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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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14 agosto 2024

^^montagna: "VIA MARCHEGGIANI-ADE"


Sul versante nord del Primo Pilastro del Monte Camicia nel massiccio del Gran Sasso d'Italia, si sviluppa la Marcheggiani-Ade (V° / D / sv.500mt), che nei primi 4/5 "regala" una scalata su roccia pessima.
Il laborioso avvicinamento l'abbiamo fatto prima salendo dai 1620 metri di Fonte Vetica ai 2450 metri di una selletta posta più in basso della sommità del Primo Pilastro; quindi perdendo quota su erbe, sassaie e canalini ripidi per arrivare alla Forchetta di Penne a 2245 metri; ed in ultimo proprio alla base delle rotte pareti del pilastro in ambiente severo, scendendo ancora un centinaio di metri sia su sfasciumi di tutte le dimensioni che ci franavano sotto i piedi, che in equilibrio su tratti terrosi ugualmente instabili.
Così siamo giunti all'attacco della via su una piccola macchia d'erba.
Con davvero molta attenzione sulle sfilate di corda iniziali abbiamo guadagnato la sommità della cresta, che poi abbiamo percorso su delicati saliscendi dentellati per raggiungere un cocuzzolo, dal quale ci siamo poi calati con breve corda doppia in un canalino sottostante.
Questi sono i 400 metri di roccia "pessima" dove con la massima cautela abbiamo scalato a comando alternato soppesando ogni singolo movimento dei piedi e delle mani. Nonostante ciò venivano giù scaglie e sassi appena sfiorati dalle corde. Le prese credute solide, spesso invece prima ci rimanevano tra le dita e poi volavano giù.
Su questo calcare crepato e fragile non è stato immediato trovare e posizionare le protezioni, tant'è che in alcuni tiri la prima siamo riusciti ad infilarla a 20 metri dalla sosta ... lontana in basso.
Utilissimi ci sono stati i chiodi che in ogni filata abbiamo piantato e tolto.
Effettuata la corda doppia, prima abbiamo risalito un canale e poi ripidi prati proprio sotto il lungo diedro-camino finale, alla base del quale tiravamo un po' il fiato.
Su questo abbiamo incontrato le maggiori difficoltà tecniche, però finalmente su roccia solida che ci ha consentito una progressione decisa con bei movimenti continui per due lunghi tiri.
Su rocce più appoggiate, con la tirata finale siamo usciti dalla via in prossimità della cima del Primo Pilastro in questa intensa giornata di montagna.


On the north face of the first pillar of "Monte Camicia", in the "Gran Sasso d'Italia" massif, in a wild mountaineering environment there is the climbinging called "Marcheggiani-Ade" (difficulty: D / V° / 500 meters development), which in the first 4/5 of the climb "gives" bad rock.
Approach: from "Fonte Vetica" (1620 m), through the "Vallone di Vradda" to a small saddle (2450 m) located just below the top of the first pillar, then descending steeply on meadows, stone debris and gullies to the "Forchetta di Penne" (2245 m), and just getting here is a great satisfaction. Then to the left and under the wall, descend again on very steep terrain to a patch of grass, the starting point of the route.
With the first few rope pitches with great attention and very slowly we reached the top of the crest of the pillar, which we followed all the way up to make a double rope descent. These are 4/5 of bad rock. In this section we used rock nails. Then we climbed first through a gully and then through very steep meadows to the base of the final rocky dihedral about 100 metres high where we climbed for two pitches on the most technically difficult part of the route, but finally on solid rock. On the less steep rocks, with the last pitch of rope we finished the climbing of this long and intense day.



31 dicembre 2018

^^montagna: "CANALE AD EST DELLA VETTA DEL CAMICIA"


Risalendo il Vallone di Vradda da Fonte Vetica, sulla sinistra si vedono gli spalti calcarei della vetta del monte Camicia. Tra questi rivolto ad est c'è un canale di circa 200 metri di dislivello poco frequentato, che con pendenze attorno ai 45° ed un breve tratto fra rocce a 65° esce vicino la vetta a 2562 metri.
Domenica 30 dicembre abbiamo trovato le giuste condizioni per scalarlo. Per tre quarti di salita infatti siamo andati su neve durissima e solo nella parte alta, sulle pendenze più decise, c'era neve crostosa che sfondava sotto i piedi.


On the left of the VALLONE DI VRADDA in GRAN SASSO massif, between the hight rocks of the MONTE CAMICIA, there is a gully of about 200 meters of altitude difference, oriented to east, with slope at 45° and a stretch at 65°, that ands nearby the top at 2562 meters a.s.l.
December 30th, with good condition we climb it on hard snow for three quarters, founding crust and soft snow only on its highest.



25 aprile 2017

^^montagna: "LA PAGINA BIANCA"

Una nevicata d'aprile sui monti d'Abruzzo che non si è compattata con gli strati già trasformati, unita alle temperature alte ci fanno fare questa scialpinistica sul PAGINONE del MONTE CAMICIA, su neve pesante e bagnata.

On not good snow we do this mountaineering ski on the MONTE CAMICIA's PAGINONE, in the GRAN SASSO Massif.


19 aprile 2016

^^montagna: "CAMICIA CON MACCHIE D'ERBA"


Sarà per la sua particolare esposizione ed inclinazione ma il Paginone del Monte Camicia, nonostante le temperature più che primaverili di aprile mantine ancora neve, seppur macchiata d'erba, che ci consente di salire in vetta molto bene e scendere poi ancora meglio giù con gran divertimento, in questa bella classica scialpinistica dell'Appennino Abruzzese.

01 settembre 2014

^^montagna: "DIRETTA ALLA PRIMA CRESTA DEL CAMICIA"



La "Prima Cresta" è il primo lungo sperone roccioso posizionato sulla sinistra della vasta parete nord del Monte Camicia nel massiccio del Gran Sasso d'Italia, ambiente di montagna selvaggio e remoto.
Partiti dalla Fonte Vetica, abbiamo risalito tutto il Vallone di Vradda per deviare e scendere poco prima della sua fine verso gli imponenti appicchi del versante nord della montagna. Svalicata una selletta, sotto lo sguardo dei camosci siamo scesi giù decisi per pratoni molto ripidi in direzione del già visibile Dente del Lupo, verso nord-est.
Tenendoci il più possibile sulla sinistra abbiamo imboccato quindi un canale roccioso, passi di I° in discesa, per giungere alla Forchetta di Penne (2245 mt), l'insellatura situata tra la parete nord del Camicia e l'isolato picco del Dente del Lupo.
Proprio alla base della parete c'è un inclinato canale di sfasciumi mobili che per un tratto non lungo abbiamo percorso ancora in discesa. Così siamo arrivati all'attacco della "via", notando anche la presenza di piccoli nevai nonostante si era alla fine di agosto.
Effettuato il primo tiro dentro un evidente diedro appena a destra dello spigolo, poi ci siamo mossi su terreno da valutare sempre con la massima attenzione, in una successioine di placche, traversi e cenge. Proprio su una di queste, spostandoci verso destra abbiamo potuto anche osservare le alte balconate d'uscita della parete: uniche!.
Nell'ultimo tratto della scalata un temporale preannunciato dal rumore dei tuoni in avvicinamento e che già ci girava intorno da un'oretta, ci ha investiti in pieno con pioggia e grandine, accompagnate da fulmini davvero vicini.
Con molta attenzione e delicatezza così abbiamo scalato una parete a rigole grondante d'acqua sulla quale l'aderenza delle scarpette d'arrampicata davvero nulla poteva. Tra acqua che cadeva a catinelle, grandine che frustava, il vento a tratti forte e l'inevitabile tensione di toglierci quanto prima da quella cresta, diventata un naturale attira fulmini, anche se oramai davvero alti sulla linea della via, abbiamo preferito toglierci da quella situazione e deviare verso sinistra.
Attrezzate quindi un paio di calate in doppia e risaliti lunghi e stretti canali ghiaiosi, non ci rimaneva altro che faticare sull'ultimo tratto per ripidi prati prima di ritornare a ritrovarci sulla selletta dalla quale eravamo partiti diverse ore prima, e congratularci tra noi nonostante a tutti gli effetti non abbiamo terminato la via per poco meno di un tiro di corda.
Naturalmente, neanche a dirlo, arrivati a quel punto il temporale era passato ed il sole che faceva capolino tra le nuvole ci offriva anche un bell'arcobaleno sui prati di Campo Imperatore.

01 aprile 2014

^^montagna: "IL PAGINONE"

Una classica scialpinistica sul Monte Camicia è la salita per il suo versante sud-ovest su quello che viene detto "Il Paginone".
Questa zona della montagna è caratterizzata da un ampio, largo ed aperto declivio inclinato che ricorda appunto una grande pagina.
A causa del fondo molto duro siamo saliti con sci in spalla e ramponi ai piedi e, dopo aver atteso un po' in vetta (2564mt), abbiamo sciato sulla neve che nel frattempo a causa della temperatura che rapidamente si stava alzando aveva mollato anche un po' troppo.
Gran bella giornata di sole, di sci e di montagna.