre 2017

^^montagna: "MONTE PORRARA"


Partiamo della stazione FS di Palena(AQ), saliamo per la panoramica cresta fino al Monte Porrara/2136 mt, sulla prima spolverata di neve della stagione.

We start in the nearby PALENA's railway station, and on the panoramic ridge we reach the Mount PORRARA's/2136 meters, walking on the powder of the first snowfall of the winter season.



06 novembre 2017

--immersioni: "UNA DONZELLA A GIANNUTRI"


Partiamo da Porto Ercole (GR) sul promontorio dell'Argentario, ed andiamo all'isola di Giannutri con la motobarca "DONZELLA", per un'immersione sul relitto del "NASIM".
Con un bel colpo d'occhio, di prua ci compare l'imponente scafo completamente adagiato sulla sinistra.
Ce lo siamo lasciati quindi sfilare di lato dirigendoci verso poppa, osservando così non solo le sue strutture ma anche le automobili trasportate che, cadute fuori bordo durante il naufragio, si trovano sparse sul fondale sabbioso di 60 metri.


On the diving-boat"DONZELLA", we start from PORTO ERCOLE in the ARGENTARIO promontory/Tuscany, toward GIANNUTRI's Island to dive on the NASIM ship wreck.
With a beautiful submerged prospect, from its bow the NASIM appear us laid down on its left.
From there we explore it, watching its structures and some car's wrecks falled on the bottom at 60 meters depht from the deck.



31 ottobre 2017

^^montagna: "MONTE GODI"


Nonostante siamo stati affiancati da un terzo compagno, il fresco soffio dell'autunno della fine di ottobre, proprio ai margini del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, tranquillamente siamo saliti sul Monte Godi (2011 mt):
ascensione da "incorniciare".


With the autumn wind like a third buddy, we climb up to MONTE GODI/2011meters, in the border of the ABRUZZO, LAZIO E MOLISE National Park.
A day to put in a cornice.



22 ottobre 2017

^^montagna: "F.I.R.S.T."


Sulla parete est del Corno Piccolo scaliamo la F.I.R.S.T. aperta da Tiziano Cantalamessa assieme a Bruno Tosti nel 1979.
Nelle prime quattro filate di corda scaliamo diedri, paretine e camini.
Poi, traversiamo qualche metro a destra, scaliamo un breve canale, superiamo una crestina ed entriamo in un diedro erboso, chiave di volta della parte alta della via. L'amico Nadir qualche giorno prima mi aveva spiegato qual'era il diedro giusto, perchè con le corte giornate di fine di ottobre non possiamo sbagliare itinerario.
Così arriviamo alla base dell'anfiteatro finale che saliamo con gli ultimi tiri di corda.
Non era però ancora finita, perchè ci attendevano ancora un pezzo di cresta con macchie di neve quasi ghiacciata, una calata in corda doppia e prati ripidi con neve, e solo alla Madonnina nel tardo pomeriggio ci siamo potuti permettere di rilassarci.


On the CORNO PICCOLO's east wall in the GRAN SASSO massif we climb the mountaineering route F.I.R.S.T. (Cantalamessa and Tosti 1979).
On the first four rope pitches we climb walls, chimneies and dihedrals, then we cross some meters to right where we shortly climb a gully, then we overcame a ridge to enter in a grass dihedral, key of the hight section of this mountaineering route.
My friend Nadir some days ago explained me what was the right dihedral. We are at the end of october with its short light days, and we can not err. So we arrive at the base of the final rocky anphitheatre that we climb with the last rope pitches.
But it's not finished.
We must to overcome still several meters of the ridge with on spots of icy snow, a rappel down and just at the end a steep and slippering meadows and only at the MADONNINA, finally in the late afternoon we can relax.



17 ottobre 2017

^^montagna: "BRIZIO, CHIARAVIGLIO E ...ANDA"


In una tiepida giornata di metà ottobre, in cinque abbiamo effettuato un bel tour alpinistico nel GRAN SASSO D'ITALIA.
Partiamo da CAMPO IMPERATORE e raggiungiamo le Fiamme di Pietra del Corno Piccolo con la ferrata GUIDO BRIZIO, da poco risistemata, facendo attenzione al ghiaccio della prima nevicata d'ottobre.
In "conserva protetta" quindi percorriamo la variegata cresta della CHIARAVIGLIO-BERTLHET che incrocia la via NAUDANDA proprio suo ultimo tiro che scaliamo.
Con un calata in corda doppia riguadagnamo la via Danesi, quindi ripercorriamo la ferrata Brizio in senso inverso per rientrare a CAMPO IMPERATORE.


In a warm october day, we do a long mountaineering tour in the GRAN SASSO massif.
We start from CAMPO IMPERATORE, and carefully on patches of ice of the first snowfall of the season, by "via ferrata" GUIDO BRIZIO we reach the FIAMME DI PIETRA of the CORNO PICCOLO.
Then we go on the long ridge of the mountaineering route CHIARAVIGLIO up to the last rope pitch of the NAUDANDA mountaineering route, that we climb.
With a abseil we descend on the VIA DANESI, then again on the "via ferrata" BRIZIO to return at CAMPO IMPERATORE.



14 ottobre 2017

--immersioni: "IL GROSSO DI CAPRAIA"


Immersione sulla parete sommersa detta "IL GROSSO" a settentrione dell'isola di Capraia nell'arcipelago delle Tremiti.
Sott'acqua un colore dominana su tutti, il giallo delle spugne e di altri organismi incrostanti presenti in ogni anfratto.


We dive at the submerged wall called IL GROSSO, on the north side of the CAPARIA island in TREMITI Archipelago.
Underwater the yellow of the sponges and others sea organisms is everywhere.



11 ottobre 2017

--immersioni: "COMEX"


La ditta francese di lavori subacquei COMEX di Marsiglia, diversi anni fa fu incaricata di fare delle prospezioni sul fondale dello Stretto di Messina.
Durante quelle operazioni, davanti la costa di Favazzina di Scilla (RC) gli ecoscandagli rilevarono un'altura che si elevava dal fondale. I sommozzatori s'immersero per controllare.
Scesero fino a poco più di 45 metri sul capello, la parte meno fonda, di quella secca che era stata vista con lo scandaglio.
Sui suoi lati scoprirono un'estesa colonia di corallo nero (antipathella subpinnata), caratterizzata dal colore bianco candido dei suoi rami.
Da allora questo sito sommerso è chiamato LA SECCA DEI FRANCESI.
Il solito indispensabile supporto tecnico per la discesa su questo sito mi è stato fornito da "UN TUFFO NEL BLU" di Cannitello (RC).


The French underwater company COMEX/Marseille, several years ago done submerged prospecting on the Strait of MESSINA's bottom. During that operations by the depht sounder they saw a submerged mountain, just in the front of FAVAZZINA DI SCILLA's shore.
The divers went to see. They landed at 45 meters of depht, just on te top of the submerged mountain.
On all its sides they discovered a large colony of CORALLO NERO DEL MEDITERRANEO (Antipathella subpinnata), a marine organism with the branches completly white like snow, and since then this dive site is called the SECCA DEI FRANCESI.
The competent surface support of UN TUFFO NEL BLU of my friend Franco, for me is necessary to dive depht in this unique dive site.



10 ottobre 2017

--immersioni: "MON AMOUR"


Con una stretta strada tutta curve, tra casette, olivi e fichi d'india scendo verso il mare, ed arrivo alla Marinella di Palmi(RC), dove parcheggio.
Aiutato da Massimo trasportiamo gli equipaggiamenti subacquei tra le case del piccolo borgo disabitato in riva al mare, stretto tra ripide pareti.
L'ultima volta che ero stato qui proprio all'ultimo istante ho dovuto abortire l'immersione perchè il mare, fino a quel momento calmo, improvvisamente era diventato molto mosso con onde frangenti.
Oggi c'è appena una bava di risacca, quindi con tutta calma posso preparami per il profondo tuffo in questo sito verso il quale ho da sempre avuto un debole, nonostante il fatto che l'acqua bisogna letteralmente sudarsela a suon di un via vai scendendo e risalendo scalinate con le attrezzature.
Con sulle spalle il bibombola da 12+12 litri caricato con trimix 13/37, e le bombole con le miscele decompressive agganciate ai due lati, prima di iniziare l'immersione devo ancora pinneggiare per un tratto in superficie per raggiungere la punta rocciosa che dalla spiaggia ciottolosa della Marinella si vede a destra.
Una volta arrivato, sosto qualche minuto, quindi inizio.


On a narrow road all curves among little hauses, olive trees and prickly pears that ends near the sea, I reach the MARINELLA of PALMI, a small uninhabitated village, situated at the base of steep walls.
My friend Massimo helps me to carrie my scuba equipment from the car to the shore, crossing between the void hauses.
The last time I was here, just at the last minute I had to give up my dive because the sea until then calm, suddenly became rough.
Instead today it's calm and flat, and so I can prapare me to dive in this site, where I always have had a particular feeling, despite the fatigue for the several up and down with the equipements.
With tanks on the shoulder and on my sides, I still must to swim on sea surface up to the tip of the rocks on right of the MARINELLA, to reach the start dive point.



07 ottobre 2017

--immersioni: "CARIDDI"


Con la necessaria ed assoluta stanca di corrente dello Stretto di Messina, con il supporto di "UN TUFFO NEL BLU" di Cannitello (RC), ci immergiamo sul "CARIDDI", ex traghetto delle Ferrovie dello Stato affondato in una banchina del porto di Messina con la poppa ancora affiorante e con la prua a poco più di una quarantina di metri di fondo.
Lo scafo può essere penetrato in tutta sicurezza.



With the necessary and absolute STANCA, calm of the strong courrent of the Strait of Messina, with the support of UN TUFFO NEL BLU/Cannitello(RC) we dive in the ship-wreck CARIDDI, an Italian railway ferry sunk in the MESSINA's harbor, with the stern still on the surface and the bow at 40 meters of depht.
The wreck can be safely penetrated by divers.

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05 ottobre 2017

--immersioni: "SCILLA"


Con il supporto di superficie di UN TUFFO NEL BLU di CANNITELLO, ritorno ancora nel bellissimo giardino della Montagna di Scilla(RC), il grande e monolitico scoglio sommerso che segna l'inizio di un'estesa foresta di paramuricee nella quale i colori dominanti sono il rosso, il giallo ed il blu del mare profondo.
Bisogna sempre avere ben chiara in testa l'idea che un tuffo da queste parti può effettuarsi solo con la STANCA della REMA/corrente, dello Stretto di Messina.


With the surface support of UN TUFFO NEL BLU/Cannitello, I again dive in the beautifil submerged garden of the MONTAGNA/mountain of SCILLA(RC), the big submerged rock completely covered of sea-fans, in a dive where the dominant colors are the red and yellow of the PARAMURICEA, with the blue of the deep sea. For safety reasons, you must have well cleary in your mind that the dive in this site is possible only with the absolute calm of the courrent.



02 ottobre 2017

--immersioni: "LAZZARO"


Eravamo quasi pronti per un immersione sul versante Tirrenico-Calbrese, quando un improvviso temporale seguito da un groppo di vento tesissimo faceva ingrossare il mare con ondate che s'infrangevano sulla spiaggia, costringendoci così a cambiare sito d'immersione.
Per dimenticare decidevamo di andare in una bettola, anzi in una bettolina ... ma non per bere.
La così detta "Bettolina" è il relitto sommerso di una piccola unità della marina da guerra tedesca che è stata silurata dagli inglesi nel secondo conflitto mondiale nelle acque Joniche della Calabria prospicenti la località di Lazzàro(RC), situata poco a sud dello Stretto di Messina.


We were ready for a dive on Tirrennian Calabria's sea, when suddenly come a storm and the sea becames rough. Then, we changed our target towards Ionian Calabria's sea.
To forget, we decided to go in a BETTOLA, a bad tavern, or rather in a BETTOLINA ... but not to drink!
So the locals who live in LAZZARO (RC) call the BETTOLINA, a little German ship sunk with a torpedo by an English submarine during the Second War World, in the front of them shore to south of the MESSINA's Strait.



15 settembre 2017

^^montagna: "SPIGOLO ENE"


Era la fine di agosto del 2012 quando scalando questo spigolo che delimita la parete est della vetta occidentale del Corno Grande dal Canalone Centrale nel Gran Sasso d'Italia, non aiutati dalle nebbie toppammo finendo, come si dice nel caso, "fuori via".
Decidemmo allora di ritirarci con le corde doppie. Quindi capito l'errore commesso, ci eravamo promessi di tornare per concludere la scalata.
Per un motivo o per un altro però l'occasione da allora non si era più ripresentata fino a questo giovedi 14 settembre 2017, dopo 5 anni, quando sulla "retta via" abbiamo terminato lo spigolo di EST-NORD/EST.
Per la "bacheca" dei ricordi lungo la salita ho ritrovato e recuperato il materiale che avevamo usato all'epoca per le corde doppie della ritirata, fettucce e moschettoni a maglia rapida, a significare che dal 2012 ad oggi nessuno ha ripetuto questa via.


It was the end of August 2012 when we were climbing this mountain edge that divides the south face of the VETTA OCCIDENTALE of the CORNO GRANDE from the CANALONE CENTRALE/Central Gully, in the GRAN SASSO Massif.
Suddenly the fog came, and so we went FUORI VIA/out of the mountaineering route, by mistake. So, we decided the retreat by abseils, promising us we will return to climb this edge up to its end.
After five years, in this September 14 2017, with satifaction we conclude completly the ascent on the SPIGOLO EST-NORD/EST.
For my bulletin board of memories, during the climbing I refound and I retake the little ropes and the carbiners used for our abseils. From that time none climbed this route.



10 settembre 2017

--immersioni: "NON L'HANNO RUBATA !"


... meno male no !
Tempo fa (su questo blog vedere il post del 13 agosto '17), a causa della pessima visibilità non riuscimmo ad individuare il relitto di una vecchia auto, ed allora scherzando ci dicemmo che probabilmente l'avevano rubata!
Oggi invece ci siamo sincerati che non c'è stato nessun furto!
La nota della giornata riguarda la temperatura dell'acqua che in superficie era di 26°, contro i 9° trovati alla massima profondità raggiunta.


Time ago at cause of the undereater bad visibility we didn't meet a car wreck, then joking among ourselves we said it had been stolen!
Instead today, luckily we can see that it's still there!
Water temperature in surface of 26°C, while at the maximum our depht 9°C.



03 settembre 2017

--immersioni: "TORRE ULUZZO"


Durante il familiare soggiorno subacqueo Salentino, avevo pensato di andarmene da solo a fare un tuffo sul relitto del TEVFIK CAPTAN 1 a Torre Vado(LE), (8 settembre 2013 su questo blog).
Però dopo averne già fatte due con autorespiratore assieme a mia figlia, della nave affondata me ne sono proprio dimenticato.
Il piacere di stare assieme a lei e vederla completamente a suo agio mentre va sott'acqua, per me è musica.
Tra aspre e solitarie cale rocciose in prossimità della TORRE ULUZZO nel Salento Jonico di Porto Selvaggio, il lavoro di facchinaggio delle attrezzature da immersione dalla macchina fino all'acqua è stato per me molto sudato sotto un sole caldissimo, mentre camminavo sulle rocce taglienti.
Però non ha prezzo avere la "piccola" come compagna d'immersione.


During the family journey for dives in the SALENTO, I had thought a solo-dive on the ship wreck of the TEVFIC CAPTAN 1 in TORRE VADO(LE).
But, after two dives toghether my daughter I have completly forgotten the wreck, because the pleasure to stay underwater toghether her, is music for me.
Among the lonely sea coves of PORTO SELVAGGIO in TORRE ULUZZO zone, for me it has been an hard work to carry our scuba equipments from the car to the sea shore, below a very hot sun and on sharp rocks.
But for me there is no price to have my "baby" like dive-buddy.



24 agosto 2017

^^montagna: "PIZZO BADILE"


Per qualsiasi appassionato di alpinismo il nome PIZZO BADILE evoca scalate che sono entrate nella storia.
Partiamo da Pescara alle 3.00 della notte di lunedì 21 agosto '17, dopo 700 e più chilometri arriviamo ai Bagni di Masino a mezzogiorno da dove, zaini in spalla, alle 13.00 ci avviamo verso il rifugio Gianetti-Piacco.
Con tre ore di passo sostenuto alle 16.00 giungiamo nel bel rifugio posto al centro dell'emiciclo di montagne del gruppo del Badile.
Qui beviamo te caldo, prepariamo lo zaino per la scalata, cenaiamo, scambiamo qualche parola con altri ospiti e con il gestore, ceniamo prima di andare a nanna in branda.
Alle 6.45 del mattino di martedì 22 lasciamo il Gianetti salendo per prati, pietraie, inclinati lastroni e gobbe granitiche con davanti agli occhi la montagna che diventa sempre più grande. Vista tante volte in foto ed altrettante immaginata, ora finalmente ce l'abbiamo davanti.
Alle 8.00 siamo all'attacco della via COOLIDGE, la NORMALE DAL VERSANTE ITALIANO, III°+/PD+/dislivello 400 metri.
A destra della base di un camino umido, scuro e strapiombante c'è la rampa/cengia sulla quale iniziamo per aggirare lo spigolo. Superato successivamente un passo nel quale bisogna accovacciarsi detto del gatto, scaliamo in cordata un caminetto un po' scivoloso al termine del quale c'è la croce di ferro CASTELLI-PIATTI.
Proseguiamo lungamente di poco a destra ed un po' sotto della lunga cresta fino ad arrivare alla base del canalone della parte alta della via.
La nebbia non ci da una mano, ed io me la vado anche a complicare andando a scalare troppo a destra, e per recuperare devo traversare a sinistra in esposizione.
Poi andiamo spediti con i giusti passi. Ancora un tratto in cordata perchè su cresta aerea mentre in alto osserviamo delle nuvole che si sfilacciamo. Oramai siamo vicini alla vetta.
Con attenzione traversiamo a destra verso l'ultimo tratto franoso del canalone. Alla sua fine, a sinistra vediamo il caratteristico OBELISCO METALLICO sul Pizzo Badile a 3308 metri, che raggiungiamo e che assieme a noi fermiamo nella foto di fine scalata.
Dal punto più alto diamo uno sguardo verso la CRESTA NORD, che però per le nuvole spesse riusciamo a vedere solo nella parte superiore. Nel bivacco REDAELLI dei RAGNI DI LECCO, ci fermiamo il tempo di recuperare un po'.
Nella lunga discesa per la stessa linea di salita disarrampichiamo con cautela per il pietrisco omnipresente, oppure calandoci con diverse corde doppie di 25, massimo 30 metri di lunghezza (basta una singola da 60 mt), attrezzate su anelli metallici.
Così scendiamo con non ricordo quante calate, passando anche dentro il camino repulsivo visto all'attacco.
Ritirata la corda dell'ultima calata, finalmente siamo dove abbiamo iniziato di mattina.
Il tempo di insaccare il materiale nello zaino e via giù ancora nella nebbia fitta scendendo con attenzione sulle ripide placconate di granito al Giannetti.
A questo punto accade un incidente ad un componente di una cordata che stava scendendo dietro di noi. Da lontano lo vedo scivolare su una lastra rocciosa. Ha battuto il capo ed ha perso conoscenza, così il compagno incolume mi urla. Parlandoci a distanza capisco che emotivamente è rimasto molto colpito e spaventato per l'accaduto. Non sa cosa fare e ci prega di aiutarlo. Immediatamente proviamo più volte a telefonare al rifugio, inutilmente però perché non c'è segnale. Allora dico a mio fratello di scendere al rifugio per allertare i soccorsi, mentre io mi riavvio in alto verso i due. Il più velocemente possibile rimonto le pietraie ed il granito ripido, chiedendo continuamente come sono le condizioni dell'infortunato. Fortunatamente questo intanto si riprende dallo svenimento. Si sente molto debole e gli gira la testa. Ancora lontani da me, urlo loro di non muoversi perché arriveranno i soccorsi.
L'elicottero li recupererà.
Dopo la notte di riposo al GIANNETTI-PIACCO, la mattina successiva del mercoledì 23 agosto, alle 7.00, ce lo lasciamo alle spalle per perdere quota fino ai Bagni di Masino. Il resto è tanta automobile. Arriviamo a Pescara alle 21.00.


The PIZ BADILE's mountaineering story is known at all, and it attracts climbers from all the world.
On Monday August 21st, by car we start from Pescara at 03.00 a.m. to arrive at BAGNI DI MASINO at noon, from where at 01.00 p.m. we go towards the GIANNETTI-PIACCO's Refuge. We reach it at 04.00 p.m., with three ours of good ascent.
Here we drink hot tea, we prepare the backpacks, we talk with other guests and with the refuge's manager, we have dinner and then we go to sleep.
On Tuesday August 22st, at 06.45 a.m. we leave the GIANNETTI-PIACCO to start the approach on gravel, grasses and steep granite plates. At 08.45 a.m. we arrive at the attack of the Italian NORMALE route from south to the PIZ BADILE (COOLIDGE Route), III°+/PD+/400 meters of development.
Finally we can touch with our hands this mountain, wich we have seen in photos and in our mind a lot of times.
On right of an umid and overhanging mountaineering chimney we attack.
Like cats we overcross the first mountaineering step/PASSO DEL GATTO, and right away we climb a slippery chemney up to the metallic CASTELLI-PIATTI's crucifix. Then we along continue climbing just below the ridge on our left, to arrive at the base of the hight section of the route.
In the fog I go too much on right, so with steps in exposition I must return on left to the correct the climbing line, then we continue up by rope pitches.
We are almost at the end of the ascent because above us we can see the clouds blow by the wind near the top.
With care we climb the last steps on a slippery gully of gravels, and then with satisfaction we arrive on the metallic obelix on the PIZZO BADILE's top/3308 meters above sea level.
From the BADILE's top we watch towards its north ridge, but due of clouds it's possible to see only its highest section. In the RAGNI DI LECCO's bivouac we have a bit rest.
With care we descend on the same line of the ascent, desclimbing on gravel and by several abseils.
At the base of the mountaineering route we reput into the backpack the mountaineering equipments, and carefully walking on many steep slabs of granite, we go towards the GIANNETTI-PIACCO's Refuge.
During this fase I see a climber, in our back, fall and lose consciousness. His buddy climber is very scared, and do not know what to do, so he calls us.
All our mobiles are without signal, then I tell him to wait and do not move the injuried person, while we fastly go down to the refuge to allert the mountaineering rescue team. Then, an helicopter will recover them.
After the night in the refuge, in the day after early morning we start the descent towards BAGNI DI MASINO. Then, by car a lot of kilometers to PESCARA.



19 agosto 2017

--immersioni: "PESSIMO UMORE"


Preferendo le ore fresche del mattino, arrivo al LAGO DI SCANNO che sta albeggiando.
Noto subito che l'acqua ha un livello basso ed è torbida. Magari sotoo migliorerà, mi dico tra me senza però crederci troppo. E facevo bene a non crederci, iinfatti nei primi due, tre metri di profondità mi muovo in un latte fastidioso alla vista, e più in basso anche peggio.
Cautamente scendo nel torbido sempre più nero, perchè più giù vado e meno luce c'è, cercando nei limiti di non sollevare ulteriore sospensione.
E' una parola però! Con sole due spanne di visibilità dal vetro della maschera non è semplice rimanere in elegante assetto neutro a mezz'acqua, per forza di cose devo arare il fondale.
Quì sotto oggi il lago è proprio di PESSIMO UMORE.


I arrive at LAKE SCANNI at the sun rise.
In this dive I swim into a water with a very poor visibility.
Today it has a bad humor.



16 agosto 2017

^^montagna: "UNA SCALATA DAL SAPORE ANTICO"


Nonostante abbiamo preso la prima corsa della funivia ai Prati di Tivo alle 8 e 30 del mattino, il lungo avvicinamento di tre ore alla via, l'isolamento della zona, la qualità della roccia che ci ha obbligati ad una cauta progressione, un ingarbugliamento della corda, a volte può accadere, le soste e le protezioni tutte da attrezzare e l'altrettanto lungo rientro, hanno fatto si che la nostra salita sulla "CONSIGLIO-MORANDI" dello spigolo di nord-ovest della Vetta Centrale del Corno Grande del Gran Sasso d'Italia, avesse un sapore di cose di montagna di tanto tempo fa.
A nostro giudizio l'ambiente unico che si prospetta dalla posizione dell'oramai, purtroppo, inesistente ghiacciaio del Calderone, probabilmente è il più bello di tutto il massiccio. L'abbiamo vissuto e respirato per gran parte della giornata, che per noi stanchi terminava giù ai Prati quando oramai iniziava a far notte.


This climbing on the mountaineering storic route CONSIGLIO-MORANDI, on the VETTA CENTRALE in the GRAN SASSO massif, has a long approach and a very long return.
We think that this route offers the best views on all the massif.
Along the ascent we move us slowly and with care, so we close this mountaineering day in the evening.



13 agosto 2017

--immersioni: "L'HANNO RUBATA ?"


Volevamo dare un'occhiata al relitto di una vecchia auto, ma a causa dell'acqua molto torbida oltre i 20 metri non l'abbiamo vista.
Forse è stata rubata?


We wanted to dive on a car-wreck, but by the bad visibility we have not seen it.
So we asked us: but did someone stole it?



10 agosto 2017

^^montagna: "CHI HA ALZATO LA CRESTA?"

Nell'agosto del 2014 e con l'amico Massimo stavamo scalando la "DIRETTA ALLA PRIMA CRESTA DEL CAMICIA" (D/IV°; un tiro di V°/sviluppo 420 mt.), quando proprio nell'ultimo tiro ci trovammo d'improvviso dentro un temporale che in pochi attimi trasformò quella bella placca in una cascata d'acqua con lampi e tuoni a poca distanza da noi. La situazione era pericolosa, quindi decidemmo di ritirarci dalla via.
Attrezzammo due corde doppie per svalicare un paio di ripidissimi canaloni vicini poi, con senso d'orientamento lungamente risalimmo pietraie e prati.
In quest'agosto del 2017, dopo tre anni con mio fratello torno per concludere la Diretta.
Prima dell'alba lasciamo Fonte Vetica e con percorso molto articolato e di non semplice orientamento arriviamo alla Forchetta di Penne, la sella tra il Dente del Lupo e la parete nord del Camicia. Su un delicato terreno di franosi sfasciumi rocciosi ed erbe svivolose, verso il basso con attenzione costeggiamo la parete e dopo tre ore siamo all'attacco della via ed iniziamo.
Andiamo su nei tiri di corda. Tutto è apparentemente identico come tante altre volte ma allo stesso tempo nuovo.
Giungiamo nel punto dove per il maltempo ci ritirammo. Lo superiamo di venti metri ed usciamo dalla via e dalle difficoltà su una bellissima placca.
Dopo l'immancabile birretta ci attende l'ultima fatica per rientrare alla piana di Fonte Vetica, ferita da un incendio causato da balordi.


Three years ago, in August 2014, with my friend Massimo, I'm climbing the mountaineering route DIRETTA ALLA PRIMA CRESTA DEL CAMICIA (D/IV° and V°/development 420 meters) when on the last rope pitch a storm hits the mountain with rain, thunders and lightnings just close to us.
The situation was really dangerous, so we decided to go away with abseil.
With my brother, today, in this August 2017 I return to climb to end this mountaineering route.
Before the sun-rise we start from FONTE VETICA and on a very articulated route with not simple orientation, we reach the pass between the DENTE DEL LUPO and the CAMICIA's north face, named FORCHETTA DI PENNE.
Then in a wild mountain enviroment, on a very delicated slippery and steep ground of gravels and and grasses we arrive at the attack after three hours from the car.
In the same time the climb is same and different at other climbs, and so we arrive at the point where in the 2014 the storm hit us.
On a spectacular rock plaque that offers us a super grip, we overcross it by twenty meters, and then we finally can conclude the DIRETTA ALLA PRIMA CRESTA DEL CAMICIA.



09 agosto 2017

^^montagna: "ALLA RICERCA DELL'OMBRA"


In queste giornate caldissime di agosto, nell'Appennino Abruzzese lo zero termico viaggia attorno ai 4500 metri di quota, il che sta a significare che anche sui 2500-3000 metri del del Gran Sasso il sole si fa sentire.
Ed allora noi abbiamo preferito cercarci un po' di frescura e d'ombra che si sono state offerte dalla parete nord del Corno Piccolo, ripetendo la "MARCO FLORIO" che si dipana fino alla cresta in un susseguirsi di dietri, camini e canali.

30 luglio 2017

^^montagna: "GRAN PILASTRO DELLE MURELLE"


Nel massiccio della Majella la cima delle Murelle è caratterizzata da alte pareti, pinnacoli, guglie, rocce triturate, profondi canaloni incassati, morene sassose e grotte d'erosione che non sono altro che i resti fossilizzati di un antico fondale tropicale marino.
Osservando dal bivacco Fusco, a destra della vetta delle Murelle (2596mt) si stacca stagliandosi netto dalla linea di cresta un massiccio sperone roccioso, il "GRAN PILASTRO DELLE MURELLE", sul quale si snodano alcune vie alpinistiche degli anni '30 e '70 le cui ripetizioni ad oggi si contano sulle dita delle mani.
Scalare in queste zone alpinisticamente poco frequentate sarebbe per noi di soddisfazione, ed allora dopo aver ricevute precise indicazioni sulla "VIA A DESTRA DELLA PIRAMIDE" da Cristiano, decidiamo di andare.
La via fu aperta dai fortissimi esploratori e pionieri Roberto e Mario Mascarucci assieme a Giustino Zuccarini il 12 agosto 1973, ed il 31 dello stesso mese ebbe la prima ripetizione ad opera di Eugenio Di Marzio, Ferdinando Mancini e Mario Mascarucci. Dopo 44 anni, il 27 giugno 2017 a Iurisci e Zulli il merito di riportarla alla giusta attenzione con la terza salita in assoluto, e per Giacinto ed Italo Marchionni la ripetizione il 29 luglio 2017.
Dopo aver dormito nel furgone, la nostra giornata è iniziata che era ancora notte. Ci siamo messi in marcia dal rifugio Pomilio alla Majelletta alle 5 e 30 del mattino e vi abbiamo fatto rientro stanchi e prosciugati dal gran caldo ma soddisfatti alle 18 e 45, dopo più di tredici ore di intensa attività delle quali cinque abbondanti occorrenti per l'avvicinamento ed il rientro.
Con sempre sotto gli occhi l'ampio vallone morenico dell'anfiteatro delle Murelle, la scalata si è alternata tra rocce discrete e tratti più delicati.

26 luglio 2017

^^montagna: "SALAMINI APPESI"


Quattro alpinisti,
che con le loro corde sembrano dei salamini appesi,
sulla "SALADINI-ALESI" (Corno Piccolo nord).

23 luglio 2017

^^montagna: "IL CAMINO PERFETTO"


Domenica 16 luglio avevamo iniziato la giornata alpinistica tra nebbie che andavano e venivano.
Quando però eravamo giunti all'attacco della via del Camino sulla parete est del Corno Piccolo, il sole la faceva da padrone e così abbiamo deciso d'iniziare la scalata.
Alla terza sfilata di corda in brevissimo tempo ritornava la nebbia che velocemente si trasformava prima in pioggia e poi in grandine fitta e gelata.
Completamente inzuppati ed infreddoliti, con ancora più di mezza "via" da salire sulla roccia oramai scivolosa, non rimaneva altro da fare che effettuare una ritirata fino alla base della parete con le corde doppie.
Con la massima attenzione e delicatezza abbiamo effettuato tutte le manovre necessarie, sferzati a tratti anche dal vento forte che ci faceva ulteriormente rabbrividire, raggiungendo il punto dal quale eravamo partiti.
Tutto bene quindi ... Macchè!
Andando a ritirare le corde dall'ultima discesa, una di queste rimaneva inesorabilmente incastrata in qualche asperità irraggiungibile più in alto.
A nulla sono valsi tutti i nostri numerosi tentativi per tentare di sbloccarla, la vedevamo solamente allungarsi grazie alla sua elasticità, ma rimanere sempre immobile, stoppata da qualche parte.
Alla fine ci siamo arresi decidendo, però, che quanto prima appena i vari impegni personali e le condizioni meteorologiche l'avessero consentito, saremmo tornati per recuperare la "gialla" e terminare la via.
E così è stato il 20 luglio successivo quando ci siamo gustati a pieno i 30 metri di "camino", ciliegina sulla torta di una bella scalata dalla base alla vetta del Corno Piccolo.

13 luglio 2017

^^montagna: "CI SIAMO TOLTI IL DENTE DEL ... LUPO"


Il "DENTE DEL LUPO" è un'appendice separata della vasta e remota parete nord del Monte Camicia, ed è ubicato in una zona montana dal lungo e non intuitivo accesso, comunque questo venga effettuato.
Oltre alla sua "scomoda" posizione, fattori come roccia di qualità non eccelsa ed un dislivello effettivo da "scalare" che a voler essere di manica larga non supera in totale un'ottantina di metri, rendono questa punta di 2297 metri d'altezza sul livello del mare, non particolarmente appetibile alpinisticamente, infatti da queste parti la presenza degli scalatori è cosa rara.
Nonostante ciò avevo già da tempo in mente questa salita anzi, a volerla dire tutta, mi ci ero un po' fissato perchè mi piaceva l'idea di salire su questo "2000" degli Appennini sul quale per forza di prospettiva ogni volta che percorro la Valpescara il mio sguardo, seppur da lontano, ci cade su.
Caricata quindi a dovere la personale molla della motivazione, l'undici luglio scorso assieme all'amico Massimo l'ho fatta scattare per questo "viaggio" di montagna sul Dente del Lupo, scalato per la via "FILO INTERDENTALE", ed il tutto resocontato con il "filmetto" che qui segue.

10 luglio 2017

^^montagna: "BACHETTI-CALIBANI"

Ancora sulla parete nord del Corno Piccolo a scalare con gli amici Erica e Nadir.
Tra la solita attenzione posta nei passaggi chiave della "via" (ad esempio come fessure possibili da salire solo con l'incastro forzato dei piedi), soste, protezioni, rocce, panorami, corde, fettucce e chiodi, non sono mancati (anzi!), il buonumore, battute, amenità e risate!

08 luglio 2017

--immersioni: "FIL DI (contro) CORRENTE"


Nonostante le distanze da percorrere ed i vari impegni personali, con gli amici del gruppo "CONTROCORRENTE" Tiziano e Mario, in una caldissima giornata d'inizio luglio mi sono incontrato presso le sponde del Lago di San Domenico, riuscendo così a ricavarci uno spazio temporale di una mezza giornata infrasettimanale per tuffarci assieme con i nostri "apparati" che non emettono bolle.
Fatti i dovuti preparativi e controlli di protocollo previsti, una volta indossate le mute, dal quasi bollire dentro le protezioni stagne gommate quando eravamo all'aria caldissima, di colpo siamo passati alla fredda temperatura dell'acqua del lago di 10° che, per lo meno all'inizio, è stata sicuramente un piacevole refrigerio diventando con lo scorrere dell'ora "dentro" il lago, decisamente più che fresca.
Più naturale, anche se insolito è per chi, abituato al ritmato rumore ed al gorgoglìo delle bolle espirate dall'erogatore del circuito aperto, nuotare sott'acqua accompagnato dal silenzio dovuto dall'apparato a circuito chiuso.

30 giugno 2017

--immersioni: "WATERFRONT"

Acque ribollenti.
Acque mute.
Acque senza bolle.

26 giugno 2017

^^montagna: "VIA BACHETTI-FANESI"

Esattamente sette giorni fa, 18 giugno, tutto il massiccio del Gran Sasso era stato investito dal transito di una veloce perturbazione fredda accompagnata da venti intensi che costringevano gli appassionati di montagna che erano in zona a coprirsi quasi alla maniera invernale.
A distanza di una settimana tutto il centro della penisola invece è sotto l'impulso della prima vera fiammata calda della stagione che in pianura si fa sentire le vampate con le alte temperature. A causa di ciò decidiamo di scalare sulla parete nord del Corno Piccolo che notoriamente anche d'estate sa regalare temperature più che "frizzanti" che richiedono un'adeguata copertura.
Inutili però sono state queste nostre congetture infatti, all'ombra dell'imponente bastionata di calcare della nord, oggi abbiamo persino sudato: il calore è arrivato fin quassù facendoci insolitamente trovare sgomberi da neve tutti gli "attacchi".
La via aperta dal forte ascolano Francesco Bachetti in cordata con Fanesi, è una perfetta linea che sale su dritta, verticale e logica per tutta la parete uscendo sul filo della cresta di nord-est del Corno Piccolo poco sopra il suo secondo risalto.

25 giugno 2017

^^montagna: "VETTA SETTENTRIONALE D'INTERMESOLI"

Avevamo programmato di scalare, ma un insolito freddo per il periodo accompagnato anche da vento molto forte e copertura nuvolosa sulle cime ci fa dirottare con grande soddisfazione per un bel giro sulla solitaria e poco frequentata vetta settentrionale del Pizzo d'Intermesoli (2483 mt).
Partiti dal piazzale di Campo Imperatore per raggiungere il nostro obbiettivo, un solitario bastione roccioso, con ottimo passo siamo passati per il Passo del Lupo, sotto la bastionata orientale del Pizzo Cefalone, la sella del Cefalone, la sella dei Grilli e la vetta principale del Pizzo d'Intermesoli.

16 giugno 2017

--immersioni: "ACQUA SILENTE"

Per chi oramai da tempo è abituato ad ascoltare il consueto borbottio delle bolle che fuoriescono dall'autorespiratore a circuito aperto, insolito è ascoltare il silenzio del proprio respiro sott'acqua durante questo primo tuffo in solitaria con l' E.C.C.R.

14 giugno 2017

^^montagna: "SULLA TERZA SPALLA"



Già tre anni fa scalai questa bella e per nulla frequentata cresta della Terza Spalla del Corno Piccolo, che dalla Val Maone la risale per intero.
All'epoca seguimmo l'itinerario storico aperto nel 1929 dagli "Aquilotti" di Pietracamela, mentre in quest'ascensione negli ultimi tiri abbiamo scalato la variante del 1956 dei romani Consiglio, Morandi e De Ritis.
Tutta la via comunque segue la logica del sempre panoramico filo di cresta, o poco giù di lì prevalentemente appena poco alla sua destra, andando a finire su tre sellette l'ultima delle quali, poco prima della variante, se si osserva verso sinistra offre un affaccio sull'inciso, ripido e selvaggio canale Mallucci.

05 giugno 2017

^^montagna: "TERRATTA & PALOMBO"

Bellissimo e lungo giro, 20 i km. percorsi, in questo vagabondaggio dentro le magiche atmosfere del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Partiti dalla fonte della Padura, vicino Bisegna (AQ), siamo passati per il fosso delle Mandrelle, i ruderi della capanna Blasetti, la Pietra del Principe, la vetta della Terratta che ci ha anche offerto giù in basso un panoramico affaccio sul lago di Scanno, le Ciminiere della Montagna Grande, il Valico di Terraegna ed il Monte Palombo, per ritornare stanchi, ma soddisfatti, nuovamente alla fonte di partenza.

15 maggio 2017

--immersioni: "BOLLE E CINGUETTII"

Arrivati alla metà di maggio con le giornate che si sono allungate, le temperature sono diventate gradevoli anche ai 900 metri di quota sul livello del mare del Lago di Scanno.
Già dalle prime ore del mattino, nell'aria si può ascoltare l'ininterrotto miscuglio di suoni di sottofondo generato dei cinguettanti gorgheggi delle tante specie di volatili che dimorano sugli alberi di questi estesi boschi di montagna: sono la colonna sonora di questo lago sopra le sue onde in una luminosa giornata.
Al di sotto invece la "musica" cambia totalmente.
Già a qualche metro di profondità il sole lascia il dominio assoluto al buio, al quale si accompagnano freddo e silenzio. Quest'ultimo è spezzato solamente dal rumore generato dal ritmato gorgogliare dalle bolle di scarico che escono del mio autorespiratore.

01 maggio 2017

^^montagna: "RIONNACE"

Grazie ad un importante abbassamento delle temperature avvenuto negli ultimi giorni della settimana, nell'ascensione di un migliaio di metri di dislivello sull'Infornace (2469mt) del 30 aprile '17, per il Canale ad "Y" di Fonte Rionne, abbiamo calpestato neve durissima perfettamente ramponabile.
Partiti in prossimità del Laghetto di Racollo prima di "incontrare" la montagna, che è comunque sempre di fronte agli occhi, abbiamo percorso circa 3 chilometri e mezzo abbondanti nel tipico falsopiano di Campo Imperatore. Quindi la salita che si snoda con pendenze che via via vanno ad incrementare fino su di un tratto anche a 50° dentro una bella, incassata e nascosta "goulotte" che poco sotto l'uscita a pochi metri dalla vetta, se così si può dire, "regala" alle gambe un'ultima impennata prima di potersi godere il vasto panorama su buona parte del massiccio del Gran Sasso.
Per una manciata di minuti ci siamo riposati e rifocillati, poi a causa di nubi che iniziavano ad addensarsi abbiamo preferito iniziare la discesa che, rispetto al canale di salita, abbiamo sciato su quello situato immediatamente alla sua sinistra, orograficamente parlando.
Pendenze abbordabili, che vuol significare inferiori rispetto a quelle viste all'andata, e dell'ottima neve trasformata ci hanno tenuto compagnia praticamente fino alla base del monte, ed anche un po' oltre.

25 aprile 2017

^^montagna: "LA PAGINA BIANCA"

Una tardiva nevicata d'aprile sui monti d'Abruzzo che non si è compattata con gli strati preesistenti gia trasformati, unita alle temperature decisamente alte per le quote, ci fanno attraversare in questa uscita scialpinistica, neve pesante, bagnata ed anche gessosa.
Nella discesa la nostra abilità è stata quella di andarci a cercare sulle gobbe laterali a certi lievi avvallamenti, evidentemente colpite in maniera indiretta e radente dai raggi solari su quest'ampia "pagina" inclinata, delle strisce sulle quali poter effettuare curve.
Eravamo partiti dall'automobile, parcheggiata nei pressi di Fonte Vetica, per attraversare il pianoro situato sotto il versante meridionale del Monte Camicia, e dopo essere passati per i ruderi della miniera abbandonata abbiamo imboccato uno degli inclinati canali che fanno da naturali corridoi d'accesso al così detto "Paginone".
Superfluo è ricordare che la bellezza dei bianchi panorami osservati e dei silenzi ascoltati, hanno controbilanciato la non ideale qualità della neve.

11 aprile 2017

^^montagna: "VIA DEL CANALONE"

Se, come l'abbiamo effettuata noi, l'ascensione alla vetta del Corno Piccolo (2655 mt) la si affronta partendo direttamente dal Piazzale Amorocchi dei Prati di Tivo (1450 mt) e senza l'ausilio della cabinovia, allora la salita, e la relativa discesa, diventano al contempo lunghe, faticose, tecniche e di grande soddisfazione!
Calzati i ramponi praticamente a pochi metri dalla macchina, all'inizio rimontiamo il pendio camminando sotto i pali delle deserte seggiovie e poi, avendo in alto e davanti agli occhi l'inciso canale alpinistico che andremo a percorrere, per arrivare alla sua base ci troviamo la via più logica tra rocce sparse, valloncelli e nevai, con pendenze in costante aumento.
Raggiunti i primi spalti di calcare della parete nord del Corno Piccolo, con un "aleatorio traverso" su neve nuova e non ancora coesa con il manto sottostante già trasformato, con decisa impennata della pandenza guadagnamo il centro dello sperone roccioso che fa da spartiacque tra il Canale Sivitilli a destra, e la via a sinistra che andremo a scalare, detta del Canalone.
Questa, con andamento livemento obliquo che va da destra a sinistra, si fa strada tra rocce strette stracolme di neve, oggi non durissima ma comunque salibile.
Con calma, misurando e pensando ogni passo ed ogni gesto, lentamente e con costanza guadagnamo metri verticali dentro questa stretta gola di ghiacci e sassi fino ad arrivare ad un bivio, se così si può dire, dove la relazione scritta propone una soluzione a destra, più frequentata e sulla quale possiamo vedere passi di misto, ed un'uscita a sinistra che noi scegliamo perchè osserviamo più innevata, ma sulla quale troveremo un tratto più impegnativo a 70 gradi di pendenza.
In alcuni passi obbligati dalla morfologia del canale che si devono per forza effettuare vicino ai massi, i piedi sprofondano più del dovuto nella neve, obbligandondoci così ad essere ancora più attenti.
Superata questa difficoltà andiamo quindi ancora su sull'ampia ed inclinata comba che sorregge la cupola rocciosa della vetta del Corno Piccolo alla cui base, prima di arrivare in cima, ci fermiamo per qualche minuto per riprendere un po' fiato, e poi via ancora con un ultimo sforzo per giungere finalmente alla meritata croce a 2655 metri.
Giusto il tempo di riposare qualche momento, ed iniziamo la discesa, anch'essa impegnativa, che scegliamo di effettuare disarrampicando per il Camino di Mezzo, sfruttando ed adoperando le peste di altra cordata che da lì era salita.
Affrontata quindi con estrema circospezione l'ultima strettoia in basso del "Camino", per altro eventualmente assicurabile ed "azzerabile" con uno spit e più sotto da altro ancoraggio, siamo fuori dalle difficoltà ed allora ci concediamo una pausa di beveraggi rifocillatori prima di rientrare, su declivi meno inclinati, di passo al piazzale "Amorocchi" dei Prati di Tivo dal quale eravamo partiti.

03 aprile 2017

^^montagna: "INVERNALE SULL'ORIENTALE"

Bella invernale sulla Vetta Orientale del Corno Grande(2903 mt) nonostante il rialzo termico di questi ultimi giorni di marzo 2017, che però a queste quote ed esposizioni risultava essere del tutto "ininfluente".
Dopo aver pernottato nel piccolo ed accogliente ricovero invernale del rifugio "Franchetti", all'albeggiare ci siamo messi in movimento per iniziare l'ascensione sulla panoramicissima ferrata "Ricci". Le corde fisse del primo tratto erano totalmente ricoperte da un accumulo di neve durissima che ha cretao un ripido scivolo, sfizioso da arrampicare con gli attrezzi.
Con costante pendenza e sempre su neve compattissima, abbiamo poi raggiunto l'attacco del secondo tratto attrezzato dal quale, con uno sguardo a sinistra, abbiamo ammirato da vicino la verticale muraglia del "Paretone".
La sezione superiore della ferrata, praticamente quasi tutta pulita dalla neve, l'abbiamo percorsa abbastanza velocemente, per andare quindi sul filo di cresta poco sopra l'anticima che si va a sporgere sulla conca del ghiacciaio del Calderone.
Immediatamente dopo con qualche passo di misto oltrepassiamo una fascia impiastrata di poca neve, e poi con l'ultima fatica raggiungiamo la vetta con la meritata solita birretta.
In discesa ci siamo indirizzati sulla via "normale" che, però, diventa non tanto normale quando è ricoperta come oggi di tanta neve tosta, che in un passaggio tra roccette affioranti si solidificava ulteriormente in ghiaccio quasi lucido, facendoci disarrampicare con cautela faccia a monte e con l'ausilio della corda.
Ripassando dal rifugio Franchetti, per riprendere i sacchi a pelo ed altro materiale che avevamo lì lasciato, naturalmente ne abbiamo approfittato per sorseggiare la seconda birra della giornata.
Giunti giù al Piazzale dei Prati di Tivo, la terza birra è stata come da normale protocollo.

27 marzo 2017

^^montagna: "CANALE MORIGGIA-ACITELLI"

Salita sulla vetta occidentale del Corno Grande, la più alta degli Appennini, sul suo versante sud per Canale Moriggia-Acitelli.
Il deciso ed un po' anomalo rialzo termico dei giorni prima si è risentito anche in quota, ed in particolare ha avuto effetti sullo stato della neve di questo canale, infatti solo per brevi tratti, quelli più incassati, ho trovato l'ideale manto duro e compatto dove le punte dei ramponi e delle piccozze penetravano decisi, per il resto ad ogni passo in ripida salita il piede affondava sempre se non, in alcuni momenti, anche sprofondare fin quasi al ginocchio.
A parte lo stato del manto nevoso, e forse un po' troppa folla rispetto a quelli che sono i miei personali gusti, il Corno Grande d'inverno offre comunque severi panorami che abbondantemente saziano gli occhi e lo spirito.

25 marzo 2017

--immersioni: "INCHIOSTRO"

Sempre nere come l'inchiostro sono le prospettive sommerse dei fondali del Lago di Albano, o Castelgandolfo.
Un naturale e perenne strato di microalghe ed altro materiale inorganico presente in sospensione nelle fasce d'acque più vicine alla superficie, fa si che al di sotto di queste la luce del sole non riesca a penetrare, creando quindi una situazione di totale e costante buio.
In quest'immersione lo strato più che lattiginoso oggi era talmente fitto e fastidioso che per alcuni tratti mi ha costretto a procedere a tentoni sul ripido ammasso di scogli, e solo attorno alla profondità di 15-20 metri la bruma sommersa si diradava.
A dir la verità mi sarei aspettato, come normalmente accade, di trovare al di sotto del torbido acqua più limpida, però oggi non era cosa perchè una live sospensione che ha disturbato lo sguardo è stata la costante compagnia per tutta la durata della fase fonda.
Superati la quarantina di metri ho attraversoto una zona libera da rocce che hanno ripreso poi immediatamente la scena dai 50 metri in giù, andando a disegnare linee molto inclinate sulle quali passavo illuminado con il mio stretto fascio.
Come già ho potuto verificare in altre occasioni, dalla batimetrica dei sessanta metri nell'acqua si creava un'ancor più fine nebbiolina bianca che eccitata dalla luce divieniva ancor più fastidiosa a causa dell'alone riflettente che generava.
Raggiunti i limiti di tempo e di profondità prefissati, prima di iniziare la risalita con calma ho gustato ancora il panorama d'inchiostro che mi circondava, incrudito dalla temperatura dell'acqua costante a 10°C che alla lunga, nonostante l'indispensabile protezione della muta stagna, qualche brivido me l'ha provocato.

20 marzo 2017

^^montagna: "RAVA DELLA GIUMENTA BIANCA"

Dai 1280 metri di quota di Passo San Leonardo, scialpinistica al Monte Amaro (2793mt) per la Rava della Giumenta Bianca, conosciuta anche come Direttissima.
Bella, lunga e faticosa salita nell'incisa depressione della "rava", con sempre alle spalle la dorsale del Morrone.
Alla selletta a quota 2600 metri, proprio sotto la cupola sommitale, sono stato investito direttamente dal vento a raffiche anche forte che in basso si poteva solamente intuire. A causa di ciò arrivato in vetta era praticamente impossibile stare fuori del cupoloide di metallo del Bivacco Pelino, purtroppo perennemente disadorno ed impiastrato da mille inutili scritte che non sono altro che le firme della maleducazione dei loro autori, oggi affollato di tanti scialpinisti e non che sono saliti sulla cima più alta del Massiccio della Majella.
Nonostante il rialzo termico previsto ed arrivato, il manto nevoso ha tenuto abbastanza bene su tutto l'itinerario di salita e della scivolata di discesa, praticamente fino allo sportello della macchina.

12 marzo 2017

^^montagna: "IL CUCCHIAIO"

Partendo da San Nicolao, frazione di Caramanico Terme in provincia di Pescara, la scialpinistica al "Cucchiaio" del Pescofalcone fino all'anticima di questo nel massiccio della Majella, è una delle più lunghe del gruppo con un dislivello complessivo di 1600 metri ed uno sviluppo di diversi chilometri.
La sudata e la faticata dell'ascensione è stata ampiamente ripagata da una bellissima discesa sopra la neve trasformata della "Rava Cupa" che a causa della sua concava morfologia localmente è conosciuta anche come il "Cucchiaio".
Al termine dei 900 metri di discesa nel Cucchiaio, ho dovuto rimettere le pelli di foca sotto gli sci per poter così rimontare brevemente fino alle creste superiori del Prato della Corte, proprio sopra il rifugio Barasso, e da lì poi continuare la divertente sciata su un manto nevoso appena un po' più pesante di quello trovato più in alto.
Il resto è stato sulla pista sterrata coperta di neve, naturalmente sempre con gli sci.

05 marzo 2017

--immersioni: "A CHIARE LINEE"

Il piacere di "sommozzare" dentro un'acqua tersa, tracciando le linee della mia fantasia.

02 marzo 2017

^^montagna: "PICCOLI GODIMENTI"

Nonostante il vento a tratti fortissimo che senza posa e con direzione variabile spazzava la cresta del Monte Godi (2011 mt), dei tratti ghiacciti che abbiamo preferito affrontare mettendo gli sci in spalla e calzando i ramponi, e la brevità della gita scialpinistica, che a volersela prendere con tutta la calma possibile comprensiva anche di prolungata sosta di vetta abbiamo effettuato al massimo in 3 ore e mezza tra salita e discesa, la giornata di montagna ha gratificato i nostri spiriti oltre modo.
Dal piccolo segnavia in metallo posto sulla vetta, infatti, volgendo lo sguardo tutt'intorno ci siamo davvero gustati dei panorami vasti e solitari e poi, nella seppur non lunga scivolata verso il basso, il divertimento è stato assicurato andando a curveggiare, finalmente ridossati alle raffiche del vento, sopra piacevoli pendii.

23 febbraio 2017

^^montagna: "MONTE ROTELLA"

Dal paese di Roccapia (AQ) a 1050 metri sul livello del mare, scialpinistica al Monte Rotella (2129mt).
Nella parte bassa della salita a causa dell'esposizione all'ombra abbiamo trovato neve al limite del ghiacciato, mentre sui pendii superiori riscaldati da sole, la neve era decisamente meno dura.
I tempi trascorsi tra salita e sosta di vetta, creavano il giusto fondo sul quale abbiamo effettuato la lunga sfiziosa scivolata di 1100 metri.

19 febbraio 2017

^^montagna: "PIZZALTO"

Prelibato assaggio del rinomato firn Appenninico, in questa divertente e veloce scialpinistica sul Monte Pizzalto di Pescocostanzo (AQ).
Messi gli sci con le pelli a 10 centimetri dallo sportello della macchina, in un soleggiato e freddo venerdì di febbraio di buon passo si salgono gli aperti pendii che, tra macchie boschive di sempreverdi e faggi, fanno guadagnare quota verso la non lontana cima a 1966 metri, caratterizzata da due grandi ed inestetiche strutture metalliche, visibilissime anche da molto lontano.
Sulla sommità spazzata da un fresco refolo di vento da nord, mentre si beve e si mette qualcosa sotto i denti, gli occhi possono spaziare a giro d'orizzonte sui monti intorno tra i quali, più vicino, si fa notare il lungo Porrara con la sua linea di cornici rotta in alcuni punti.
La seguente discesa fino allo sportello dell'auto, è divertimento assoluto sopra il gustoso firn!

15 febbraio 2017

--immersioni: "COGOL DEI VECI"

Nel comune di Valstagna, situato in provincia di Vicenza lungo la valle del Brenta, c'è il complesso delle grotte di Oliero del quale fa parte anche la grotta detta COGOL DEI VECI, che è situata alla base di un'alta, strapiombante ed incassata volta rocciosa, dalla quale sgorgano le acque dell'Oliero provenienti da un cunicolo sommerso lungo chilometri.
Questa nostra esperienza speleosubacquea, che si è limitata alla percorrenza di un breve tratto subito dopo l'ingresso della stessa e sotto il controllo dell'esploratore di cavità sommerse Gigi Casati, è servita per assaggiare le "sensazioni" che questa "severa specializzazione / disciplina" della subacquea è in grado di dare a chi decide di cimentarsi con essa.

04 febbraio 2017

^^montagna: "QUASI ARGATONE"

Partiti dai 950 metri di quota del paese di Villalago (AQ), sci ai piedi avevamo intenzione di arrivare fino all'Argatone, ma giunti a 200 metri dalla cima a causa del forte vento da ovest che ci investiva con raffiche di 80 Km/ora che quasi ci sbattevano per terra, abbiamo deciso di iniziare la discesa.
Tolte le pelli, non senza difficoltà perchè se non prestavamo attenzione volava via tutto, siamo scivolati giù su di una neve un po' pesante, pensavo peggio, che comunque ci ha consentito di fare curve, con sotto gli occhi sempre gli appaganti spalti più alti dell'icassata Valle del Sagittario.

01 febbraio 2017

--immersioni: "VECCHIA AMICA"


Se mi si presenta l'occasione non manco mai di andare a fare una visita ad una VECCHIA AMICA.
Non si tratta però effettivamente di una persona, ma di un relitto d'automobile che scoprimmo durante un'esplorazione in immersione diversi anni fa, scaraventato in una zona del fondale del Lago di Albano da non so quanto tempo.
Con lo scopo di osservarla, fotografarla e filmarla, nel corso degli anni svariate volte è stata l'obbiettivo delle mie visite, e come spesso accade quando si rivolgono prolungate attenzioni ad un oggetto inanimato è successo che ho iniziato, se così si può dire, ad affezionarmi a quella carcassa di FORD, modello Cortina, perduta e solitaria dentro il freddo ed il buio del lago.
Immaginare poi che avesse anche una ben distinta personalità costruita prima con la sua storia all'aria, che con molta probabilità si e dipanata tra losche faccende, e poi con la sua solitudine sommersa, per la mia fervida fantasia è stata naturale conseguenza.
Naturalmente il volo dei pensieri nasce e svanisce nell'arco di tempo della durata di un tuffo nel quale, comunque, bisogna mantenere saldamente i piedi per terra, o sarebbe meglio dire le pinne in "assetto", perchè le condizioni ambientali generate dal buio, dall'acqua torbida e dal freddo (9°C), necessitano di un continuo e costante stato di concentrazione ed attenzione.
Questi pensieri concreti e logici, sono al contempo permeati con le sensazioni che, filtrate dai sensi, mi generano "dentro" emozioni positive dalle diverse sfumature, che vanno a contrastare con il buio che c'è lì "fuori".

27 gennaio 2017

^^montagna: "BELL'APPENNINO ABRUZZESE"


E, senza dimenticare, si ritorna in montagna per sorridere.
Da Castrovalva, piccolo borgo situato sul costone orografico destro della Valle del Sagittario, bella e lunga scialpinistica sul Monte Rognone (2089 mt), che ci ha impegnato con 1300 metri di dislivello ed i circa 12 chilometri di percorrenza tra andata e ritorno.
Raggiunta la cima abbiamo potuto osservare il bellissimo panorama a 360 gradi su tutti i massicci montuosi d'Abruzzo, completamente imbiancati.
In discesa, sulla la traccia "battuta in salita, abbiamo sciato su neve di tutti i tipi, che comunque ci ha consentito di fare curve e divertirci.

22 gennaio 2017

^^montagna: "A SPALAR NEVE PER L'ABRUZZO E POCHE CHIACCHIERE!"


Qui a Pescara, sopra la testa, in queste ore sentiamo spesso il caratteristico rumore basso del flappeggiare degli elicotteri, ed ogni volta tutti speriamo in una nuova vita salvata da parte di chi sta operando, ad una cinquantina di chilometri di distanza in linea d'aria dalla città, per trarre in salvo persone da sotto macerie sommerse di neve di un albergo trascinato via da una valanga. La notizia è diventata "LA NOTIZIA" della settimana non solo in Italia ma anche all'estero, ed in ogni ora del giorno dai notiziari radio- televisivi nazionali a quelli locali rimbalzano news sul fatto, e che purtroppo molto spesso scadono come oramai è di pessima abitudine ogni volta che accadono tragedie in comunicazioni che superano il limite del morboso aventi l'unico scopo di fare "audience".
Massima ammirazione e rispetto per gli operatori, professionisti e specializzati che lì sul posto, lavorando in condizioni veramente difficili tra accumuli di "metri" di neve e rottami, hanno già compiuto diversi palpabili miracoli.
Tutti i lati delle montagne d'Abruzzo rivolte ad est, versante Adriatico, sono letteralmente sommerse da impressionanti quantità di neve, ed in tantissime località ci sono criticità: strade bloccate, paesi isolati, mancanza di energia elettrica ed acqua, aggravate da uno sciame sismico che scuote ancora terre ed animi.
Non appena i vari impegni personali ce lo hanno consentito, con qualche telefonata ci siamo organizzati con una piccola squadra di amici per andare ad aiutare a Pietracamela (TE), piccolo paese alle pendici del Gran Sasso d'Italia.
C'era tanto da scavare, spalare, togliere neve per liberare, auto, portoni, legna sepolta, fare dei passaggi per anziani imprigionati in casa.
Naturalmente nella nostra cricca, come da tradizione consolidata, non ci siamo fatti mancare momenti di pausa nei quali sorseggiare birrette, grappini e the corretto!
E' stata la più gratificante uscita di montagna.

15 gennaio 2017

--immersioni: "UN VIAGGIO"


Partito al buio e freddo di Pescara, ed attraversando l'Appennino Abruzzese, raggiungo i bui fondali del Lago di Castelgandolfo che mi attendono alla massima quota raggiunta, 79 metri, con la severa temperatura di 9°C, ulteriormente "incrudita" dal fatto di aver respirato sul fondo una miscela "trimix".
Come ogni volta è stato un "viaggio impegnativo da tutti i punti di vista ed in ogni sua fase.
Come ogni volta, nonostante i "normali" vari disagi patiti in ogni viaggio del genere, alla fine non devo pormi la domanda se il gioco vale la candela: non nutro dubbi al riguardo.
Dopo tanta "notte" osservata, nella tratta di rientro in riva all'Adriatico i miei occhi divagavano posandosi sui monti d'Abruzzo ammantati di coltri bianche, ma anche loro fredde.