La mia foto
PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso.Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.

20 dicembre 2019

--immersioni: "LA NEVICATA"


La forma tondeggiante che ricorda la bocca di un grande cratere e le rocce laviche scure e rossastre, sono elementi che identificano l'origine vulcanica del lago di Castelgandolfo.
Ancora oggi si possono notare in immersione bianche emissioni di acqua solforosa, tanto che in alcune zone il panorama sommerso si accende di una surreale e suggestiva luce biancastra quando illuminatee, se qualche goccia di quest'acqua entra nella maschera il sub sente il tipico odore di uova marce.
Se (82mt_91min._ temp.acqua 13°-10°_ e.c.c.r.)


The circular shape and the black and red rokcs, say that LaKe Castelgandolfo has a volcanic origin. Infact during the dives, in some submerged areas is still possible to see white water sulfurouses emissions and, if some drops of this water enters the mask the diver smells the typical rotten eggs.
(82mt_91min._ temp.acqua 13°-10°_ e.c.c.r.)


23 novembre 2019

--immersioni: "E L'ULTIMO ... CHIUDA IL CANCELLO !"


Perchè altrimenti potrebbero entrare degli spifferi di vento!
Senza variare per diramazioni laterali, con l'apparato a circuito chiuso seguo fino alla batimetrica degli 83 metri un filo guida che s'indirizza verso il fondo. Con le solite condizioni di visibilità del Lago di Castelgandolfo, trovo l'acqua un po' torbida nella zona che dalla superficie arriva a circa una ventina di metri. Poi il fascio dell'illuminatore ed il mio sguardo possono spaziare in avanti senza ostacoli.

And the last one to exit closes the gate ... otherwise the wind would come in.

18 novembre 2019

--immersioni: "ALLE ACQUEVIVE"


Una volta giunto e fatto giorno vedevo che a causa delle abbondanti piogge nella zona di Scanno(AQ), il torrente Tasso l'immissario del lago, invece di apportare acqua limpida aveva un colore marrone che macchiava una parte del bacino.
Iniziata la mia immersione alle Acquevive, indirizzandomi verso il Tasso mi si parava una nuvola di fitta sospensione davvero poco invitante.
Sul fondo, morti, ho visto diversi gamberi. Fatto che mi aveva colpito anche nell'immersione di una settimana fa.

Due to heavy rainfall, the water in the tributary of Lake Scanno, the Tasso stream, was brown in color.
For my dive I went from the "Acquevive" towards the Tasso stream meeting this brown and muddy water.
On the shallow water I saw many dead shrimps.

14 novembre 2019

^^montagna: "L'EMOZIONE DELLA PRIMA NEVE"


Dopo un'ottobrata con temperature primaverili ed in alcuni giorni addirittura estive prolungata anche ai primi di novembre, il 5 a Pescara con 26° ho fatto il bagno al mare, finalmente arriva la prima neve ad imbiancare l'Appennino Abruzzese.
Scegliamo di salire per i 1500 metri di dislivello sulla vetta più alta del Massiccio della Majella per la rava della Giumemta Bianca.


In october and november there were still summer air temperatures, infact in those days I swam in the see.
Finally falls the first snow on the "Appennino Abruzzese", and we choose to climb on "Monte Amaro", the top peak of Majella Massif on the "Rava della Giumenta Bianca".



02 novembre 2019

--immersioni: "SECCA PARADISO"


Già mentre scendevamo a mezz'acqua seguendo la cima guida del pedagno che congiungeva la superficie al cappello della secca quaranta metri in basso, avevamo dovuto faticare non poco per rimontare una fastidiosa corrente da ovest, che diventava ancor più forte negli ultimi metri che avevamo da percorrere. Proprio in questa fase vedevo che la piccola zavorra di piombo del pedagno si spostava a balzelli sulla sabbia del fondo spinta dalla massa dell'acqua in movimento.
Solamente nuotando radenti le propaggini rocciose della secca gli effetti della corrente diminuivano a causa dell'attrito, fino a non sentirli quasi più quando c'infilavamo dietro scogli. Da quel momento abbiamo iniziato a gustarci la bellezza del sito che per tale motivo è stato chiamato Secca Paradiso.
Lasciandocela alla nostra sinistra abbiamo costeggiato una parete fittamente popolata di paramuricee che si accendevano di rossi e di gialli intensi quando investite dai nostri illuminatori.
Separato dal corpo principale da una larga fascia sabbiosa, a destra c'era un grosso e solitario scoglio anch'esso pieno di gorgonie.
Prossimo al punto più basso della nostra immersione ed adagiato sul chiaro della sabbia c'era un grande cavo arrotolato in spire circolari, forse caduto da qualche peschereccio.


We dived in a splendid underwater site called "Secca Paradiso", populated by numerous yellow and red gorgonians, but with strong currents both during the descent and during the ascent.


31 ottobre 2019

--immersioni: "IL PIGNO"


Prospicente la verde e folta pineta che caratterizza l'Isola di San Domino alle Tremiti, sul versante orientala proprio a sud di Cala Matano, ci sono la punta e la cala del Pigno, a ricordare appunto le pigne del bel bosco di sempreverdi, e di fronte a 300 metri al largo, l'omonima Secca.
Si effettua l'immersione prima scendendo sul cappello della secca, per poi lasciarsi andare giù sui contrafforti popolati di gorgonie gialle e rosse ed anche di alcuni rami di Gerardia Savaglia, il falso corallo nero.


In the underwater see on the front of the "Punta del Pigno", San Domino Island east coast in Tremiti Archipelago, 300 meters offshore there is an intersting dive site called "Secca del Pigno" with a lots of gorgonians and some branchs of yellow "Gerardia Savaglia"(Savalia savaglia), in Italy known like "false black coral".


27 ottobre 2019

--immersioni: "SECCA DI PUNTA SECCA"


E' sempre spettacolare il tuffo alla Secca di Punta Secca dell'Isola di Capraia alle Tremiti: Immersione con la "I" maiuscola della zona, un sito dove gli occhi possono vedere due archi sommersi che attraversano il massiccio roccioso da una parte all'altra.
Il più grande dei due ospita un esteso bosco di paramuricee che già dai 30 metri colonizza ogni anfratto.
Oggi sotto la volta siamo stati investiti da una forte corrente che ha fatto variare il nostro piano iniziale che prevedeva di scendere ancora oltre. Per riguadagnare i primi metri della risalita ci siamo dovuti aiutare anche con le mani aggrappandoci alle rocce.
Nella fase finale della decompressione sul cappello della secca a 7-8 metri, abbiamo incontrato barracuda che razzolavano in mezzo a fitti branchi di castagnole.


It's always spectacular to dive below the "Secca di Punta Secca" on San Domino Island In Tremiti Archipelago, where are two arches throu the rock and everywhere a lot of gorgonians.
Belowe the largest we found a strong courrent, and therefore we can't continue towards more hight deep like program. At cause of this, at the begine of the ascent we must cling us on the bottom rocks.
At about 7-8 meters depht, in decompression time we observe schools of barracudas.



20 ottobre 2019

^^montagna: "IACCETTO DI CAPO PEZZA"


Partendo dai 1450 metri di quota dei Piani di Pezza, appena usciti dal bosco e giunti ad un bivio, non indirizzarsi verso destra al Rifugio Sebastiani ma proseguire dritti per raggiungere poco dopo la zona detta Iaccetto di Capo Pezza, dove si trovano delle caratteristiche placche con belle e zigzaganti rigole d'erosione delle vie aperte da Vincenzo Abbate, a circa 1900 metri di quota, poste praticamente al centro del circolo glaciale formato dal Colle delle Trincere, Punta Trento, Colle dell'Orso, il Costone Orientle e le creste d'unione.
Il locale toponimo Iaccetto, ghiaccetto, è calzante in quanto la poca altezza dell'arco diurno del sole nella stagione invernale fa si che per diversi mesi questo settore non sia toccato dai suoi raggi, con conseguenti basse temperature che per lungo tempo fanno resistere gli accumuli nevosi.
Proprio per questo motivo nella nostra giornata d'arrampicata il sole ci ha scaldati solo per un'oretta, per il resto siamo stati alla più che fresca ombra di un 19 di ottobre.

Climbing on "Jaccetto Capo Pezza" in Velino Massif (Abruzzo), beautiful limestone rock plates with on many erosion grooves.



04 ottobre 2019

--immersioni: "SOLITUDO"


In questa solitaria immersione nel Lago di Castelgandolfo non ho visto nulla di particolare.
Un piatto fondale di scuro sedimento con pendenza poco marcata sul quale non c'è neanche un masso, a tratti imbiancato da un bianco strato dovuto ad emissioni di zolfo, in generale è poco appetibile per i sub.
Eppure per me con un suo fascino.


In this solitary dive in Lake Castelgandolfo I have seen only a muddy plain in the cold water, generally not intersting for divers, nevertheless with fashination for me.



30 settembre 2019

^^montagna: "CRESTA DEI FIORI"


Il 4 giugno 1995 Abbate e Lunari salgono per la prima volta sul Monte Tino (Serra di Celano), questa cresta da loro chiamata dei Fiori perchè in piena fioritura.
In una giornata di fine settembre soleggiata e con una leggera ventilazione che rendeva ideale la temperatura la ripetiamo trovandola bella anche senza fiori.


On June 4, 1995 Abbate and Lunari climb this ridge on "Serra di Celano/Monte Tino", and call it "Cresta dei Fiori" (Flowers Ridge), because full in flowers.
We climb this panoramic ridge, beautiful also without flowers.



23 settembre 2019

^^montagna: "MAI TARDI"


La via Ciai-Pasquali, sulla parete est del Corno Piccolo che esce poco sotto la sinistra orografica della Punta dei Due, è una di quelle tipiche del massiccio nelle quali gli apritori "GranSassiti" dell'epoca erano schiacciati da una sorta di complesso d'inferiorità nei riguardi dei colleghi che scalavano ed aprivano vie nello stesso periodo sulla catena delle Alpi. Questo fatto spesso li portò a sottostimare le loro esplorazioni su roccia su questo gruppo montuoso.
Dopo averla ripetuta in tutto tre volte posso affermare che in uscita nell'ultima sfilata di corda ci sono difficoltà fino al V° superiore, e non IV° superiore come riportato su varie relazioni.
In questa domenica di settembre abbiamo avuto una piacevole temperatura quando ci trovavamo al sole, mentre all'ombra decisamente il freddo si faceva sentire.
Questa via è stata aperta il 12 agosto 1941 da Omero Ciai, un diciottene soprannominato dagli amici "il lupo", e da Pasquali.
Ciai, nato a Roma il 7 luglio del 1923, studiava ingegneria quando allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruolò negli alpini con il grado di sottotenente. Dopo l'8 settembre del 1943 scelse di appoggiare le truppe di liberazione anglo-americane. Venne catturato dai tedeschi, deportato in Germania ed inquadrato nella divisione Monterosa della Repubblica Sociale (Repubblica di Salò,) che stava riorganizzandosi.
Quando la Monterosa fu fatta rientrare in Italia, Ciai con alcuni suoi uomini disertò ed iniziò la guerra partigiana con il nome di battaglia Mai Tardi". Combattè prima in Valle d'Aosta e Piemonte con le Brigate Garibaldi, e poi in Liguria dove divenne vicecomandante della Brigata Garibaldi Coduri, e quindi capo di stato maggiore della Brigata Dall'Orco.
Nel 1945 durante un rastrellamento tedesco venne catturato. Fu giustiziato il 22 gennaio 1945 a Sestri Levante (GE), con un colpo alla nuca dopo torture.
Il suo comportamento nella guerra di liberazione dell'Italia gli valse la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. L'Università La Sapienza di Roma gli ha conferito la laurea Honoris Causa in ingegneria.
Oggi una targa marmorea lo ricorda in Via dei Vascellari a Roma, dov'era la sua casa.


On the "Punta dei Due" east face in the "Corno Piccolo" (Gran Sasso Massif), the mountaineer route "Ciai-Pasquali" offers climbing difficulties of V°+/D, and not of IV° +, like relationed in some mountaineer guide books.
Omero Ciai, borned in Rome July 7, 1923 from his friends named "il lupo"/the wolf, was an university student when with his buddy Pasquali climbed it August 12, 1942.
In the II° World War Omero Ciai, after Semptember 8, 1943 was an italian partisan who fought against Germans troops in Italy. He was captured from them and, after torments, killed Jennuary 22, 1945.
In memory of his heroism Italy remembers him, first with the Military Gold Medal, and then with the Honoris Causa Universwity Degree in Rome University.
Rome, his city, remember him with a plate in "Via dei Vascellari".



18 settembre 2019

^^montagna: "Via S.U.C.A.I."

Paolo Consiglio, Marino Dall'Oglio, Luciano Sbarigia e Roul Beghè, membri della Sezione Universitaria del Club Alpino Italiano di Roma (S.U.C.A.I.), il 2 ottobre 1948 sull'assolata ed esposta parete est della Vetta Occidentale del Corno Grande salirono per la prima volta questa linea (IV°+/AD+/350 mt.).
L'orientamento alpinistico potrebbe risultare non semplice se, non conoscendo la zona, prima d'iniziare la scalata non si ha l'accortezza di osservare con attenzione da una certa distanza (dal bivacco A.Bafile), la placconata dove si snoda la via che ne incrocia altre di maggiori difficoltà.
L'ultima volta per me fu circa una decina d'anni fa, ed allora mi decido di ripeterla.


Climbing on S.U.C.A.I. (IV°+/AD+/350 meters), east face of "Corno Grande" West Peak in "Gran Sasso" massif.



10 settembre 2019

--immersioni: "EVERY BREATH YOU TAKE"


Attento ed emozionato molto più di te,
osservo ogni tuo respiro:
le bolle argentate che uscendo dal tuo autorespiratore,
ingrandendosi e moltiplicandosi risalgono su.


I'm very careful and excited more than you, while I observe your air bubbles every breathe you take.



01 settembre 2019

^^montagna: "CIMON DELLA PALA"


"Perchè ciò che sopra ogni cosa
ci è caro cercare là in alto,
non è l'orgoglio e la gloria,
ma la bellezza e la gioia."

Antonio Berti - autunno 1956


Nelle gruppo delle Pale di San Martino di Castrozza (TN), la NORMALE AL CIMON DELLA PALA di 3184 mt
detto anche il Cervino delle Dolomiti, è una bella via alpinistica che sale su una montagna a dir poco magnifica!
Sebbene dal punto di vista tecnico si affrontano passaggi al massimo fino al III° grado, complessivamente l'ascensione risulta essere impegnativa/AD. Ci siamo mossi infatti sempre con la costante accortezza sapendo di posare mani e piedi su di un terreno delicato, con ghiaia, roccia poco solida, fessurazioni vecchie e nuove, testimonianze dell'eterno e costante lavorio erosivo dei rigidi agenti atmosferici dell'alta montagna.
Giovedì 29 agosto siamo partiti alle 8 e 10 con la prima corsa degli impianti di Colverde ed in breve abbiamo così raggiunto la stazione superiore a 2700 metri circa. Pochi minuti dopo siamo entrati nel vicinissimo Rifugio Pedrotti per chiedere se c'erano eventualmente posti per la notte.
Tutto completo, allora al rientro dalla vetta programmiamo di rimanere in quota nel piccolo ed accogliente "Bivacco Fiamme Gialle", copia identica del Bivacco Bafile al Gran Sasso d'Italia, pernotto preventivato in fase di programmazione.
Con sulla schiena gli zaini sovraccarichi delle riserve d'acqua abbiamo iniziato l'avvicinamento. Abbiamo così guadagnato il vicino Passo Bettega che ci ha immesso nella bella valle morenica detta Dei Cantoni nella quale, prima perdendo un po' quota e poi risalendola tutta su sentiero tra pietre, tratti più ripidi attrezzati con corde fisse e sparute macchie di neve residua, siamo arrivati al Passo di Travignolo (2950 mt), sovrastante l'omonimo ghiacciaio sul versante opposto a quello di salita. Da qui con un non lungo traverso ascendente a sinistra, in due ore siamo arrivati al Bivacco a 3005 metri.
Il tempo di occupare le brande con gli zaini che non abbiamo portato nella scalata, bere, mangiare qualcosa, preparare il materiale e siamo andati verso il Cimon della Pala.
Su ghiaione di tutte le dimensioni abbiamo raggiunto il bordo sotto la spalla del Cimone. Poi per una non difficile ma aerea crestina che ci ha condotto su di una sella dalla quale, scendendo con passi esposti/II°, siamo arrivati ad un caratteristico e basso buco della roccia detto "Bus del Gat", che abbiamo dovuto scalare/II° al suo interno sul pavimento terroso, per uscirne con passi appunto di gatto a quattro zampe.
Immediatamente dopo eravamo alla base di un incassato canale con alcune rocce verdastri, non ripidissimo ma franoso e scivoloso che con cautela abbiamo risalito tutto sino al forcellino che in basso delimita la Torre Grohmann.
Da qui ci siamo legati, ed in sette sfilate di corda abbiamo raggiunto la croce sul Cimon della Pala, non prima di aver percorso alla fine diversi metri in saliscendi di cresta terrosa.
Stavolta abbiamo posticipato la nostra caciara per la vetta raggiunta. Il tempo grigio e nebbioso delle ultime ore infatti si era trasformato in concrete gocce d'acqua. A parte però il bagnato dal quale ci siamo riparati, dai nuvoloni scuri udivamo vicini dei tuoni che ci hanno fatto velocizzare.
Allora con otto corde doppie sulla via di salita abbiamo manovrato con accortezza, fino a ritrovarci fuori dalle difficoltà alpinistiche con il temporale che intanto s'era allontanato, meglio così.
Le ore rimaste fino al calar della notte sono state nel Bivacco Fiamme Gialle alla luce delle lampade frontali. Chiacchiere, risate, panini, cioccolata, frutta secca, biscotti e birra. Poi, al termine dell'intensa giornata con la stanchezza che iniziava a farsi sentire, è arrivato il sonno mentre la pioggia picchiettava sul tetto metallico del ricovero.
Venerdì 30 agosto alle sette del mattino, serrata la porta del bivacco siamo scesi verso la funivia.
Una volta arrivati, prima di imbarcarci e sgravati degli zaini, veloci siamo saliti alla vicinissima cima Rosetta (2743 mt), dalla quale si gode un vasto panorama sulla vallata di San Martino di Castrozza e sul magnifico Cimon della Pala.



"Because the thing that up there is important to look for,
is not the pride and the glory,
but the beauty and the joy."

Antonio Berti -1956 autumn


In Dolomities/"Pale di San Martino di Castrozza", we climb on Normal Route (III°/AD-) on "Cimon della Pala"/3184 meters.
On thursday august 9, at ten past eight a.m. we started on "Colverde" cableway.
We passed at "Rosetta" Refuge and then we reached the "Bettega" Pass. From this point we entered in the large and long moraine valley "Dei Cantoni" that we climbed on steep path, fixed ropes and hard snow spots up to the "Travignolo" Pass at 2950, and to the "Fiamme Gialle" Bivouac/3005 metrs a.s.l.
After a bit rest, we went towards the "Cimone della Pala" hight section.
On gravel, a ridge and some steps/II° in descent we reached the "Bus del Gat", a little hole in the rocks to climb like cats.
Then we went up in a slipery steep gully with some green rocks, up to the base of the Grohmann Tower.
From here, in seven ropes pitches (IV°) and at the end on several slipery meters we went up to the top of the "Cimon della Pala".
Dark clouds, drops of rain and thunders were around us, so we decided to leave fastly the top descending with eight rappel down along the same route of the ascent.
In the "Fiamme Gialle" Bivouac, we spent the end of the day drinking, eating and joking, and then very tireds, sleeping.
In the early morning of the day after we descended towards the cableway but, before to go on this, we fastly climbed the nearby "Cima Rosetta"/2743 meters.



23 agosto 2019

^^montagna: "SPAZZACAMINI"


Al bel fresco della parete nord del Corno Piccolo, saliamo come spazzacamini una caratteristica e stretta struttura rocciosa della via Marco Florio.

At the fresh air of the "Corno Piccolo" north wall, like chimney sweeps we climb on the "Marco Florio" route.

18 agosto 2019

--immersioni: "BURBERA ACCOGLIENZA"




Al solito sulle sponde all'aria il bel Lago di Scanno in questa domenica di pieno solleone ci ha accolti con il suo paesaggio da cartolina che tantissimi turisti attrae proprio in questi giorni di vacanza.
Lo stesso lago non ha mancato però di mostrare il suo burbero carattere: sott'acqua ci ha accolti con un bel salto in basso di sedici gradi di temperatura dell'acqua (22° in superficie e 6° in profondità), ed una fangosa visibilità a tratti anche nulla.


In these august vacation days, at the air the Lake Scanno offers relaxing atmospheres and bucolic panoramics.
Underwater instead it becames very inhospitable and shows us its gruff character with a very bad visibility and cold water of 6°C on the bottom.
In short, it always has a double personality.

13 agosto 2019

--immersioni: "SCOGLIO DELLA BOTTE"




Partiti da San Felice Circeo (LT), in una caldissima ed umida giornata d'agosto abbiamo navigato per circa 21 miglia nautiche per raggiungere lo Scoglio della Botte, un piccolo monolito che solitario sbuca fuori nelle acque delle isole Pontine, transitando vicini l'isola di Zannone con sullo sfondo la più estesa Ponza.
Fino al 1974 questo isolotto roccioso era usato come bersaglio dalla Marina Militare per esercitazioni di tiri d'artiglieria, tant'è che durante l'immersione in un tratto sabbioso abbiamo anche notato l'ogiva di un proiettile sprofondata in mare (al minuto 2 e 18 secondi del "filmetto").
Il fondale che abbiamo esplorato in circuito chiuso (73 mt./105min.), è davvero unico ed interessante perchè i pendii sommersi di un versante dello scoglio, sprofondano giù con pareti verticali e gigantesche rocce in un'acqua che abbiamo avuto la fortuna di trovare straordinariamente limpida. Il nostro tuffo è stato ulteriormente arricchito incontrando alla massima profondità da noi toccata una piccola e bianchissima colonia di Corallo Nero (antipathella subpinnata), mentre alle quote della decompressione l'alga Cystoseira, caratterizzata da piccole appendici sferiche, colonizzava ogni anfratto.


In a very hot and umid day, from San Felice Circeo sailing for 21 nautic miles we reach the "Scoglio della Botte/Barrel Rock" in the Pontino Archipelago (Tirrenian Sea).
Until 1974 this little and isolated rock in the sea was used from Italian Navy, it was the target of gunners shots of the battle ships. During our dive in fact we have seen an ogive lost on the bottom (min. 2:18 of the video).
It's a very interesting dive site with its vertical walls, furthermore we also have seen at the maximum depth a branch of Mediterranean Black Coral (antipathella subpinnata), that is named black but instead it's completly white like snow. The algae Cystoseira was everywhere on the decompression depth.

12 agosto 2019

^^montagna: "DIEDROLOGIA APPLICATA"


Scalata sulle assolate Fiamme di Pietra del Corno Piccolo per un "atletico" diedro che sconti non concede, e successiva salita alla Punta dei Due.

Climbing at the "Fiamme di Pietra del Corno Piccolo" in the Gran Sasso Massif on a dihedral that gives nothing away, and then we end on the "Punta dei Due".


09 agosto 2019

^^montagna: "TAMAR(r)A E LA POCHETTE"


Ci sono alpinisti che sono ricordati per le loro gesta ed imprese.
Altri ai quali sono state dedicate cime, creste e vette.
Altri ancora che hanno dato nomi a manovre di corda, movimenti, rifugi e bivacchi.
Però nessuno per una stilosissima ...pochette !

There are mountaineers famous for their climbing.
Other for their rope maneuvers.
To other have been dedicated peaks, gullies, refuges ad bivouacs.
But nobody for a ... trendy "pochette"!


03 agosto 2019

^^montagna: "VIA PINELLI-RAMORINO"




Per la seconda volta dopo quattro anni (agosto 2015 su questo sito), ripetiamo la Pinelli-Ramorino, storica via alpinistica che risale il pronunciato pilastro che separa il Canale Sivitilli dal Canalone Haas-Acitelli, sul versante sud della Vetta Orientale del Corno Grande nel Gran Sasso d'Italia.
Questa giornata di montagna va divisa in tre parti.

Avvicinamento, che abbiamo iniziato proprio alle spalle della piccola costruzione in lamiera rossa del bivacco Bafile. Come buongiorno ci ha proposto un tratto lungo un centinaio di metri di sviluppo di alpinismo orizzontale, su una naturale linea della parete che per i piedi forma un'esilissima cengia cosparsa di sfasciumi la quale oltrepassa un paio di canali, che precipitano verso il basso, ed uno spigolo. Superato quindi un caratteristico intaglio, abbiamo attraversato prima per sfasciumi di roccia e poi per ripide erbe il canale Haas-Acitelli. Questo sarà l'unico pezzo dove, sempre però con la massima attenzione, ci si può permettere di camminare con sotto e sopra gli occhi un gran caos di rocce e precipizi, prima di arrivare ad un erboso pulpito dal quale con una breve doppia di una decina di metri che supera un roccione strapiombante, ci siamo calati nel sottostante canale Sivitilli. Risaliti per qualche metro, siamo arrivati all'attacco della Pinelli-Ramorino proprio alla base del pilastro dove abbiamo riposato ed anche bevuto, perchè intanto il sole, che ci ha fatto sentire il suo forte calore per il resto della giornata, s'era alzato.

Scalata del pilastro. Anche in questa nostra seconda ripetizione volutamente ci siamo discostati dalle varie relazioni che descrivono la linea di salita più a destra di quella fatta da noi, che invece si snoda tenendosi costantemente solo a due o al massimo tre metri e non di più poco a destra (nel senso di salita) del filo di cresta del pilastro, in modo da avere quasi sempre a vista il Canalone Haas-Acitelli al suo lato. Così l'arrampicata risulta praticamente verticale con roccia quasi sempre buona, con un secondo bellissimo tiro in camino. Ho anche riconosciuto e superato la zona che mi è rimasta in mente nell'ascensione del 2015, quando una cordata sopra di noi fece cadere un sasso che con forza mi ha colpito sul casco.
Sul pilastro la via sfila 5 tiri di corda; le soste sono da attrezzare, tranne la seconda con tre chiodi e quella d'uscita con fettuccia su blocco. Tranne un chiodo trovato, tutta la via è da proteggere. Abbiamo usato molto i friends.


Parte appoggiata del pilastro. Per giungere al termine di questo c'erano ancora da percorrere un centinaio di metri di sviluppo sui quali al massimo abbiamo superato difficoltà di II° grado, ma su un terreno di rocce instabili e totalmente trite dal ghiaccio invernale. In conserva e sempre con almeno una protezione intermedia tra noi, a corda corta siamo andati.
Prima su sfasciumi ripidi ad uno stretto forcellino visibile dall'ultima sosta.
Poi ad un grande buco nella parete che forma una finestra lasciandocelo a sinistra, seguito da una delicata discesa di qualche metro ed aggirare ancora a mancina il cocuzzolo tondeggiante del pilastro che su una sella poco dopo si spegne sulla cresta principale.
Da quel punto in poi, fuori dalle difficoltà alpinistiche, abbiamo potuto riporre le corde e camminando sempre in esposizione ed appena sul lato sinistro della cresta. Oramai in vista della Vetta Orientale siamo sbucati ad incrociare i bolli del sentiero dove finalmente ci siamo potuti sedere a riposare e stappare la lattina di birra.
Ripartiti, per tracce di sentiero abbiamo perso quota fino al Calderone, purtroppo a secco di neve, con successiva risalita al Passo del Cannone, quindi Sella del Brecciaio, Sella di Monte Aquila, Piazzale dell'Albergo dove smettiamo di camminare. Poi in macchina fino a Castel del Monte con sosta al bar.


For the second time we climb the "Pinelli-Ramorino" mountaineering route (the first in august 2015 on this site), on the pillar between the Sivitilli Gully and Haas-Acitelli Gully, on the south face of the "Vetta Orientale del Corno Grande", a remote area in the Gran Sasso Massif.
This mountain day mast be dived into three parts.

The Approach:
it starts behind the little red Bafile Bivouac, and longly continues in horizontal with ropes pitches, taking care on a very exposed e steep ground, with a rappel down at its end.

Climbing on the pillar:
in a wild mountain enviroment, with five ropes pitches.
Also in this our repetition we climb near the edge of the pillar, that was always at some meters on our left side.
I also see again the point where in the climbing of the 2015, a stone hit me on the elmet.
On this rout we have found only a rock nail. For the rest we have protected us using friends, nuts and little ropes.

The horizontal and hight zone of the pillar:
where with calm we moved us at maximum on II° mountaineering difficulties, but always on a bad quality rocks, up to its end near the "Vetta Orientale" peak, where finally we can sit after several hours of phisical and mental work.
After the not long but deserved rest, we go down for the Calderone Glacier, unfortunately this year without snow, the "Passo del Cannone", the "Sella del Brecciaio", the "Sella di Monte Aquila" and at the "Piazzale di Campo Imperatore", where we end to walk. Then by car we reach a pub in Castel del Monte.

23 luglio 2019

^^montagna: "CAMPANILE LIVIA GARBRECHT"




Salita par la variante Gigi Mario della Via dei Triestini, al campanile Livia delle Fiamme di Pietra al Corno Piccolo.

Gran Sasso Massif, "Corno Piccolo", "Fiamme di Pietra", "Campanile Livia":
climbing on the mountaineer route "Via dei Triestini" for the variant "Gigi Mario".

15 luglio 2019

--immersioni: "CLEAR WATER"




Nonostante la bassa profondità, il piccolo lago sorgivo di Posta Fibreno (FR), offre sempre acqua con una limpidezza unica dove si ha la sensazione di stare sospesi in un ambiente sommerso molto luminoso e con dominante blu, raro da trovare.

Despite the shallow bottom, about 15 meters depht, the Posta Fibreno spring lake offers an unique clear and blue water, where the diver moves him as if he were flying.

08 luglio 2019

^^montagna: "LA VIRGOLA"





Concatenando la sezione bassa della via Sivitilli-Giancola-Fantoni-Modena con la via della Virgola, che fedelmente segue l'inconfondibile e caratteristica fessura/camino che le dà il nome, praticamente ne viene fuori una bella scalata su tutta la parete nord della prima spalla del Corno Piccolo, dai prati fin sul filo della cresta.
L'esposizione a settentrione e l'ombra in questa parte della montagna hanno stemperato quel gran caldo sentito di primo mattino durante l'avvicinamento.


Interesting concatenation of two mountaineer routes, "Sivitilli-Giancola-Fantoni-Modena" and "Via deela Virgola" up to the upper ridge of the "Prima Spalla del Corno Piccolo" north face.

04 luglio 2019

--immersioni: "IL MUCCHIO BIANCO"


In località Favazzina di Scilla (RC), dalla Secca dei Francesi il picco roccioso la cui sommità si eleva a più di 40 metri di profondità, mi sono lasciato andare giù dai suoi contrafforti attraversando una fitta ed estesa colonia di corallo nero (Antipathes subpinnata/Antipatella subpinnata), che contrariamente a quanto farebbe pensare il nome imbianca il panorama blu con i suoi vaporosi e sottili rametti. Di nero, effettivamente, ha solamente lo scheletro visibile quando l'organismo è morto e secco.
Ho trascorso tutto il tempo di fondo vagando dentro questo insolito bosco sommerso fin quando iniziando a tornar su me lo sono lasciato in basso tra le pinne per riguadagnare il cocuzzolo del pinnacolo. In questa fase ho incontrato scorfani e murene.
Staccandomi dalla vetta, prima in libera e successivamente sul filo del mio pedagno lanciato ho completato l'ascesa fino alla superficie dove Franco mi recuperava (75mt per 110 min. in E.C.C.R.).
Non è inutile, anzi, sottolineare e mai dimenticare il fatto che le immersioni nello Stretto di Messina vanno effettuate solo ed esclusivamente in calma assoluta di corrente che da queste parti ciclicamente compie un andirivieni da nord a sud e viceversa, spostando immense masse d'acqua che per il sub diventano assolutamente impensabili da contrastare.


Splendid deep dive (75 meters/110 minutes/e.c.c.r.) on the "Secca dei Francesi/ Shoal of the French", in "Favazzina di Scilla(RC) locality, where is an extended and beautiful colony of "Corallo Nero del Mediterraneo/Mediterranean Black Coral" (Antipathes subpinnata/Antipatella subpinnata), that despite its name is completly white.
In this sea area, as in all the Strait of Messina, for dive safety is very important consult the Current Table.


02 luglio 2019

--immersioni: "SOTTO LA MONTAGNA"


La Montagna di Scilla (RC), sito d'immersione raggiungibile anche da terra, è un gigantesco monolito roccioso ammantato di un intricato sottobosco di bellissime paramuricee gialle e rosse, la cui base è appoggiata a circa quaranta metri.
Con l'apparato a circuito chiuso sono sceso fino ad 85 metri, grosso modo la quota delle più basse propaggini rocciose "Sotto la Montagna", potendo ancora ammirare lo spettacolo delle gorgonie che mi hanno sempre accompagnato praticamente fino alla massima profondità da me raggiunta.


Splendid dive under the Scilla Mountain, a big submerged rock where is an extended colony of yellow and red sea fans.
They were also at the base of the cliff at 85 meters, my maximum depht in this dive.



30 giugno 2019

--immersioni: "DISCESA SULLO SCALONE"


Profonda discesa ad 81 metri in circuito chiuso al così detto Scalone, poco a nord dello Stretto di Messina, la bastionata rocciosa sommersa lunga poco meno di due miglia nautiche, il cui più elevato gradino ad una ventina di metri forma un netto taglio che dalle verdi praterie di posidonia cade giù verticale, seguito poi da una serie di salti e pareti calcaree ricche di vita, i gradoni dello Scalone.


Deep dive (81 meters /e.c.c.r.) on the "Scalone", just north of the Strait of Messina, a long submerged cliff characterized from big steps towards the blue.



16 giugno 2019

^^montagna: "VIA DEI GASTEROPODI"


Poco prima di entrare nello splendido Vallone di Santo Spirito a Fara San Martino (CH), osservando sulla destra si notano delle inclinate stratificazioni calcaree che vanno a formare degli speroni. Su di uno di questi c'è la via dei Gasteropodi che si snoda su di un'aerea cresta.
Per cercare di evitare il gran caldo esploso di colpo, attacchiamo di mattina presto aiutati anche dal fatto che il cielo coperto ci ha donato anche qualche tuono e un po' di goccioloni di pioggia.
Terminata la scalata ed appena iniziate le tre doppie di discesa (60mt/35mt/50mt), delle quali l'ultima con un tratto di una decina di metri nel vuoto, le nuvole sgomberavano il cielo lasciandolo tutto all'implacabile sole che con il suo calore ci ha bolliti per bene nel nostro sudore.
Arrivati giù l'unica cosa da fare per rinfrescarci era di tuffarci nelle fredde acque della sorgente Del Verde.


In Fara San Martino, Majella Massif, shortly before the beautiful "Vallone di Santo Spirito", on right there is the "Cima della Stretta" ridge.
On its limestone stratifications there is the mountaineer route "Via dei Gasteropodi", that we climb in the first summer hot day.
With three rappels down (60, 35, 50 meters) we went to tha base, then to refresh us we have had a dive in the cold water of the "Del Verde" source.



15 giugno 2019

--immersioni: "E TI VENGO A CERCARE"


Discesa fino ad 85 metri sul versante nord dell'Isola di Capraia alle Tremiti, per tornare nuovamente dopo tanto tempo sul relitto di un motopeschereccio.
L'acqua era limpida fino a circa 65 metri poi una spessa nuvola di sospensione mi offriva al massimo 2 metri davanti alla maschera. Quindi in queste condizioni il piccolo relitto risultava non facilmente rintracciabile e probabilmente, chissà, ci sono passato accanto ad una decina di metri senza verederlo.
Comunque sia andata per me ne è valsa sempre la pena. Ringrazio la Ciurma del Tremiti Diving Center che con puro spirito di Amicizia ci scorrazza a nostro piacimento in questi vagabondaggi sommersi.


Descent up to 85 meters deep to found the wreck of a fishing-boat on the north coast of Capraia Island in Tremiti Archipelago in the middle Adriatic Sea.
Up to 65 meters i move myself in good visibility, beyond muddy water with two meters in the front of my mask.
In this conditions is very difficult to found the little wreck, in fact probabily I have passed near the fishing-boat, but i haven't seen it.
However, wreck or not wreck, for me has been a nice exploration dive, and I thank you the Friends of the "Tremiti Diving Center" crew for them usually courtesy and availability.



09 giugno 2019

^^montagna: "CRESTA OVEST DELLA SERRA DI CELANO"


La netta ed inconfondibile Cresta Ovest della Serra di Celano (monte Tino 1923 mt), sebbene alterni tratti di roccia a tratti erbosi, è sempre molto aerea, panoramica ed esposta. Per questo motivo l'abbiamo scalata in conserva protetta, ed in alcuni brevi pezzi con la classica progressione.
La bellezza della linea e dell'ambiente, accoppiati all'affiatamento della cordata ha fatto si che alla fine ne venisse fuori una bella e svagante giornata di montagna.


Climbing on the aereal and panoramic "Serra di Celano" West Ridge. Although with some stretch of grasses, it's really fun.


07 giugno 2019

--immersioni: "AGLI ARCHI"


Grazie all'assistenza, e soprattutto all'estrema disponibilità degli Amici della Ciurma del "TREMITI DIVING CENTER", in una giornata infrasettimanale abbiamo potuto ripetere con grande soddisfazione quella che è considerata non una delle immersioni delle Isole Tremiti, ma l'Immersione.
Gli Archi sono due passaggi, uno basso a stretto ed un altro alto sotto una grande volta, che attraversano da parte a parte un pronunciato costolone roccioso sommerso, la cui sommità a sei metri di profondità non è altro che il cappello della secca di Punta Secca dell'Isola di Capraia. Tutt'intorno un'estesa e spettacolare colonia di Gorgonie gialle e rosse.


Thanks to Tremiti Diving Center, in a midweek we can repeate not a dive of the Tremiti Archipelago, but the best.
The Arches are two passage trought a submerged spur: one little and short, and the other one very hight and large. Around everywhere an extend and splendid colorful colony of red and yellow gorgonias (Paramuricea Clavata).



--immersioni: "SOMMO PERTUSO"


Da San Felice Circeo su di un gommone navighiamo in direzione delle Isole Pontine per 13 miglia nautiche, raggiungendo il sito sommerso del Sommo Pertuso situato ad una cinquantina di metri dal pelo dell'acqua, le cui propaggini più fonde abbondantemente superano i 100.
In immersione attraversiamo un caratteristico buco nella roccia, il Pertuso, che forma un arco sulla cui volta ci sono un gran numero di belle spugne gialle.
Con gli apparati a circuito chiuso tra gorgonie, stelle pentagono, astrospartus ed altra vita marina tipica del coralligeno Mediterraneo, continuiamo fino a 75 metri.
Nel rientro fino alla linea di discesa/risalita, nuotiamo contro una lieve bava di corrente, poi la lunga decompressione.


From San Felice Circeo on a dinghy we navigate towards the Pontine Islands in the middle Tirrenian Sea, and after 13 nautic miles we reach the dive site named "Sommo Pertuso".
It's a splendid submergerd arch at about 50 meters depht, all covered of yellow sponges. After this passage we continue up to 75 meters.
In the return we swim against a bland courrent, then the long decompression.



12 maggio 2019

^^montagna: "R.D.V."


Sui monti d'Abruzzo, arrivati quasi alla metà di maggio, ancora freddo e neve.
Ottime condizioni per lo scialpinismo, ed allora decidiamo di effettuare un'uscita sulla Majella. Salgo da solo per il Canale Inetrmedio, e poi con gli amici scendiamo assieme per la Rava della Vespa.


In the middle of May, on Abruzzo mountains still snow and cold, therefore we decide to go on Majella Massif.
I alone climb on the "Canale Intermedio", while my friends are in the "Rava del Ferro".
Then togheter we descent skiing on the Rava della Vespa.


08 maggio 2019

--immersioni: "L'ANGUILLA"


Durante la discesa nelle acque del Lago di Castelgandolfo, a circa 40 metri illumino con la torcia subacquea due anguille.
Una fugge via mentre l'altra continua a nuotar verso il fondo. Decido di seguirla e così la posso osservare per un lungo tratto mentre lenta e per nulla infastidita dalla mia presenza procede ondeggiando il suo lungo corpo a non più di un centimetro dal fondo, non sollevando il minimo sbuffo di limo.
A 70 metri arriviamo ad un bivio: lei o lui continua la sua discesa ed io la risalita.


During a my dive in Lake Castelgandolfo, at about 40 meters depht I meet two eels. When them see me one fastly run away, while the other one very calm swims snakes towards the bottom.
We go togheter up to 70 meters depht. Then it continues its descent, while I became my ascent.



30 aprile 2019

^^montagna: "CANALONE EST ALL' ACQUAVIVA"


Con la scalata in condizioni invernali al Canalone Est del Monte Acquaviva (2737 metri), abbiamo fatto un vero e proprio "viaggio" durato due giorni in un angolo remoto della Majella.
Chi decide di venire a scalare da queste parti lo fa sicuramente non per cercare l'estetica nelle difficoltà tecniche dei singoli passaggi, ma per vivere un'immersione totale di alpinismo esplorativo.
Dai circa 800 metri di quota della base dell'incassato Vallone di Palombaro (tra salita e discesa supereremo in totale più di 4000 metri di dislivello), stracarichi oltre che del normale equipaggiamento da scalata anche del necessario per rimanere fuori due giorni, siamo partiti alle 10 e mezza della mattina per risalirlo tutto ed arrivare all'accogliente Rifugio Martellese (2034 mt), dove abbiamo trascorso il resto della giornata accendendo il fuoco del camino, cucinando, e la notte appisolandoci sui tavolacci in legno delle brande a castello.
Per primo come d'abitudine, che era ancora scuro ho aperto gli occhi ed ho dato la sveglia a Fausto e Marcello, quindi al sorgere del sole ci siamo mossi per iniziare l'avvicinamento alla parete di nord-est del Monte Acquaviva.
Abbiamo così prima rimontato il Monte Martellese (2259 mt), quindi siamo scesi alla caratteristica sella della Carrozza (circa 2150 mt.) naturale spartiacque tra la Valle dell'Inferno e la Val Forcone, per poi immetterci nella parte alta di quest'ultima che abbiamo costeggiato fino ad arrivare all'attacco della via.
A dir la verità il programma iniziale era quello di scalare il Canalone Claudia, però una volta arrivati e constatato che un suo tratto era a secco di neve ci siamo decisi per il vicino Canalone Est, o Via del Nevaio, superando proprio all'attacco l'unico tratto scoperto con passi di II° su rocce sparse ed erbe, seguiti poi dalla continuità del manto fino all'uscita che, su neve durissima, abbiamo variato alla nostra sinistra per una goulotte più pendente. Al termine delle difficoltà è seguito il rimonto sulla lunga e tondeggiante cupola sommitale dell'Acquaviva. Con la pesantezza delle gambe che iniziava a farsi sentire a noi pareva allungata ancor di più.
Nonostante poi i 33 centilitri di birra contenuti nella lattina siano stati davvero pochini per dissetare le nostre gole prosciugate, sono comunque bastati per fare la solita caciara di soddisfazione.
La parte finale è stata poi la lunghissima discesa, con tappa al rifugio per recuperare i sacchi a pelo. A valle giungevamo stanchissimi ma gratificati.
La discreta e continua presenza dei camosci, i veri padroni di questi monti, ci ha fatto compagnia in questi due giorni immersi nella Majella.

With the climbing in winter condition on a East Gully of Acquaviva in the Majella Massif, we have had a real immersion during two days into a far and wild corner of this mountain in Abruzzo.
Who wants to climb here, does it not for the single technical mountaineering steps but for a full immersion in an exploratory mountaineering.
From the base of the Palombaro Gully at about 800 meters a.s.l. (from ascent and descent we go on more then 4000 meters of altitude difference), we start at half past ten a.m. with in the backpak the equipments not only to climb but also to sleep end eat.
So in this narrow and spectacular gully between hight rocks and walls, we reach the simple but welcoming Martellese Refuge (2034 meters a.s.l.), where we spend the rest of the day in the front of its fireplace.
In the early morning of the next day, at the sun rise we start towards our mountaineering target. So we go on the Martellese Mountain (2259 meters a.s.l.), the "Carrozza" pass between the "Valle dell'Inferno" and the "Val Forcone", and we reach the base of the mountaineering winter route.
We wanted to climb the Claudia Gully, but it was with several steps in dry of snow, and therefore we decide to go on the East Gully or "Via del Nevaio".
Only at the beginning of this we go on the unique stretch without snow of the route overcoming rocks with some steps of II° (U.I.A.A.), then we have had a splendid and long climbing into gullies, on perfect snow for ice-axes and crampons up to Monte Acquaviva at 2737 a.s.l., where we have had a bit rest drinking beer.
In the very, very long and tiring descent, the chamoises, the real kings of the climbing and the mountain looked at us.



22 aprile 2019

^^montagna: "VALLONE BIANCO"


Il Vallone Bianco è un inciso canale che dalla vetta del Monte Porrara (2136 mt) scende dritto in direzione ovest fino ai 1200 metri di quota dove incrocia la strada che congiunge Campo di Giove a Rivisondoli.
Durante l'inverno, spesso le valanghe che partono proprio dalle creste sommitali spazzano con la loro forza l'intero versante giungendo non di rado fino alla strada che per motivi di sicurezza viene interdetta al transito.
Per effettuare quindi una scialpinistica in questa zona, bisogna assolutamente attendere che le cornici nevose sommitali siano cadute giù ed avere la certezza che tutto il pendio sia ben assestato.
Queste sono state le condizioni che abbiamo trovato nell'uscita al Vallone Bianco (scialpinisticamente classificato B.S.A.), per il quale siamo saliti e scesi.


The Vallone Bianco is a gully that from 1200 meters a.s.l. on the road between Campo di Giove and Rivisondoli goes streight up to Monte Porrara at 2136 meters a.s.l., on its west side.
In winter often in this gully there are avalanches, therefore for safety the road is interrupted at the circulation, and only in spring whit not more large masses and cornices of snow on the top, is possible climb and ski on it.
These are the conditions we found.


21 aprile 2019

--immersioni: "IL ROSPO"


Nel Lago di Bracciano una piccola statua di rospo è stata posizionata alla batimetrica dei 53 metri, sulla spiaggia prospicente la località di Trevignano Romano.
Dato che i fondali di questo specchio d'acqua degradano in maniera lieve, raggiungere il batrace partendo dalla spiaggia fa diventare la faccenda da non sottovalutare per ciò che concerne i tempi di permanenza alla massima quota, la relativa decompressione e le scorte di gas.
L'acqua aveva una visibilità più che discreta e con temperatura di una quindicina di gradi in superficie, rispetto alla decina del fondo. Ho incontrato poggiati sul fango anche una paio di lucci ai quali, grazie alla silenziosità dell'apparato a circuito chiuso, sono riuscito ad avvicinarmi molto.


In the Lake Bracciano below the Trevignano shore, at 53 meters depht there is a little sculpture of a toad, but at cause of the light slope of the bottom, to reach it the diver mast to swim for several minutes with importants hight gas consumptions and decompressions.
In my dive I found water with sufficent visibility, and in this condition after the sculpture I approached near two pikes, thanks the silent without bubbles of mine closed circuit rebreather.

12 aprile 2019

--immersioni: "SUBDIVAGANDO"


Libere divagazioni sommerse.

Free submerged digressions.


07 aprile 2019

^^montagna: "INVERNALE (o primaverile?) SUL PIZZO CEFALONE"


Il programma era di andare a scalare sulla vetta occidentale del Corno Grande. Durante l'avvicinamento alla sella di Monte Aquila, però gli importanti accumuli di neve ventata caduta il giorno precedente e non coesa con il manto già assestato mi facevano scegliere di variare l'obiettivo, indirizzandoci al Pizzo Cefalone/2533 mt.
Nel lungo e panoramico saliscendi di cresta, abbiamo riguadagnato prima il rifugio Duca degli Abruzzi e poi la base rocciosa della nostra meta, che abbiamo raggiunta cercando decise rampe di neve dura in un panorama di rocce ricoperte di galaverna.


In the Gran Sasso Massif, our initial target was climb up to the Corno Grande on its south face.
But during the approach at cause of the imponent fresh snow drifts not cohesive with the old snow, real avalanches danger, I changed heading us to Pizzo Cefalone/2533 meters a.s.l.
In the long and very panoramic ridge route, we reached The Duca degli Abruzzi Refuge and then the Pizzo Cefalone top, looking for gullies and slopes with hard snow good for crampons and ace-axes.



31 marzo 2019

^^montagna: "VIA STORICA ALLA META"


Nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ascensione invernale per la parete nord-est del Monte Meta (2242 mt) sulla Via Storica, che iniziando poco prima di un netto costolone roccioso, a metà ed a sinistra del Canalone Centrale, su costanti pendenze finisce poco distante della croce di vetta.
Su tutta la linea abbiamo trovato neve portante ed in ottima condizione per gli attrezzi, tranne immediatamente dopo l'inizio del terzo tiro quando, appena ripartiti dalla sosta, abbiamo dovuto superare un tratto di rocce poco proteggibili ed a secco, passi di III°.
Un ripido muro è stato l'ultimo ostacolo da svalicare prima di uscire dalle difficoltà sulla cresta sotto la cima.


In the Abruzzo, Lazio e Molise National Park, on costant slopes/50° we climb on tne winter mountaineering route called Via Storica, on the Monte Meta/2242 metrs a.s.l. north-east face, situated at the left and in the middle of its Canalone Centrale.
In this climbing we have hade good snow condition for the snow-tools, and only at the start of the third rope pitch we overcome several meters in dry of snow, III° on rock with little protections for us.
A snow steep wall was the last difficulty just at the end of the climb before to reach the crucifix on the top.



25 marzo 2019

^^montagna: "GEMELLO CON VARIANTI"


La sezione settentrionale del lungo massiccio del Sirente è caratterizzata da due evidenti e vicini canaloni chiamati "Gemelli" di sinistra e di destra, che interrompono la continuità dell'estesa parete nord.
In solitaria dai 1100 metri dei Prati del Sirente sono partito al sorgere del sole, sei del mattino, trovando un'insolita temperatura per il periodo di -5°. Ho rimontato i ripidi pendii sotto il bosco ancora senza foglie ed a quota 1500 metri ho calzato i ramponi.
Uscito dal bosco mi sono trovato sotto l'imponente bastionata rocciosa.
Traversando a destra ho rimontato sopra vecchi svalangamenti fino a giungere sotto la base del canale Gemello di sinistra, dove ho iniziato la vera e propria salita su neve molto dura con tratti anche ghiacciati.
Nella parte superiore, a quota 1850 metri circa, ho deciso d'indirizzarmi sulla sinistra sulla variante Iurisci che termina più in alto dell'uscita normale, proprio in vista della cima di Punta Macerola a 2258 metri che ho raggiunto.
In discesa, dopo aver imboccato il Gemello sono andato giù per un tratto.
A circa 1950 metri di quota prima di incrociare nuovamente la variante Iurisci appena salita, alla mia destra una bella rampa m'invitava nuovamente a scalare.
Sono salito quindi fino ad una selletta (50°), e da quel punto piegavo decisamente a destra indirizzandomi verso una strettoia tra massi, con inclinazioni crescenti dai 55° fino ai 75° e passi tra rocce.
Aiutandomi con le mani, molto delicatamente ho superato il muro con movimenti su misto di III°.
A quel punto avrei dovuto traversare 2-3 metri a sinistra e poi risalire di poco per andare su uno speroncino nevoso, notato prima dall'alto.
La pendenza continuava ad essere sostenuta, però con neve diventata marcia e non portante.
Mi mancava davvero poco, cinque o sei passi al massimo.
Ero fortemente tentato.
Ho guardato in basso in verticale le mie peste proprio all'inizio del tratto ripido.
Slegato, senza protezioni, solo: non era il caso.
Ho deciso di scendere.
Anche ripercorrere disarrampicando il pezzo appena salito, non è stata una passeggiata.
Concentrato, sono andato giù molto lentamente faccia a monte pensando ogni singolo movimento, fin quando non ho riguadagnato terreno più appoggiato.
Alpinismo.


At 5°C below zero, from Prati del Sirente/1100meters a.s.l., alone I started in the early mornig towards two caracteritics large gullies close to each other called Gemelli/The Twins, that in this zone stop the long and imponent north face Sirente Massif.
I went on steep slopes under the beech forest. At 1500 meters I put crampons then, out the forest, I was under the rock wall. Continuing to the right on hard snow from old avalanches, I reach the Gemmello di Sinistra/Left Twin, which I climbed on very hard and icy snow.
At 1850 meters I head me on my left to the Iurisci Variant that ends near the Punta Macerola/2250 meters a.s.l.
During the descent at 1950 meters, before cross again the just climbed Iurisci Variant, I went up to my right on an interesting snow ramp at 50° up to a seddle. Then I went on my right towards a bottleneck between rocks on increasing slopes from 55° to 75°.
Very slowly, helping me also with my hands I passed the vertical steps with difficulties of third/III° on rock with crampons.
At that point I should have to go two or three meters on left, but the snow became too mutch soft snow for ice tools on the still steep.
They were only some meters fo mountaineering difficulties. After, an easy snow slope, and for only a moment I have thought to go.
Then i saw between my feet very far away and low my footsteps on the snow.
I was in solo climbing, without rope and on bad snow, so I told me: "For today stop".
But has not been easy go down, and very concentrated I descended thinking every my single moviment of my hands and feet in those several vertical mountaineering passes.
It's Mountaineering.



17 marzo 2019

^^montagna: "FILO DI SCOZIA"


Il canalino di alpinismo invernale Filo di Scozia, aperto da G.Guzzardi nel dicembre del 1989, è situato sulla destra orografica del terzo superiore del Majori, l'imponente valle glaciale che caratterizza il versante settentrionale proprio sotto la vetta del Sirente.
La quindicina di centimetri di neve fresca recentemente scesa che si è depositata sopra quella già oramai trasformata, ha reso l'avvicinamento davvero lavorato. Infatti in salita ho dovuto battere la traccia dal momento in cui ci siamo ritrovati sulla radura, proprio alla base del ripido vallone, fino all'attacco.
Il canale della via comunque è sempre panoramico e con pendenze costanti. Un'impennata finale poco prima di uscire sulla bella ed aerea cresta del Peschio Fradicio, che divide il Canale Majori dalla Valle Lupara.


The winter mountaineerig gully called from its opener (G.Guzzardi, 1989 december) Filo di Scozia, is located on the orographic right upper third of the Majori, the imponent and large gully nearby the top of the Sirente.
In the beech forest on the 15 centimeters of fresh snow, the approach to the target has been very tiring for me, because always heading our mountaineer little team.
This gully is ever panoramic with costant slope, and only at its end there is a more steep ramp near the top of the beautiful ridge on the Peschio Fradicio, which divides The Canale Majori from the Valle Lupara.



11 marzo 2019

^^montagna: "SOGNO DI PRIMAVERA"


Assieme a Fausto, a distanza di una settimana sono nuovamente alla base del versante nord di Monte Canale nel gruppo del Sirente (Appennino Abruzzese), per scalare la via invernale Sogno di Primavera che risale nella profonda ed incassata gola tra la linea principale della montagna ed il suo avancorpo detto, a causa della sua forma, la "Pala".
All'interno della goulotte, che offre decise inclinazioni, preferiamo salire in cordata arrampicando sempre sopra neve durissima, con ai fianchi verticali spalti rocciosi sempre in ombra, ed in alto un gendarme/pinnacolo di calcare da aggirare sulla sinistra.
Dopo aver superato questa struttura seguita da un tratto molto inclinato con neve farinosa non trasformata, ho piantatto un chiodo per la sosta dalla quale recuperare Fausto. Dal piccolo pulpito bisognava riguadagnare la linea traversando e scendendo qualche metro verso sinistra e poi risalire sul tratto chiave della via alcuni metri di misto tra rocce verticali, praticamente a malapena sporcati da pochissima neve.
Superato con attenzione questo passaggio (III°), lasciavamo la goulotte per finire sul profilo principale del Monte di Canale e ritrovare neve piu' compatta sotto i ramponi. Quindi con un paio di lunghezze di corda siamo arrivati sulla sommità di un panoramico cocuzzolo roccioso.
Da qui ancora per rocce e neve molle siamo ridiscesi di poco ad un intaglio, poi ancora su per l'ultima fatica sul pendio sommitale sul quale ho sudato sfondando in certi passi anche fin sopra il ginocchio la neve diventata crostosa e non portante, fino alla fine della scalata sulla cimetta appena abbozzata del Monte di Canale a 2151 metri, battuta dal vento.


With Fausto, after a week I'm still under the Monte di Canale north face in the Sirente Massif to climb the winter mountaineer route Sogno di Primavera, located between a spur and a caracteristic rock structure wich its shape remebres a shovel/Pala, infact is called La Pala.
In this steep gully between vertical wall, on hard snow we prefer climb with rope pitches.
On its orographic right, we also overcome an elegant rock pinnacle just in the center of the gully, and then with care I climb a steep zone of powder snow up to a little saddle, from where on right is possible see the Canale Brecciarola.
I stop myself sticking a rock nail, so my buddy can reaches where I'm.
From the rock saddle, first I must descend some meters, then slowly and with care I climb the Key Stretch of this mountaineering route, a vertical zone of rocks(III°), with on few and bad snow, technically "mountaineers mixed ground".
After this difficulty, definitively we leave the narrow gully. Refinding good snow under the ice tools, with two rope pitches we climb up to a little secondary rock summit on the route.
From here we descend to another saddle before climb the last rope pitch where, sinking to the knee on a bad crusty snow, with fatigue we reach the Monte di Canale top (2151 meters a.s.l.), sweeped from a cold wind.



04 marzo 2019

^^montagna: "CANALE DELLA FONTE"


Sulla destra orografica del lungo spigolo di nord-est del Monte Canale (2151 mt.) nel Massiccio del Sirente, isolato e poco frequentato il Canale detto della Fonte, salito per la prima volta l'otto maggio del 1994 (V.Abbate, A.Pellegrini e M.Risi), con un dislivello di circa 500 metri dall'attacco all'uscita in cima, si snoda su costanti pendenze di 45°-50° in un variegato ambiente montano invernale con un paio di caratteristici passaggi tra corridoi rocciosi.
Partiti dallo Chalet del Sirente (1170 mt.), raggiungiamo la bella Piana di Canale dalla quale prima d'infilarci nella fitta faggeta possiamo osservare per bene la base dell'attacco verso il qual c'indirizziamo per precisa linea retta seguita con la bussola. Arriviamo pestando la traccia e superando sulla loro massima pendenza un paio di ripidi saliscendi invisibili dal pianoro.
Nel primo terzo della salita della via troviamo una faticosa neve non trasformata e quindi non portante, mentre nei restanti due terzi gli attrezzi aggrappavano benissimo. Abbiamo superato anche qualche breve tratto di facile misto ed erbe gelate prima della rampa finale sotto la vetta.
Invece per la discesa dei tre rami d'uscita del Canale Brecciarola o Canalone di Monte Canale, abbiamo optato per quello orograficamente più a destra che aveva neve durissima dove le punte anteriori dei ramponi entravano appena.


In the Sirente Massif, on the orographic right of the Monte di Canale long north-est spur, isolated and not frequented there is the Canale della Fonte, first time climbed in may 8, 1994 (V.Abbate, A.Pellegrini, M.Risi), a beautiful gully of 500 meters of development on slope of 45°/50°, with a pair bottlenecks.
We start from the Chalet del Sirente/1170 meters a.s.l. to reach the large and beautiful plateau of Piana di Canale.
From this optimal point of view we clearly can see the base of our gully, and so I can track a precise compass route to follow.
We go on the maximum slope overcoming two up and down of the mountain totally invisibles from the plateau, arriving at the attack of the gully.
In the first lower third of the ascent, we find a very soft snow to climb wich tires us a lot, while on the others two thirds we climb on an hard snow perfect for ice tools.
Just before the last steep snow ramp under the top, we also overcome some zones with few snow and icy grasses.
For the descent we prefer go on the first of the three branchs, the more on right of the highter section of the Canale Brecciarola, where on very hard snow we can stay on the tips of our crampons!



17 febbraio 2019

^^montagna: "DIRETTISSIMA A MONTE OCRE"


Sull'articolato versante nord-est del Monte Ocre, tra pareti, guglie, avancorpi e crestine rocciose ci sono alcuni canali con simili difficoltà e vicini tra loro, che in condizioni invernali regalano interessanti salite alpinistiche.
Dopo aver effettuato un'avvicinamento di circa un'ora scaliamo la "Direttissima" che con neve un po' di tutti i tipi (dura e portante, molle, crostosa e sfondante con polvere sotto), un dislivello di 500 metri in totale dalla macchina e di canale uno sviluppo di 600 metri su pendenze continue, ci fa uscire proprio poco distanti la vetta del Monte Ocre a 2208 metri di quota.


On the Monte Ocre north-est face there are some winter gullies to climb, today we choose the "Direttissima".
We approach it in about an hour. On its 600 meters of development of the gully, and 500 meters of total altitude difference from tha car, we find all type of snow (powder, hard, crust), before to exit nearby the Monte Ocre top at 2208 meters above sea level.



10 febbraio 2019

^^montagna: "VIA PASQUALE DEL VECCHIO"


A Celano (AQ), proprio alle spalle del paese inconfondibile si vede la Serra di Celano (1923 mt.), caratterizzata sul versante meridionale da ripidi ed ampi pratoni pratoni, mentre il versante settentrionale viene decisamente fuori con una muraglia molto articolata dove si snodano itinerari di scalate invernali.
Salendo per il Vallone dei Curti in un paio d'ore d'avvicinamento, la neve alta polverosa ci ha rallentati, dopo aver costeggiato i bei contrafforti rocciosi del versante settentrionale alla base della Serra raggiungiamo l'attacco della Via PASQUALE DEL VECCHIO.
La prima parte che sale dentro una sorta di zig-zag ci si è presentata con neve in abbondanza e non trasformata, misto di rocce friabili appena impiastrate di ghiaccio e sparuti tratti d'erba gelata, allora ho preferito scalarla in cordata proteggendomi con fittoni.
Nel successivo tratto esposto ho anche piantato un chiodo da roccia per scalare subito dopo una rampa in forte pendenza, ed oramai quasi al termine dei 60 metri della lunhezza della corda andare a sinistra per trovare belle fessure adatte ai friends per la sosta alla base di un'alta fascia calcarea, da dove poter far salire il resto della cordata.
Ripartito per l'ultima sfilata, sono andato prima a destra per ritornare sulla direttrice della via e poi dritto sulla costante massima pendenza fin sul filo della cresta al termine delle difficoltà.
E naturalmente suoniamo la campana in cima alla Serra!


In locality Celano (AQ), just at the little city shoulders, unmistakable you can see a mountain, tha Serra di Celano/1923 meters a.s.l.
On its south side there are steep grasses, while the north face is a long and articulated limestone wall with some gullies to climb in snow condition.
We approach by Vallone dei Curti and in two hours, the new soft snow slow down a lot us, we reach te base of the gully of the winter mountaineering route PASQUALE DEL VECCHIO.
The first part the climbing offers soft snow, rocks with few ice on and icy grasses, and in my progression I use snow stake to protect me. In the next stretch I also put a nail rock, at protection of the steep snow ramp before to reach, almost at the end of the 60 meters of the rope, on my right a good point for stop on the rocks.
On the last rope pitch, I return on right towards of the route line, and so I climb on the maximum slope up to the end of the mountaineering difficulties.
And naturally we ring the bell on the top of the Serra!



08 febbraio 2019

^^montagna: "VIA DEL TESCHIO"


Sul versante nord-est del Monte Cagno (Rocca di Cambio-AQ.), su un versante di rocce rotte si snoda la Via del Teschio.
Dopo aver risalito tra macchie di faggi un canale il cui fondo era stato reso duro da uno scivolamento nevoso, mi trovo ad affrontare un prima fascia di calcare che interrompe la continuità della neve.
Con Fausto che mi assicura scalo in una trentina di minuti questo delicato tratto di circa 20 metri superando neve molle e vuota sotto, rocce instabili (III°+), massi semoventi e morbide zolle d'erba prima di riuscire a sostare e far salire l'amico.
Ripartendo dalla sosta m'infilo nel logico canale nevoso a sinistra, venendomi a trovare così sotto un secondo salto con ai lati rocce lisce ed improteggibili e sul fondo neve inconsistente, difficoltà superiori a quelle riportate dalla relazione della via, dichiarata di PD+ con passi di II° su roccia.
Scendo allora una decina di metri per provare a cercare di aggirare a destra l'ostacolo e salgo in diagonale. Al culmine di questa rampa però sono bloccato da una parete di calcare tutta sgretolata dal gelo:
nessun dubbio, ce ne torniamo indietro.
Sulle mie peste di salita disarrampico fino alla sosta, e, dopo averla rinforzata ci caliamo in corda doppia per superare salto di roccia marcia precedentemente scalato.


On Monte Ocre north-est side (Rocca di Cambio/AQ), there is the winter mountaineer route VIA DEL TESCHIO, and I go up very well on hard snow up to the base of a wall of very bad rocks with on few and soft snow and steep grasses.
Very slowly and with very attention, in half hour I climb these 20 meter (III°+) very delicated, thinking at every my single moviment, before I can do a safety stop.
I restart on the narrow and steep goulotte on left, but the snow has the void under impossible for crampons. So I descend some meters and I head me on a ramp on righ, but at its end there is another wall of bad roks impossible to climb.
The written report lists the climbing difficulties as PD+/II°, but in reality they're higher and on terrible snow. We have no doubts: we abort the climb and rappel down.



26 gennaio 2019

--immersioni: "GARAGE CASTELGANDOLFO 2"


Anche un vecchio "Maggiolino" VolksWagen è da tempo immemore parcheggiato ed oramai dimenticato nel fondo del Lago di Castelgandolfo.
Il relitto di quest'automobile quasi di colpo mi compare nel buio dell'acqua oggi anche un po' più fosca del solito.
Anche se conosco questo sito d'immersione, mi meraviglio sempre quando nell'acqua torbida e buia ancora una volta improvvisamente mi compare quest'automobile di color verde.
Oggi, sott'acqua in località Emissario dove mi trovo, ho incontrato una lieve bava di corrente, cosa non molto frequente.


Also the wreck of an old MAGGIOLINO Volkswagen, from a long time is parked and forgotten on the Lake Castelgandolfo bottom, and although I know this dive site, for me is ever a surprise suddenly to see its green color in the darky and muddy water.
Today in this underwater dive shore named EMISSARIO, there was a little courrent.



22 gennaio 2019

^^montagna: "VETTE & BIRRETTE"




Salite ripide,
fatica tanta,
freddo pungente,
zaino pesante,
pareti verticali,
caldo torrido,
pietraie infinite,
corde incastrate,
ghiaccio scivoloso,
nuvole scure,
lento il passo,
accecante il sole,
gelata la neve,
silenzio assoluto,
piccozze d'acciaio,
corto il fiato,
rifugio accogliente,
gambe dolenti,
nebbia fumante,
bosco ombroso,
vento che ulula,
scorticate le mani,
sfuggente la presa,
curva lo sci,
brividi fuori,
brividi dentro,
presa sicura,
pioggia fredda,
azzurro il cielo,
lungo è il sentiero,
chiodo che canta,
sudore salato,
amica la corda,
aria pura,
gelata la notte,
cuore a tamburo,
neve che sfonda,
spazi infiniti,
fresca la fonte,
poche parole,
tanti i pensieri,
caldo il te,
cima lontana,
arsa la gola,
piccola la borraccia,
ambiente solenne,
vetta vicina,
grandine che frusta,
pietra che vola,
sorridere dentro,
ramponi appuntiti,
veri gli amici,
falsi gli amici,
ometti di pietra,
cime con croci,
d'argento i sogni,
immense le vette,
sinceri i monti,
insieme o da soli,
vette e birrette!

Giacinto Marchionni


Steep climbs,
hard work,
biting cold,
heavy backpack,
vertical walls,
scorching heat,
endless scree,
stuck ropes,
slippery ice,
dark clouds,
slow pace,
blinding sun,
frozen snow,
absolute silence,
steel ice axes,
short of breath,
welcoming refuge,
aching legs,
smoking fog,
shady forest,
howling wind,
scratched hands,
slippery grip,
curving ski,
shivers outside,
shivers inside,
sure grip,
cold rain,
blue sky,
long path,
singing nail,
salty sweat,
friendly rope,
pure air,
freezing night,
pounding heart,
breaking snow,
infinite spaces,
fresh spring,
few Words,
so many thoughts,
hot tea,
distant summit,
parched throat,
small canteen,
solemn atmosphere,
nearby summit,
lashing hail,
flying stone,
smile inside,
sharp crampons,
true friends,
false friends,
little men of stones,
peaks with crosses,
silver dreams,
immense peaks,
sincere mountains,
together or alone,
peaks and beers!

Giacinto Marchionni

14 gennaio 2019

^^montagna: "ARGAT HORN"


Quando di primo mattino del 19 gennaio '19 arriviamo a Villalago (AQ), il termometro dell'automobile indicava una temperatura di -9°: benissimo!
Grazie a questo bel freddo la neve appena caduta rimane soffice e polverosa, insomma di quella consistenza sulla quale poi sciarci sopra è sfizio!
Messe quindi le pelli di foca sotto gli sci di buon passo iniziamo salendo sempre su pendii mai con forti pendenze, e con sotto gli occhi un completo giro d'orizzonte vicino e lontano tutto imbiancato.
Giunti in vetta, 2148 metri, siamo improvvisamente colti da un forte groppo di Grecale a 70-80 km/ora grazie al quale i -14° dell'aria di questa quota diventano ancor più gelidi, tanto da intorpidirci totalmente la parte sinistra del volto.
Impossibile rimanere quassù, ed allora scendiamo immediatamente avvolti anche da nuvola a vento che di colpo rende tutto grigio ed ancor più freddo.
Solo persa la quota, usciti dalle nebbie e ridossati dai forti spifferi, finalmente ci godiamo la sciata meritatamente guadagnata dopo la fatica della salita.


When in the early morning we arrive a Villalago (AQ), the temperature is at 9°C below zero: very well for us!
Infact thanks at this cold the snow consistency remains a powder perfect to ski.
We put the seal skins under the skis, and on the slope never steep we begin our ascent with a beautiful white panorama all around 360°.
On the top at 2148 meters a.s.l. there are a very strong wind at 70-80 Km/h from north-east, the GRECALE, and a grey cloud.
It was impossible to stay in that freezer at 14° below zero, and only when we descend in altitude we finally find good weather condition for skiing after the fatigue.