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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.

12 giugno 2025

^^montagna: "VIA GEOMETRIA FRATTALE"


Appennino Centrale Molisano, Gruppo delle Mainarde, Sperone Mozzo di Monte di Castelnuovo al Volturno (1050mt).
Abbiamo trovato non solo aderenza superlativa sul calcare della "GEOMETRIA FRATTALE" (V°/AD+/sv.350mt/V.Abbate e M.Ranieri/agosto 2000), ma grazie alla roccia lavoratissima dall'erosione molte clessidre, lame e fessure utilissime per inserire protezioni.
In una giornata calda ma ventilata, abbiamo scalato per otto sfilate di corda lo sperone sempre poco a destra del suo filo superando alcune zone di vegetazione che nel complesso però non ci hanno disturbato, a parte alcuni metri tra il pungente ginepro.
Poi i panorami ampi e silenziosi che qust'angolo di Appennino poco frequentato regala, hanno arricchito la giornata.
Usciti dalla via, senza traccia siamo andati giù per il ripido canalone di sfasciumi di roccia e boscaglia sulla destra orografica dello Sperone Mozzo.


Central Apennines of MOLISE, MAINARDE Massif, SPERONE MOZZO of Mount of CASTELNUOVO AL VOLTURNO/1050 meters.
In this silent and little frequented corner of the Apennines, we climbed with eight pitches of ropes on the super limestone-grip of the mountaineer route GEOMETRIA FRATTALE (V°/AD+/development 350 meters/V.Abbate e M.Ranieri/2000 August), just a few meters on right of the ridge; also passing through areas of vegetation that, apart from some junipers (Juniperus), did not disturb us.
At the end of the mountaineering route, without path we went down on the steep gully on the orographic right of the spur.




06 giugno 2025

--immersioni: "FIAT 600 e 1400"


Nello scorso aprile 2025 a Malcesine (VR), in questo mi immersi sul bel relitto dell'ALFA ROMEO GIULIETTA.
Nelle sue vicinanze, a 50 e 53 metri di profondità ci sono altri due relitti di automobili: due FIAT modello 600 e 1400, macchine oramai d'epoca che dagli anni cinquanta e sessanta sono diventate parte del costume e della storia italiana.
Della "600 FIAT" ho un ricordo personale perche era l'automobile del mio caro zio Checchino.


In the last April 2025 at Malcesine (VR), I dived on this site at 59 meters deep on the beautiful car wreck "ALFA ROMEO GIULIETTA" (on this blog).
Nearby, at 50 and 53 meters, there are other two cars wreck, two FIAT models: the "600" and the "1400".
From the past of the fifties and sixties, they arrived in the Italian culture and history.
On the "FIAT 600" I have a personal memory, because it was the car of my dear uncle CHECCHINO.



01 giugno 2025

^^montagna: "SIVITILLI a/r"


Quando inizio alle tre e mezza del mattino o meglio della notte, ai 1450 metri del Piazzale Amorocchi dei Prati di Tivo c'è un grado di temperatura. Molto bene perché alla fine di maggio meglio di così non potevo trovare.
Alla luce della frontale per un pezzo mi guidano i piloni dello skilift della stazione sciistica. Al termine di questi, tra le prime macchie di neve ancora ghiacciata rimonto gli avancorpi rocciosi che sovrastano i prati mentre il crepuscolo sfuma nell'alba.
Sul manto del rigelo notturno della larga lingua nevosa che sto risalendo, oltrepasso il sentiero "Pierpaolo Ventricini" e m'indirizzo verso l'evidente "Canale Sivitilli" sulla pendenza che aumenta.
Alla mia sinistra uno sperone di rocce separa il SIVITILLI, dove entro, dalla NORMALE DA NORD.
La neve sotto gli attrezzi continua ad essere durissima o ghiacciata e così risalgo l'intera goulotte posta al margine orografico destro della compatta placconata rocciosa di nord-est della Prima Spalla del Corno Piccolo.
In alcuni punti a causa di vecchi slavinamenti scalo bei muretti verticali, quindi in uscita dalla via con qualche passo di misto arrivo sulla sommità della Spalla, ed alle otto e mezza in cima al Corno Piccolo spazzato da un fastidioso vento di Grecale dal quale vado via subito per cercarmi un ridosso più in basso. Dopo 5 e più ore in punta di ramponi finalmente posso starmene fermo mentre metto qualcosa sotto i denti.
Viste le ottime condizioni di neve ghiacciata decido di scendere sulla stessa linea di salita.
Attento in ogni singolo movimento di ramponi e picche disarrampico il Sivitilli, rallentando sui tratti verticali.
A tratti nuvole di polvere ghiacciata mosse dal vento m'investono.
Mi fermo qualche minuto vicino a nicchie tra roccia e neve dove scavo dei ripianetti orizzontali per far riposare i polpacci.
Tornato alla base dela goulotte, su pendenze meno decise, ancora su neve che continua a tenere e poi per prati dopo quasi 9 ore, a mezzogiorno rientro al Piazzale Carlo Amorocchi.


At half past three in the morning, or in the night, in the PIAZZALE AMOROCCHI of PRATI DI TIVO/1450 meters above sea level, the air temperature is 1°C, excellent for my climbing.
I go walking nearby the ski lift of the resort, and at its end I continue on the first patches of icy snow, while slowly the sun rise.
On the steep frozen slope I head towards the SIVITILLI gully, and I entr it. The snow, always hard or frozen, is perfect for the crampons and the ice axes, and so I carefully climb overcoming some steeper parts, whit at my right the compact PRIMA SPALLA DEL CORNO PICCOLO north-est rock face.
Then on mixed ground of snow and rocks I arrive at the end of the gully. I continue up to the CORNO PICCOLO's top where is an annoying wind of GRECALE, from north-east to south-west, therefore immediately I go away in a zone without it, where finally I can stay sitting to rest my legs, after five and more hours of continuous climbing on the tips of the crampons.
In this last days of May and at the latitude of the GRAN SASSO D'ITALIA massif, there's still a lot of snow and ice. Thanks to these excellent conditions, I decide to descent from the same track of the ascent.
Slowly I disclimb. On the steeper parts I'm very carefully, thinking a lot at every my single movement.
While I descend, to give to my legs a bit rest; with the ice axes I do small horizontal support.
Arrived at the base, I walk on slight slopes on snow and meadows, and at noon I return at the PIAZZALE AMOROCCHI, about nine hours after.




19 maggio 2025

^^montagna: "VETTA ORIENTALE"


Anche se il meteo sul Gran Sasso prevedeva freddo in quota, per trovare neve buona per gli attrezzi comunque come mia abitudine ci muoviamo prima dell'alba.
Rispetto a sette giorni fa poco è cambiato, infatti dal Passo delle Scalette bisogna calzare i ramponi, e così rimontiamo il Vallone delle Cornacchie dove al Franchetti facciamo una pausa.
Oggi per raggiungere la morena del Calderone scegliamo il canale che si trova proprio alla base della caratteristica parete triangolare dell'anticima che domina il rifugio. Su neve durissima e su pendenza sostenuta arriviamo al ghiacciaio, da dove è possibile osservare le alte quote del Gran Sasso finalmente bianche dopo le magre stagioni degli anni passati.
Mentre l'amico si ferma, io continuo sul fondo perfetto che tiene benissimo, regalandomi una veloce progressione.
Sul versante nord-ovest della Vetta Orientale vado prima scalando un netto canalino che in alto si apre fino in cresta, dove poi con percorso aereo ed affacci sul ghiacciaio del Calderone raggiungo la cima a 2903 metri.
Vorrei sostare più a lungo, ma sul versante di Campo Imperatore c'è un mare di nuvole scure che non promettono bene. Allora non mi dilungo e scendo sulle mie stesse peste di salita. Al rifugio mi aspetta l'amico.
Proprio poco prima di rientrare alla Piana di Laghetto di Cima Alta ci becchiamo uno scroscio di pioggia, l'unico neo della giornata.


As usually I want for every winter mountaineering climbing , we start from PIANA DI LAGHETTO of CIMA ALTA before the sunrise.
After the MADONNINA we put on crampons to ascent the VALLONE DELLE CORNACCHIE, and at the FRANCHETTI Refuge we take a bit rest.
On an exellent snow, we climb the steep slope close the triangular wall above the left of the refuge, up to CALDERONE moraine.
From this point, the view on the Gran Sasso highest peaks completely white, is very splendid.
From here I alone continue on its north-west face on the short gully of the NORMALE ALLA VETTA ORIENTALE, up to the ridge. Then on an aeral track, with great grip on icy snow I reach the top at 2903 meters above sea level.
On the CAMPO IMPERATORE's side I can see only a large area of dark clouds, therefore I decide to go away fastly, and at the FRANCHETTI Refuge I'm meeting up with my friend.
At the end on the way down, just nearby PIANA DI LAGHETTO we get rain, the only flaw of the day.