Sopra una stretta cengia rocciosa larga poco meno di un metro che si affaccia da una bella parete, la nostra cordata composta di tre persone è appena arrivata.
Mentre armeggiamo con corde e moschettoni per assicurarci sull’esile sosta, sentiamo le voci di altri due gruppi di scalatori che stanno per raggiungerci sul nostro stesso balconcino. Questo posto non è altro che un naturale punto comodo (sopra una parete di montagna il concetto di comodo è molto relativo) sul quale naturalmente si convogliano delle vie alpinistiche che salgono le une di fianco le altre...
DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
- Giacinto "zeta zeta" Marchionni
- PESCARA, PE - Pescara, Italy
Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
29 febbraio 2012
27 febbraio 2012
--immersioni: "PASSATA E' LA TEMPESTA"
La fredda perturbazione artica di febbraio 2012 ha portato grandi quantità di neve che hanno bloccato le vie di comunicazioni stradali. In questa situazione gli spostamenti sono stati impossibilitati.
Finito questo periodo, da Pescara sull'autostrada A25 riusciamo a svalicare l'Appennino Abruzzese e torniamo ad immergerci nel lago di Castelgandolfo.
"Approfondiamo" fino ad una sessantina di metri l'esplorazione di una zona battuta qualche tempo fa.
Il pavimento composto da sabbia scura vulcanica e fango in questo settore sommerso del lago monotonamente scende con blanda e costante inclinazione a differenza di quello che accade a poche centinaia di metri di distanza dove in altro sito subacqueo precipita vertiginosamente verso il basso.
A quote meno impegnative abbiamo incrociato il tettuccio in metallo, ma solo quello, di un'automobile buttata quaggiù.
Finito questo periodo, da Pescara sull'autostrada A25 riusciamo a svalicare l'Appennino Abruzzese e torniamo ad immergerci nel lago di Castelgandolfo.
"Approfondiamo" fino ad una sessantina di metri l'esplorazione di una zona battuta qualche tempo fa.
Il pavimento composto da sabbia scura vulcanica e fango in questo settore sommerso del lago monotonamente scende con blanda e costante inclinazione a differenza di quello che accade a poche centinaia di metri di distanza dove in altro sito subacqueo precipita vertiginosamente verso il basso.
A quote meno impegnative abbiamo incrociato il tettuccio in metallo, ma solo quello, di un'automobile buttata quaggiù.
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Lago di Castelgandolfo
31 gennaio 2012
--immersioni: "LE LUCI DANZANTI"
In genere le acque del Lago di Paterno per gran parte dell'anno offrono spettacoli scuri e torbidi.
Solamente in un certo periodo e cioè nei mesi freddi di gennaio e febbraio, almeno così ci aveva detto un "locale", aprono i loro sipari con visuali più limpide.
Fiduciosi di queste parole siamo andati.
Macchè, neanche a parlarne!
Di sicuro tra tutte le immersioni che ho effettuato qui quella di oggi è stata quella nella quale abbiamo trovato la peggior visibilità in assoluto!
Solamente il grande affiatamento della "squadra" e le "LUCI DANZANTI" degli amici erano dei sicuri punti di riferimento in questo verde scuro paludoso. La nostra discesa si è fermata a circa 48 metri, dove la ripida sponda sulla quale siamo scesi abbatteva la sua pendenza. Per raggiungere il punto più fondo a 54 metri avremmo dovuto percorrere ancora un tratto nell'acqua ancor più torbida.
Solamente in un certo periodo e cioè nei mesi freddi di gennaio e febbraio, almeno così ci aveva detto un "locale", aprono i loro sipari con visuali più limpide.
Fiduciosi di queste parole siamo andati.
Macchè, neanche a parlarne!
Di sicuro tra tutte le immersioni che ho effettuato qui quella di oggi è stata quella nella quale abbiamo trovato la peggior visibilità in assoluto!
Solamente il grande affiatamento della "squadra" e le "LUCI DANZANTI" degli amici erano dei sicuri punti di riferimento in questo verde scuro paludoso. La nostra discesa si è fermata a circa 48 metri, dove la ripida sponda sulla quale siamo scesi abbatteva la sua pendenza. Per raggiungere il punto più fondo a 54 metri avremmo dovuto percorrere ancora un tratto nell'acqua ancor più torbida.
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Lago di Paterno (RI)
09 gennaio 2012
^^montagna: "TOPPE VURGO (1917 mt)"
Posti poco frequentati spesso possono regalare delle soddisfazioni in termini di scoperta di piccoli angoli paesaggistici unici.
Così è stato mentre sci ai piedi salivamo alle Toppe Vurgo (1917 mt.) (zona Piana delle Cinque Miglia, Roccaraso), attraversando delle strette gole di roccia completamente innevate.
Così è stato mentre sci ai piedi salivamo alle Toppe Vurgo (1917 mt.) (zona Piana delle Cinque Miglia, Roccaraso), attraversando delle strette gole di roccia completamente innevate.
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scialpinismo,
Toppe Vurgo
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