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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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23 febbraio 2023

--immersioni: "ACQUE CHIARE"


In un giorno di febbraio dalle temperature all'aria da primavera, sul piccolo molo dell'Isola di San Nicola alle Tremiti siamo quasi pronti per iniziare l'immersione che ci vedrà scendere nell'acqua luminosa prima su un costone roccioso fino ad una quarantina di metri, e poi proseguire sul fondale sabbioso quasi a sessanta di metri.

On a February day, on the small pier of San Nicola Island (Tremiti archipelago), we are ready to begin the dive.
In the very bright water, we first descend on a rocky ridge to about forty meters, and then continue on the sandy bottom at sixty meters.




30 gennaio 2022

--immersioni: "SOTTO IL TORRIONE"




In una bella giornata di gennaio, torno ad immergermi in un sito sommerso delle Tremiti che diversi anni fa mi vedeva solitario ed assiduo frequentatore, in particolar modo nella stagione fredda quando sulle isole si assapora sempre un'atmosfera tranquilla e silenziosa lontana dal chiasso delle calche turistiche estive.
Sulla piccola banchina deserta ci prepariamo e di lì a poco con gli autorespiratori in spalla ci tuffiamo.
E' un normalissimo settore di fondale che molte bene conosco e che offre normalissimi scorci di vita marina tipici "mediterranei".
Al di là però di quello che osservo, via via che a mezz'acqua sorvolo la scogliera sommersa i ricordi del tempo trascorso in questa personale "palestra" subacquea mi tornano nitidamente in mente come se fosse stato ieri.


On a beautiful January day, on the small pier of the Island of San Nicola, in the Tremiti Islands, we are ready to jump into the water.
I know very well this submerged location because in the past, here, I have dived many times and, while diving I relive clear memories, as if it were yesterday.

24 ottobre 2020

--immersioni: "IL RELITTO DEL PESCHERECCIO"


(82 mt _ 120 min. _ e.c.c.r.)

Già in altra occasione evevo provato a tornare sul relitto del motopeschereccio affondato nei pressi del Grosso dell'Isola di Capraia alle Tremiti (FG), però in quell'immersione un fittissimo sedimento sul fondo m'impedì fisicamente d'intercettarlo.
Anche se le premesse non erano buone in quanto Tony, l'amico e titolare del Tremiti Diving Center ci aveva avvisato che da qualche giorno in tutto l'arcipelago sott'acqua c'era cattiva visibilità, abbiamo voluto tentare lo stesso e così la nostra perseveranza alla fine ha dato i suoi frutti.
Iniziato il tuffo proprio a ridosso della verticale falesia rocciosa che all'aria caratterizza il versante settentrionale di questa parte dell'isola, subito ci siamo resi conto che l'amico ci aveva al solito dato la corretta dritta perchè sott'acqua non riuscivamo neanche a vedere la parete che avevamo vicinissima di fronte.
Così senza riferimenti visivi, siamo affondati regolandoci solamente sulle indicazioni della profondità che leggevamo sui display degli strumenti al polso, "atterrando" a circa quarantaquattro metri.
Da quel punto ci siamo posizionati sulla linea di massima pendenza ed abbiamo iniziato a scendere. Le particelle a mezz'acqua però erano diventate ancor più fitte tant'è che il loro forte riverbero, nonostante gli stretti fasci degli illuminatori subacquei, era talmente fastidioso per la vista che per cercare di sbirciare un po' meglio nella semioscurita' a lungo li abbiamo tenuti spenti.
Così siamo giunti ai 70-75 metri, sulle stesse linee batimetriche del natante affondato, accostando quindi decisamente di 90° alla nostra sinistra per riguadagnare quella deviazione volutamente mantenuta nella discesa.
Per un primo tratto senza successo siamo avanzati nella nuova direzione sforzandoci con gli occhi di trovare un qualcosa che rompesse la monotonia di quella nebbia scura. Poi, proprio nel momento in cui iniziavo a pensare che quella ricerca sarebbe stata inutile per colpa della pessima visibilità, ci è comparsa la fiancata di dritta dello battello semi sepolto nel fango.
"Eccolo!", ho esclamato soddisfatto nel boccaglio del loop dell'apparato e che a causa dell'elio presente nella miscela che stavo respirando, nel video si sente con tono nasale alla Paperino.
Il motopeschereccio "Papa Giovanni XXIII°" impattò le rocce dell'isola distruggendo completamente la prua ed affondando in un primo momento a circa 20-25 metri. Successivamente per la pendenza è scivolato più in basso per finire nel sito dove si trova oggi appoggiato sulla dritta, con la poppa rivolta all'isola ed il vuoto di quello che s'immagina fosse la parte prodiera verso il largo.
A parte il fatto che nella nostra immersione la visibilità era limitata a più o meno tre metri, questo non è un relitto che colpisce per il classico colpo d'occhio di una sagoma stilizzata. Oramai tutta la struttura lignea sta collassando su se stessa. Ricordo infatti chiaramente che la prima volta che mi c'immersi, giugno 2008, in complesso lo scafo era messo molto meglio.
Ci siamo portati quindi ad 82 metri, un po' più in basso della sua parte più fonda e da dove l'abbiamo risalito osservando il tavolame del ponte in più parti aperto e spaccato, le ordinate oramai in vista, rottami metallici vari, cime aggrovigliate, boccaporti e pezzi delle reti da strascico ammatassate. Sciabolando con le luci facevamo così scattare di lato sciami di anthias ed alcuni sciarrani.
Con la configurazione in circuito aperto Federiko mi ha anticipato nella risalita. Con il circuito chiuso invece ho il vantaggio di non avere l'assillo costante dei consumi, e così con più calma ho potuto osservare e filmare.
Ero arrivato quasi agli sgoccioli del tempo di fondo programmato, e poco prima di "staccare" ed iniziare ad andar su mi sono soffermato ancora a poppa per osservare l'elica e la pala del timone.
Tutto il resto è stato ascesa controllata e decompressione, trascorsi curiosando il substrato coralligeno coloratissimo sulla bella parete ricca di anfratti ed ampie volte strapiombanti del lato nord dell'isola.


Below the north shore of Capraia Island (Tremiti Archipelago), in the dive site called "Il Grosso", at 82 meters of deep there is a fishing vessel wreck, it laid down in the sand on its right, with the bow (completly destroied in the impact with the rocks) towards the open see and the stern to the island.
In a first time the fishing vessel sunk at 24 meters of deep, and only subsequently it arrived at the current depht.
In this our dive with cloudy water, we slowly swim to observe carefully around to find it, becouse in these conditions we might not see it.
Then, it suddenly appear me, and with a Donald Duck's voice due to the helium I'm brathing, I scream into the mouthpiece: "Here it is!"
With attention we explore its collapsed structures in a caos of fishing nets, broken wooden boards, metal cables and swarms of "Anthias".
When I first dived here, in June 2008, the conditions of the wreck were better than today.
My friend FederiKo in open circuit begins the ascent, while with my E.C.C.R. I can continue the dive for several minutes, observing the stern and the propeller.
During the ascent and decompression, I explore the vertical and beautiful underwater wall, colonized by colorful marine organisms.
At the end, as always we thank our Friends, the "Tremiti Diving Center" crew, for their usual availability and courtesy.
(82 meters _ 120 minutes _ e.c.c.r.)

09 giugno 2020

--immersioni: "LA PENNATULA"


La parete rocciosa del Grosso sul versante nord dell'Isola di Capraia nell'arcipelago delle Tremiti, dall'aria prosegue verticale giù nell'acqua ed offre ai sommozzatori un bel colpo d'occhio con i suoi mille anfratti colorati di tanti organismi.
Nel nostro lungo percorso in immersione (E.C.C.R. 76mt/100min), nell'acqua tersa e luminosa anche in profondità abbiamo proseguito oltre la sua base su di un fondale detritico solo in apparenza monotono, a guardare bene infatti su di esso abbiamo incontrato alcune solitarie e caratteristiche Pennatule, degli animali marini appartenenti agli ottocoralli.


The rock wall of the "Grosso di Capraia" at Tremiti Islands, continues down into the see, and it gives to the divers a beautifiul view with its hundreds marine organisms of all colors.
In our deep dive (76 meters _ 100 minutes _ e.c.c.r.), on the debris and sandy bottom, in the clear water we have seen also a solitary "Pennatula" (Pennatula Linnaeus), an organism of the octocoral family.


02 novembre 2019

--immersioni: "SECCA PARADISO"


Già mentre scendevamo a mezz'acqua seguendo la cima guida del pedagno che congiungeva la superficie al cappello della secca quaranta metri in basso, avevamo dovuto faticare non poco per rimontare una fastidiosa corrente da ovest, che diventava ancor più forte negli ultimi metri che avevamo da percorrere. Proprio in questa fase vedevo che la piccola zavorra di piombo del pedagno si spostava a balzelli sulla sabbia del fondo spinta dalla massa dell'acqua in movimento.
Solamente nuotando radenti le propaggini rocciose della secca gli effetti della corrente diminuivano a causa dell'attrito, fino a non sentirli quasi più quando c'infilavamo dietro scogli. Da quel momento abbiamo iniziato a gustarci la bellezza del sito che per tale motivo è stato chiamato Secca Paradiso.
Lasciandocela alla nostra sinistra abbiamo costeggiato una parete fittamente popolata di paramuricee che si accendevano di rossi e di gialli intensi quando investite dai nostri illuminatori.
Separato dal corpo principale da una larga fascia sabbiosa, a destra c'era un grosso e solitario scoglio anch'esso pieno di gorgonie.
Prossimo al punto più basso della nostra immersione ed adagiato sul chiaro della sabbia c'era un grande cavo arrotolato in spire circolari, forse caduto da qualche peschereccio.


We dived in a splendid underwater site called "Secca Paradiso", populated by numerous yellow and red gorgonians, but with strong currents both during the descent and during the ascent.


31 ottobre 2019

--immersioni: "IL PIGNO"


Prospicente la verde e folta pineta che caratterizza l'Isola di San Domino alle Tremiti, sul versante orientala proprio a sud di Cala Matano, ci sono la punta e la cala del Pigno, a ricordare appunto le pigne del bel bosco di sempreverdi, e di fronte a 300 metri al largo, l'omonima Secca.
Si effettua l'immersione prima scendendo sul cappello della secca, per poi lasciarsi andare giù sui contrafforti popolati di gorgonie gialle e rosse ed anche di alcuni rami di Gerardia Savaglia, il falso corallo nero.


In the underwater see on the front of the "Punta del Pigno", San Domino Island east coast in Tremiti Archipelago, 300 meters offshore there is an intersting dive site called "Secca del Pigno" with a lots of gorgonians and some branchs of yellow "Gerardia Savaglia"(Savalia savaglia), in Italy known like "false black coral".


27 ottobre 2019

--immersioni: "SECCA DI PUNTA SECCA"


E' sempre spettacolare il tuffo alla Secca di Punta Secca dell'Isola di Capraia alle Tremiti: Immersione con la "I" maiuscola della zona, un sito dove gli occhi possono vedere due archi sommersi che attraversano il massiccio roccioso da una parte all'altra.
Il più grande dei due ospita un esteso bosco di paramuricee che già dai 30 metri colonizza ogni anfratto.
Oggi sotto la volta siamo stati investiti da una forte corrente che ha fatto variare il nostro piano iniziale che prevedeva di scendere ancora oltre. Per riguadagnare i primi metri della risalita ci siamo dovuti aiutare anche con le mani aggrappandoci alle rocce.
Nella fase finale della decompressione sul cappello della secca a 7-8 metri, abbiamo incontrato barracuda che razzolavano in mezzo a fitti branchi di castagnole.


It's always spectacular to dive below the "Secca di Punta Secca" on San Domino Island In Tremiti Archipelago, where are two arches throu the rock and everywhere a lot of gorgonians.
Belowe the largest we found a strong courrent, and therefore we can't continue towards more hight deep like program. At cause of this, at the begine of the ascent we must cling us on the bottom rocks.
At about 7-8 meters depht, in decompression time we observe schools of barracudas.



07 giugno 2019

--immersioni: "AGLI ARCHI"


Grazie all'assistenza, e soprattutto all'estrema disponibilità degli Amici della Ciurma del "TREMITI DIVING CENTER", in una giornata infrasettimanale abbiamo potuto ripetere con grande soddisfazione quella che è considerata non una delle immersioni delle Isole Tremiti, ma l'Immersione.
Gli Archi sono due passaggi, uno basso a stretto ed un altro alto sotto una grande volta, che attraversano da parte a parte un pronunciato costolone roccioso sommerso, la cui sommità a sei metri di profondità non è altro che il cappello della secca di Punta Secca dell'Isola di Capraia. Tutt'intorno un'estesa e spettacolare colonia di Gorgonie gialle e rosse.


Thanks to Tremiti Diving Center, in a midweek we can repeate not a dive of the Tremiti Archipelago, but the best.
The Arches are two passage trought a submerged spur: one little and short, and the other one very hight and large. Around everywhere an extend and splendid colorful colony of red and yellow gorgonias (Paramuricea Clavata).



01 maggio 2014

--immersioni: "OLTRE AGLI ARCHI: AD UN BIVIO"

Già immergersi agli Archi della Secca di Punta Secca alle Isole Tremiti per un sommozzatore è cosa gratificante.
Infatti, la particolarità è quella di trovarsi ad una cinquantina di metri dal pelo dell'acqua dove gli occhi possono ammirare una maestosa volta sommersa ammantata di gorgonie colorate di giallo e rosso (paramuricea clavata).
Generalmente, arrivati a questo si prende verso l'alto la via della risalita. Più raramente si continua a scendere.
Oggi noi abbiamo scelto nuovamente questa seconda opzione, andando a completare il periplo di questo profondo sperone sommerso capace di regalare scorci mozzafiato (massima profondità raggiunta 76 metri).

24 dicembre 2013

--immersioni: "IL GROSSO"


Il versante settentrionale dell'Isola di Capraia (Tremiti), è caratterizzato da una lunga, articolata e frastagliata linea rocciosa verticale che con identica pendenza sprofonda nell'acqua del mare.
In questa falesia poco prima della cadente costruzione del vecchio faro dell'isola, oramai in disuso, si staglia un inconfondibile monolito di calcare detto "Il Grosso".
Immergersi in questa zona significa andar giù dritti verso il basso proprio di fronte al muro ricco di vita marina.
Nell'immersione odierna siamo arrivati alla sua base e poi abbiamo proseguito ancora fino a circa 64 metri sulla bella scivolata di rena e sedimento dove, qua e là, dalla sabbia spuntano sparuti scogli.
Passiamo sopra un "granchio melograno", che è detto così a causa della forma tondeggiante a chele chiuse del suo corpo, che ha la grandezza di un pugno, ed il colore del carapace che ricordano il succoso frutto.
Nella risalita abbiamo lungamente costeggiato la colorata falesia sommersa fino a riemergere proprio sotto il faro.

09 novembre 2013

--immersioni: "SECCA PARADISO"

Al largo del versante meridionale dell'Isola di san Domino alle Tremiti, c'è un'elevazione sommersa che ha la sua sommità a circa 37 metri di profondità.
Fino a qualche anno fa nessuno ci si era mai immerso, se ne avevano notizie solo dai pescatori che trovavano nelle maglie delle loro reti salpate remi di gorgonie.
In questa impegnativa e bellissima immersione, scendendo lungo i fianchi di questa secca affondiamo fino a circa 64 metri attraversando una fittissima e coloratissima foresta composta da paramuricee dalla doppia livrea rossa e gialla, arancioni eunicelle, spugne ed alcuni grandi rami di gerardia savaglia (falso corallo).
Un'abbondande decompressione nel blu lungo la sagola del pedagno, è stato il "dazio" da pagare in cambio dello splendido panorama sommerso che abbiamo avuto la fortuna di poter osservare in questo sito davvero poco frequentato, che merita a pieno il nome.


07 maggio 2012

--immersioni: "GLI ARCHI DI PUNTA SECCA"

Sia per i panorami subacquei che per le splendide paramuricee bicolori, l'immersione agli ARCHI di Punta Secca di Capraia alle Isole Tremiti, rimane sempre quella che in loco viene definita l' immersione.
Decisamente una discesa degna di nota in un magnifico ambiente subacqueo.
Seguendo per un tratto la cigliata di un'alta parete, arrivati ad un certo punto, ci siamo lasciati cadere giù verticalmente fino alla sua base, diversi metri più in basso, proprio in prossimità del primo arco che praticamente è un basso passaggio inclinato completamente ricoperto sopra, sotto e da ogni lato, da paramuricee con la doppia livrea gialla e rossa. Uno spettacolo!
Attraversato questo, qualche metro subito a sinistra, ci siamo trovati sotto il più grande che offre uno colpo d'occhio d'insieme che mi stupisce ancora nonostante conosca il sito d'immersione: è come essere sotto una grande cupola il cui fondo, più avanti, è aperto e dove si rimane sbalorditi per l'intreccio dei rami delle gorgonie che ammantano ogni palmo, in qualunque direzione si rivolga lo sguardo.
All'uscita sul versante nord, a circa 50 metri, accostando alla nostra dritta siamo andati sulla bastionata, in direzione della punta di questa gigantesca e rocciosa carena subacquea capovolta, giù fino a 70 metri.
Oltre alle già citate gorgonie gialle e rosse, numerosissime aragoste, scorfani, musdee, triglie, murene e saraghi arricchivano questo contesto sommerso che abbiamo avuto la fortuna di poter osservare.
Solo sul cappello della secca, durante la lunga decompressione, c'era una bava di corrente tutto sommato, però, mai veramente infastidente.

31 dicembre 2011

--immersioni: "LA GRANSEOLA ARRABBIATA !!!"

Con il nome scientifico di "Maja squinado", comunemente detta granseola, si identifica un grosso crostaceo il cui maschio della specie è caratterizzato da un lunghissimo paio di chele.
Nel corso della nostra immersione alla Punta Secca di Capraia nell'arcipelago delle Tremiti, dopo aver toccato la profondità di 55 metri, durante la risalita ne abbiamo incontrata una che, per nulla intimidita dalla scarto dimensionale, con dei balzi a pinze aperte non si faceva alcun problema a sferrar attacchi contro di noi!

26 gennaio 2010

--immersioni: I PICCHI DI ELENA

Isole Tremiti

L'acqua straordinariamente pulita e tersa è davvero invitante. Dalla sommità più elevata della Secca delle Vedove, invece di seguire il solito itinerario...

11 giugno 2008

--immersioni: Relitto del MOTOPESCHERECCIO AFFONDATO, IL "PADRE GIOVANNI"

Assiduo frequentatore delle Isole Tremiti avevo sentito, dai racconti che mi avevano fatto alcuni locali miei conoscenti, di un motopeschereccio, il "PADRE GIOVANNI", affondato sul versante nord dell'ISOLA DI CAPRAIA in una zona conosciuta come "IL GROSSO". In un primo momento pareva che il natante si fosse incagliato su uno sperone roccioso sotto circa 27 metri d'acqua e poi, visto l'inclinatissimo fondale che caratterizza quella zona, fosse scivolato a profondità notevolmente più elevate. Già da tempo "corteggiavo" questa immersione...

07 aprile 2004

--immersioni: "DA UN'ISOLA ALL'ALTRA"

ISOLE TREMITI:IN IMMERSIONE DA S.NICOLA A S.DOMINO

Accade sempre così d’inverno, una volta arrivato alle Tremiti rimango solo sulla banchina. Le rumorose folle estive sono solamente un vago ricordo.
Qualche isolano armeggia ancora per poco attorno alla nave per scaricare merci, poi solamente il sonnacchioso marinaio di guardia, alcuni gatti un po’ spelacchiati e qualche gabbiano riempiono la scena...

20 febbraio 2003

--immersioni: PUNTA DELLO SPIDO

Avevo voglia di cimentarmi con un tuffo decisamente "alternativo" e fuori dai normali tour subacquei, ed allora alle isole Tremiti in un febbraio di qualche tempo fa, quando quelle acque sono praticamente deserte dei vari natanti che invece le solcano a "fittissime flotte" d'estate, ho fatto una solitaria immersione...

21 dicembre 1999

--immersioni: "LE TRE SENGHE"

Nei pressi della Punta del Diavolo sull'Isola di San Domino, nelle Tremiti, su di un fondale di circa 25 metri giace quello che rimane di un antico carico trasportato da una nave d'epoca romana, naufragata probabilmente nel corso di una tempesta. Il ritrovamento ed il recupero avvenne nei primi anni '80 e parte delle anfore portate a secco (del tipo Lamboglia II e Dressel 4, ed altre suppellettili in terracotta d'uso comune stimate essere del I°-II° secolo A.C.) sono state immagazzinate e dimenticate da allora in uno stanzone di una vecchia costruzione sull'Isola di San Nicola.
Questo è il fotovideoalbum che racconta di una mia immersione fatta nel dicembre del 1999 sul relitto detto delle TRE SENGHE, che sono tre caratteristici solchi nella roccia su all'aria in corrispondenza dei reperti sommersi.

03 settembre 1999

--immersioni: PARETE DI PUNTA SECCA

(Nella foto sono a CAPRAIA proprio sotto il faro, sullo sfondo SAN NICOLA)
Salutato il barcaiolo che mi ha accompagnato fino alla CALA DEI VERMI dell'isola di CAPRAIA alle TREMITI, inizio a prepararmi per questa mia solitaria immersione. Assemblo il "gruppo", vesto la muta di neoprene, allaccio la cinta zavorrata in vita e quindi mi avvicino all'acqua dove, una volta entrato calzo le pinne ed indosso l'autorespiratore. Così, nuotando in superficie per una quindicina di minuti, raggiungo l'estremità dell'isola chiamata PUNTA SECCA. L'acqua sotto di me cambia repentinamente colore, infatti dal verde passa al blu perchè sotto i miei piedi c'è una bella paretina verticale. Inizio quindi l'immersione per atterrare sui 20 metri della sua base dove c'è una bassa grotta che, però, non guarderò adesso. Cambiando direzione me ne vado verso il mare aperto volando sopra alcune ancore perse e situate a diverse profondità. Qua e là noto alcuni rametti sparuti di gorgonie gialle. Gli scogli si alternano alla sabbia. Continuo nella discesa incrementando un po' alla volta la profondità, fin quando non giungo a circa 40-45 metri alla base di un imponente panettone di roccia che risale di diversi metri verso l'alto con la sua mole. Sopra ci sono delle paramuricee rosse, tantissime spugne ed aragoste. Non mi soffermo perchè voglio scendere ancora. L'acqua tersissima è davvero invitante e poi, l'ammaliante aumentata pendenza del fondo che posso osservare, fa il resto e vado giù. Con calma, rallentando i movimenti volutamente, guadagno metri su metri. Di lato, ad un certo punto, noto degli scoglietti bassi, me li lascio alla destra e proseguo senza meta alcuna nel mare. Una fascia nebbiosa di minuscoli corpuscoli pulsanti mi si para davanti. Probabilmente sono forme larvali ai primi stadi di vita di chissà quale specie marina. Mi ci trovo in mezzo e preso completamente dalla loro osservazione non mi ero reso conto di aver fatto davvero parecchia strada, sono ad una settantina di metri. Inverto di 180° la mia direzione percorrendo l'erta di salita non sulla rotta dell'andata ma compiendo una costante accostata sulla mia dritta. Un branco di palamiti mi passa vicino. Ad una cinquantina di metri ritrovo la base rocciosa che da questo punto in su è piena di spaccature e passaggi ricchissimi di vita. Due murene dimorano nello stesso buco. L'attento guardare degli anfratti sommersi fa veramente perdere la cognizione del tempo in questo viaggio. Sono sul ridosso dell'isola e me ne accorgo dall'ombra delle roccie all'aria che si proiettano sott'acqua. In questa zona la scogliera è proprio bella, infatti si passa dentro una serie di piccoli tunnel formati dai massi accatastati. Branchi di verdi salpe brucano le alghe che crescono sugli scogli. M'infilo in una stretta spaccatura verticale larga quanto basta per farci entrare un sub e buttando in alto la vista vedo un po' lontana la superficie dell'acqua che tremola. Esco e mi dirigo alla volta della parete dalla quale ho iniziato la discesa. Ora con calma me la posso studiare con attenzione, incuriosito dai mille colori che la compongono. Risalgo ancora riguadagnando, sulla sommita di questa falesia, il pianoro formato di rocce parallele sul quale nuoterò ancora sott'acqua per una ventina di minuti prima di riemergere nella cala dalla quale ero partito. Al sole riposo. Dietro di me, un po' più in alto, c'è la vecchia costruzione del faro di Capraia.