DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
- Giacinto "zeta zeta" Marchionni
- PESCARA, PE - Pescara, Italy
Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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14 gennaio 2021
--immersioni: "PIU' O MENO ... 5°"
Per l'ulteriore blocco degli spostamenti nella regione Abruzzo che si sono protratti dai primi di novembre del 2020 agli inizi di gennaio del 2021, effettuati per arginare la propagazione dalla pandemia del virus covid-19, dopo due mesi son potuto tornare ad immergermi nel lago di Scanno.
La sua accoglienza è stata al solito freddina tant'è che quando sono arrivato, all'aria il termometro segnava una temperatura di -5° e con il panorama delle montagne che l'incorniciano imbiancato dalle nevicate dei giorni scorsi.
Gennaio e febbraio sono i mesi nei quali la temperatura dell'acqua del lago raggiunge i valori più bassi di tutto l'anno, e per conoscenza diretta ho stimato che quando mi sarei tuffato l'avrei trovata a 6 o 7°.
Per raggiungerne la sponda più giù di un metro e mezzo circa rispetto al livello normale, con cautela ho camminato con l'autorespiratore in spalla sui sassi, normalmente sommersi, ricoperti di scivolosa brina quindi mi sono lasciato andare in acqua che a modo suo mi ha dato il ben rivisto a +5°. Aprendogli un credito di 1 o 2 gradi in più, ero stato di manica larga.
La sorpresa invece è stata l'insolita buona visibilità incontrata in immersione, in particolare oltre i 9-10 metri e fino ai 23 circa, dove potevo tranquillamente procedere addirittura anche con l'illuminatore spento e riuscire a vedere, seppure in uno scuro crepuscolo. Condizione davvero rarissime per questi fondali dove le normalità è al massimo un orizzonte di due metri nel buoio fangoso.
When I arrived at Lake Scanno, it was cold, infact in the air there were 5° below the zero.
But in my dive the water was at ... 5° above the zero!
18 agosto 2019
--immersioni: "BURBERA ACCOGLIENZA"
Al solito sulle sponde all'aria il bel Lago di Scanno in questa domenica di pieno solleone ci ha accolti con il suo paesaggio da cartolina che tantissimi turisti attrae proprio in questi giorni di vacanza.
Lo stesso lago non ha mancato però di mostrare il suo burbero carattere: sott'acqua ci ha accolti con un bel salto in basso di sedici gradi di temperatura dell'acqua (22° in superficie e 6° in profondità), ed una fangosa visibilità a tratti anche nulla.
In these august vacation days, at the air the Lake Scanno offers relaxing atmospheres and bucolic panoramics.
Underwater instead it becames very inhospitable and shows us its gruff character with a very bad visibility and cold water of 6°C on the bottom.
In short, it always has a double personality.
18 novembre 2018
--immersione: "OMBRA PERENNE"
A causa delle severe condizioni di scarsa visibilità, il tuffo nell'ombra perenne e fredda del cuore d'acqua del Lago di Scanno è sempre molto impegnativo.
At cause of the bad visibility condition, the dive into tha cold and muddy water of LAKE SCANNO is ever a challenge.
07 maggio 2018
--immersioni: "CHIARI E SCURI"
In quest'immersione d'inizio maggio nel Lago di Scanno (AQ), appena sotto la superficie stranamente trovo buona visibilità e temperatura di 13°. Però non m'illudo, so perfettamente a cosa andrò incontro.
Infatti sul fondo attraverso fasce d'acqua buia e torbida che si aprono appena per 20-30 centimetri davanti al vetro della maschera e con temperatura di 6°C nelle quali, comunque, riesco ad orientarmi per ritrovare una solitaria paretina rocciosa che in questo deserto sommerso di limo e di fango diventa motivo di curiosità.
Più su, invece, sempre tra i chiari e gli scuri di sedimenti lacustri, la mia attenzione è catturata da una serie di relitti di barche in legno ed anche, purtroppo, da altri residuati gettati nel lago incivilmente utilizzato così come pattumiera.
Riemerso, poi all'aria mi godo il chiaro piacere delle sponde di un posto d'Abruzzo tra monti e boschi.
In this dive in Lake Scanno of early May, just below the surface strangely I cross a zone of good visibility. But I don't delude me, because I pefectly know the usual bad conditions of this dive site.
Infact it's so: on the bottom I slowly swim into a dark, cold (6°C) and muddy water with only 20-30 centimeters of visibility.
In this atmosphere I refind a solitary rock structure, the unique interesting think in this submerged desert.
Instead the low bottom isn't boredomly, and while I move myself into its chiaroscuro, I can see several tipycal lake wood-wrecks with the squared bow. Unfortunately I can also see garbages of all types.
In the post dive, I can relax me watching this ABRUZZO's beautiful corner situated between mountains and forests.
15 maggio 2017
--immersioni: "CINGUETTII E BOLLE"
Tiepide atmosfere da metà maggio ai 900 metri di quota del Lago di Scanno, sempre bello alla vista con l'aggiunta della colonna sonora dei continui richiami delle tante specie di uccelli che nidificano attorno.
Al di sotto della sua superficie invece la "musica" cambia totalmente.
Già a qualche metro di profondità il sole lascia il posto al buio, al freddo ed al fango.
In the middle May, on the 900 meters a.s.l. of the Lake SCANNO we find lukewarm air, beautiful panorama and birds chirping.
But below its surface there is another music: cold, muddy and darkness water.
29 maggio 2015
--immersioni: "LINEE DI FUGA"
Così come in mare, anche nelle acque dolci del Lago di Scanno (AQ), spesso dopo
il calar del sole la vita sommersa diventa per il sub, momentaneo osservatore,
più visibile di quanto non avvenga nelle ore diurne, infatti nel nostro giro
subacqueo, abbiamo incrociato un imprecisato numero di persici, accompagnati da
panciute carpe e slanciati lucci di ragguardevoli dimensioni. Tutti,
indistintamente, all'apparire dei nostri fari che squarciavano il buio del loro
riposo scodando cercavano nervosamente delle "Linee di fuga".
31 marzo 2014
--immersioni: "PAZIENZA"
Le condizioni di visibilità in immersione del Lago di Scanno durante tutto il corso dell'anno sono davvero scarse, se non addirittura quasi nulle, e solo in rarissimi e brevi periodi gli orizzonti subacquei si diradano di un po'.
Per poter vedere per bene, e filmare, un'isolata parete rocciosa, unica in questo fondale caratterizzato ovunque da limo e fango, bisogna fare degli "appostamenti" alle acque del lago, attendendo così il verificarsi delle giuste condizioni.
La costanza, la perseveranza e la pazienza, così come accade in altre situazioni, alla fine hanno ripagato le mie lunghe attese.
03 agosto 2013
--immersioni: "BRODO MAGRO"
Immergersi in "opulente" acque con gradevoli temperature, ottime visibilità e coloratissime forme di vita animale e vegetale, è innegabilmente sicuramente cosa piacevole.
Farlo, però, in un'acqua scura e limacciosa che in alcuni momenti offre oltre il vetro della maschera al massimo 10 centimetri allo sguardo e con 8°C di temperatura sul fondo, è faccenda da sommozzatori affamati che trovano appetibile così anche un "Brodo Magro".
25 febbraio 2013
--immersioni: "+4°"
La strada più che conosciuta scorre sotto le gomme dell’auto mentre Federiko ed io inganniamo il tempo chiacchierando oltre che del più e del meno, anche di svariate amenità, utili anche loro in una giornata di svago.
Nonostante il riscaldamento dell’auto, ci rendiamo conto che la temperatura esterna deve essere bassa perché il fondo stradale in certe zone è patinato di un sottilissimo strato di brina...
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26 novembre 2012
--immersioni: "STRANE BOLLE"
In queste ultime settimane su giornali e televisioni (locali ed anche nazionali), più volte si sono letti e visti servizi sul Lago di Scanno.
In particalare gli argomenti riportati riguardavo dei fenomeni misteriosi tipo onde anomale, abbassamento delle acque e variazioni magnetiche che si sarebbero riscontrati.
Da svariati anni, più di venti, m'immergo nei fondali di questo bellissimo angolo tra i monti d'Abruzzo e m'è capitato di vederne il livello medio più basso del solito già altre volte.
Questo fenomeno, del tutto naturale, è un fatto ciclico da imputarsi principalmente alle scarse precipitazioni che vanno ad alimentare le sue falde.
Qualcuno sostiene che il sisma che nel 2009 ha colpito l'Abruzzo, abbia in qualche maniera aperto delle crepe negli strati di terreno sottostanti il fondo del bacino, grazie alle quali ci sarebbe un travaso di acque: in parole più semplici una perdita. Questa ipotesi, se avvalorata da studi tecnici, potrebbe eventualmente essere la concausa dell'abbassamento del livello.
Al momento, il dato di fatto è che per entrare in acqua bisogna scendere di 3-4 metri la sponda che, in condizioni di normalità di piena, è sommersa.
La superficie di questo piccolo lago a forma di cuore (se visto dall'alto), generalmente o è liscia oppure appena increspata dalle brezze. Quando invece il vento soffia forte insinuandosi tra le montagne può essere che sulle rive si formino dei frangenti spumosi: insomma delle normalissime onde con piccole spumette bianche che personalmente mi sembravano tuttaltro che anomale.
Per quello che concerne il magnetismo alterato sembrerebbe che si verificherebbe in una ben precisa area.
Mia personle opinione è che, eventualmente, in tal punto possa esserci una massa ferrosa consistente che possa influenzare le piccole e sensibili bussole che noi sub portiamo assieme agli altri strumenti.
Comunque qualche giorno fa dei ricercatori hanno compiuto con appositi strumenti delle misurazioni per verificare, quindi si attendono i risultati.
Invece nell'immersione di ieri 25 novembre '12 (dove dagli 8 ai 21 metri di profondità c'erano condizioni di visibilità molto scarse e con una temperatura dell'acqua di 7°), in un punto abbiamo visto un cono di fango con un profondo buco al centro che costantemente eruttava un ininterrotto flusso di bolle.
A volte sul fondo del lago capita di vedere formarsi delle bolle, ma sempre singole o molto poche e da imputarsi a processi batteriologici decompositivi di materiale organico generanti gas e che, comunque, non hanno nulla di paragonabile al fenomeno che ci siamo trovati di fronte e che ho documentato nel video.
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27 maggio 2012
--immersioni: "GLI ESTETI DELL'ASSETTO"
L’obbiettivo del mio programma è quello di prendere dei riferimenti a terra, sulla sponda del lago, in corrispondenza della paretina sommersa dell'Annunciata.
Per fare ciò condurrò la prima parte dell’immersione come ho sempre fatto.
Entrando in acqua nel consueto punto percorrerò pinneggiando in superficie un tratto di lago, poi m’immergerò transitando sopra quelle formazioni oramai ben note fino ad individuare dei ben precisi contrafforti rocciosi, che non sono altro che la parte più alta della struttura.
Dopo per rotta che mentalmente annoterò risalirò verso l’alto seguendo la linea di massima pendenza del declivio, fino a riemergere sulla sponda del bacino dove individuerò dei punti fissi che mi torneranno utili quando vorrò successivamente tuffarmi direttamente quasi sulla verticale della “paretina”.
Se nella precedente immersione in solitaria avevo nuotato dentro un’acqua con pessima visibilità oggi, non credendo che ciò potesse essere ulteriormente possibile, lo sto facendo in condizioni di orizzonti visivi praticamente quasi nulli.
Con molta fatica ed a passo di lumaca sorpasso le note cianfrusaglie buttate proprio sotto sponda e quindi mi sposto un paio di metri più in basso.
Qui tutto è di un uniforme color ocra cupo nel senso che sono dentro una nuvola di sospensione fangosa, o per meglio dire anch‘io ne faccio parte.
Già di per se queste condizioni sono decisamente provanti e se ci si aggiunge anche un’ombra scura che mi guizza improvvisa da sotto, allora non manca proprio nulla!
L’ombra risultava essere poi un persico di un paio di palmi di lunghezza che a malapena scorgo a venti centimetri dalla maschera.
Gorgogliando sconce parole nell’erogatore lo mando a quel paese inveendo con un’imprecazione tipica del dialetto pescarese anche nei confronti della sua genitrice che lo fece nascere da una covata di qualche migliaia di uova non so quanto tempo fa.
La sfuriata contro l'incolpevole pesce da sfogo tramite bolle alla tensione latente che la situazione oggettiva dell'immersione crea.
Ora a causa della poltiglia fangosa che rende zero gli spazi visivi intorno, praticamente non riesco più a nuotare elegantemente e striscio arando la melma appiccicosa, questa è l’unica maniera per poter andare avanti. Per un attimo sorrido tra di me pensando a cosa direbbero se riuscissero a vedermi certi miei conoscenti, “esteti assoluti” dell’assetto e del, come lo chiamano loro, "trim" ... o tram!
Con queste condizioni non ha senso andare avanti.
Mi do un’ultima possibilità, proverò a spostarmi ancora un po’ più in basso di un paio di metri a cercare acque nelle quali almeno ci si può muovere.
Conoscendo questo posto, subacqueamente parlando, so che uno strato di 6-7 metri di torbido spesso staziona nelle zona più superficiale e con gli occhi appiccicati al profondimetro che ho al polso molto cautamente mi muovo.
La situazione migliora quel tanto che basta per farmi continuare. Visibilità mezzo o al massimo, un metro. Prima davvero non era cosa.
Se la faccenda rimane così, anche se non è un gran che, posso portare a termine il programma che mi ero prefissato.
Proseguo seguendo verso il basso la roccia che mi accompagna, e vi scendo davanti. Con la torcia compio dei brandeggi da destra a sinistra sventagliando luce sulla parete per poterne osservare bene i contorni e così arrivo alla base per poi, sempre a velocità forzatamente ridotta, costeggiarla da una parte all’altra.
In questa atmosfera buia e lattiginosa, osservando degli scorci conosciuti da un’angolazione diversa sembra di vederne per la prima volta dei nuovi.
Finita questa ricognizione ed individuato più o meno il punto centrale del monolito sommerso, lentamente lo risalgo in verticale fino a raggiungerne il suo top.
Da qui inizio la parte finale del lavoro.
Ponendomi sulla massima pendenza ed in direzione delle acque basse risalgo prendendo con esattezza i rilevamenti bussola sulla rotta che seguo.
Ritrovo per un tratto la fittissima nuvola ocra grazie alla quale riprendo l’andatura strisciante sul fango e, naturalmente, ripenso agli “esteti”, qui li vorrei proprio vedere.
Fortunatamente la nuvolaccia non è tanto estesa e ne esco dopo un minuto.
Intanto sempre dritto sulla mia rotta ho guadagnato quota ed anche luminosità andando a finire in mezzo ad una zona di piante lacustri tipiche del bassofondo, dove sosto ancora qualche minuto per la tappa di sicurezza prima di riemergere curioso di vedere in quale zona del lago mi trovo.
Ecco, ci sono, posso andare su.
Memorizzo con esattezza degli inconfondibili punti notevoli, e per esserne più certo nuotando in superficie mi allontano di poco verso il centro del lago per avere una visione d’insieme più larga. Molto bene, mi dico soddisfatto e pinneggiando blandamente, galleggiando ripercorro a ritroso tutta la strada che avevo fatto all’andata immerso.
Giacinto Marchionni
Qui tutto è di un uniforme color ocra cupo nel senso che sono dentro una nuvola di sospensione fangosa, o per meglio dire anch‘io ne faccio parte.
Già di per se queste condizioni sono decisamente provanti e se ci si aggiunge anche un’ombra scura che mi guizza improvvisa da sotto, allora non manca proprio nulla!
L’ombra risultava essere poi un persico di un paio di palmi di lunghezza che a malapena scorgo a venti centimetri dalla maschera.
Gorgogliando sconce parole nell’erogatore lo mando a quel paese inveendo con un’imprecazione tipica del dialetto pescarese anche nei confronti della sua genitrice che lo fece nascere da una covata di qualche migliaia di uova non so quanto tempo fa.
La sfuriata contro l'incolpevole pesce da sfogo tramite bolle alla tensione latente che la situazione oggettiva dell'immersione crea.
Ora a causa della poltiglia fangosa che rende zero gli spazi visivi intorno, praticamente non riesco più a nuotare elegantemente e striscio arando la melma appiccicosa, questa è l’unica maniera per poter andare avanti. Per un attimo sorrido tra di me pensando a cosa direbbero se riuscissero a vedermi certi miei conoscenti, “esteti assoluti” dell’assetto e del, come lo chiamano loro, "trim" ... o tram!
Con queste condizioni non ha senso andare avanti.
Mi do un’ultima possibilità, proverò a spostarmi ancora un po’ più in basso di un paio di metri a cercare acque nelle quali almeno ci si può muovere.
Conoscendo questo posto, subacqueamente parlando, so che uno strato di 6-7 metri di torbido spesso staziona nelle zona più superficiale e con gli occhi appiccicati al profondimetro che ho al polso molto cautamente mi muovo.
La situazione migliora quel tanto che basta per farmi continuare. Visibilità mezzo o al massimo, un metro. Prima davvero non era cosa.
Se la faccenda rimane così, anche se non è un gran che, posso portare a termine il programma che mi ero prefissato.
Proseguo seguendo verso il basso la roccia che mi accompagna, e vi scendo davanti. Con la torcia compio dei brandeggi da destra a sinistra sventagliando luce sulla parete per poterne osservare bene i contorni e così arrivo alla base per poi, sempre a velocità forzatamente ridotta, costeggiarla da una parte all’altra.
In questa atmosfera buia e lattiginosa, osservando degli scorci conosciuti da un’angolazione diversa sembra di vederne per la prima volta dei nuovi.
Finita questa ricognizione ed individuato più o meno il punto centrale del monolito sommerso, lentamente lo risalgo in verticale fino a raggiungerne il suo top.
Da qui inizio la parte finale del lavoro.
Ponendomi sulla massima pendenza ed in direzione delle acque basse risalgo prendendo con esattezza i rilevamenti bussola sulla rotta che seguo.
Ritrovo per un tratto la fittissima nuvola ocra grazie alla quale riprendo l’andatura strisciante sul fango e, naturalmente, ripenso agli “esteti”, qui li vorrei proprio vedere.
Fortunatamente la nuvolaccia non è tanto estesa e ne esco dopo un minuto.
Intanto sempre dritto sulla mia rotta ho guadagnato quota ed anche luminosità andando a finire in mezzo ad una zona di piante lacustri tipiche del bassofondo, dove sosto ancora qualche minuto per la tappa di sicurezza prima di riemergere curioso di vedere in quale zona del lago mi trovo.
Ecco, ci sono, posso andare su.
Memorizzo con esattezza degli inconfondibili punti notevoli, e per esserne più certo nuotando in superficie mi allontano di poco verso il centro del lago per avere una visione d’insieme più larga. Molto bene, mi dico soddisfatto e pinneggiando blandamente, galleggiando ripercorro a ritroso tutta la strada che avevo fatto all’andata immerso.
Giacinto Marchionni
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racconto
02 maggio 2012
--immersioni: "LA PARETE DELL'ANNUNCIATA"
Questa volta in solitaria, dopo una settimana, sono nuovamente sulle sponde del LAGO DI SCANNO per tornare ad immergermi su quella che abbiamo battezzato “la parete”.
In equilibrio sopra sassi ricoperti con barbe di alghe infilo le pinne ai piedi, poi maschera e casco con i fari, quindi mi lascio galleggiare in acqua finalmente a gravità zero...
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Lago di Scanno,
racconto
16 aprile 2012
--immersioni: "INCONTROLLATI SOMMOZZATORI"
Impagabile è per me la libertà di muovermi da solo ed incontrollatamente a mio piacimento nelle tre dimensioni delle acque.
15 novembre 2011
--immersioni: "LA PARETINA DEL LAGO DI SCANNO"
Nascosta tra il limo lacustre, un bella paretina di roccia per un tratto rompe un po' la monotonia del fondale fangoso del lago.
01 novembre 2011
--immersioni: "LE BARCHE"
Esplorando in immersione una zona mai frequentata prima del lago di Scanno (Aq), scopriamo nella fascia d'acqua bassa sotto la sponda, delle vecchie tipiche barche in legno, parecchie delle quali con le prue squadrate.
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relitto Barca
23 ottobre 2011
--immersioni: "L'ANNUNCIATA"
L'ANNUNCIATA è una piccola e caratteristica ed antica chiesa che si trova proprio vicino l'immissario del lago di Scanno.
Oggi è stato questo il punto d'inizio della nostra immersione.
Oggi è stato questo il punto d'inizio della nostra immersione.
04 luglio 2011
--immersioni: "LIGHTS"
Le lame luminose di potenti torce subacquee, sono le protagoniste e fanno spettacolo nel buio di un bacino di montagna.
19 giugno 2011
24 aprile 2011
--immersioni: "TE CORRETTO, COLOMBA E VIDEOSUB"
Buona Pasqua 2011 dalle profondità del Lago di Scanno al sapore di un gustosissimo te corretto e di fette di colombe mandorlate!
07 novembre 2010
--immersioni: NOTTURNA NEL LAGO DI SCANNO
Nelle caselle della mia memoria che riguardano le immersioni fatte nel corso degli anni nelle spesso limacciose acque del Lago di Scanno, in sole tre di esse c'è la scritta "INDELEBILE".
La numero 1: la limpidezza dell'acqua incontrata nella prima immersione in assoluto che feci in questo sito, mai più ritrovata in seguito.
La numero 2: quando durante un tuffo capitammo dentro un surreale e luminosissimo crepuscolo verde scuro causato da microalghe, che comunque ci permetteva di spaziare con la vista per diversi metri davanti agli occhi.
La numero 3: nell'immersione notturna fatta qualche giorno fa, ad inizio novembre, durante la quale abbiamo incrociato un incredibile (mai vista!) quantità di persici e diversi lucci.
La numero 1: la limpidezza dell'acqua incontrata nella prima immersione in assoluto che feci in questo sito, mai più ritrovata in seguito.
La numero 2: quando durante un tuffo capitammo dentro un surreale e luminosissimo crepuscolo verde scuro causato da microalghe, che comunque ci permetteva di spaziare con la vista per diversi metri davanti agli occhi.
La numero 3: nell'immersione notturna fatta qualche giorno fa, ad inizio novembre, durante la quale abbiamo incrociato un incredibile (mai vista!) quantità di persici e diversi lucci.
Notturna Lago di Scanno from Vind3ro on Vimeo.
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