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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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01 ottobre 2026

^^montagna: "SOLITARIA A IACCETTO CAPO PEZZA"

Allo IACCETTO CAPO PEZZA, nel gruppo del Velino, scalata in solitaria sulla bella placca calcarea caratterizzata da numerose rigole d'erosione.


In the VELINO's Massif, solo-climbing on the beatufiful IACCETTO CAPO PEZZA's limestone plate with its characteristic erosion rills.



17 agosto 2026

^^montagna: "CRESTA OVEST IN SOLITARIA"


Tra CELANO ed OVINDOLI, a circa 1000 metri di quota, poco prima dell'alba e con l'aria ancora fresca mi avvio.
Risalgo sotto il bosco, traverso il Fosso dei Curti e senza traccia oltrepassando radure e macchie di abeti rimonto alla base della CRESTA OVEST DELLA SERRA DI CELANO, dove attrezzo la sosta d'attacco.
Rimango ancora all'ombra anche se il sole è sorto, mentre scalo l'aerea prima parte della lunga cresta con alle spalle il panorama su Celano ed il Fucino.
Via via che salgo il caldo si fa sentire, appena stemperato da un lieve brezza da nord, mentre procedo tra rocce e prati ripidi fino alla campana del Monte Tino a 1923 metri.
Scendo sul versante opposto a quello di salita e poi passo sotto la parete nord della Serra.
Attraverso zone ridossate dal vento dove le vampate di calore sono fastidiose. A Celano infatti il termometro dell'auto mi indicherà 37°C.


At the fresh air before the sunrise, between CELANO and OVINDOLI I start the approach.
I go below the fir forest, then I cross the FOSSO DEI CURTI to go up to the little seddle of the attack of the mountaineering route CRESTA OVEST DELLA SERRA DI CELANO.
Whit on my shoulders the panorama of the FUCINO and CELANO's town, in the first part of mine alone climbing on this long and aereal ridge, I stay in the shadow.
Instead in the hight part I'm at the sun but with a breeze that refresh me a little, while I climb between rocks and steep grasses up to the MONTE TINO's bell on its top at 1923 meters a.s.l.
During the descent I pass below the SERRA's north face crossing some zone very hot because without wind. At the end, infact at CELANO there is an air temperature of 37°C.



07 luglio 2026

^^montagna: "CRESTA EST DI MONTE A MARE"


Nel gruppo delle MAINARDE, partiti dalla Piana le Forme e passando per la Valle Pagana oppure detta anche Fiorita, il Passo dei Monaci, La Metuccia e l'estesa morena di 1,4 chilometri alla base della Cima Le Forme, con Fausto eravamo saliti al CAMPIGLIONE/2014mt.
Mentre riposavamo, la CRESTA EST del vicino MONTE A MARE mi aveva incuriosito parecchio, ed entrata quell'idea in testa una settimana dopo ci torno da solo per una scalata esplorativa.
Data la struttura, la via di circa 300 metri di sviluppo non è obbligata e con la linea che scelgo, appena attacco arrampico subito con due passi di IV°- un diedro inclinato a destra, seguito da un rimonto di III°, per attrezzare immediatamente dopo la sosta su un grande masso a terra.
Scalo quindi uno stretto canalino erboso, III° all'inizio, che finisce su una zona più appoggiata dove sosto con fettuccia su un grande blocco.
Mentre un paio di camosci mi osservano, al vento che rinfresca l'aria continuo scalando rocce (II° e III°) con ottimo grip ma che valuto su ogni presa ed appoggio e ripide erbe gradinate a volte scivolose.
Esco dalla via a poca distanza dalla vetta a 2160 metri.

Cresta Est di MONTE A MARE: PD+/IV°-pp, III°/sviluppo 300 metri/G.Marchionni/giugno '26.



In the MAINARDE Massif, with my friend Fausto we went on the CAMPIGLIONE's top.
From here I saw the MONTE A MARE's east ridge wich intrigued me greatly.
So, with this idea entering in my head, a week later I alone repeat the long approach to go on it for an exploratory climbing.
With its articulated morphology this ridge does not impose an unique line, so I choose a mountaineerig route with just at the attack a dihedral with two steps of IV°-, then rocks with good grip (II° and III°) and steep grasses.
During my climbing two chamois look at me.
I am out of the mountaineering difficulties just nearby MONTE A MARE's Top at 2160 meters a.s.l.
I go down by PASSO DEI MONACI and VALLE PAGANA.

MONTE A MARE's East Ridge: PD+/IV°- some steps, III°/development 300 meters/G.Marchionni/June '26.




15 giugno 2026

^^montagna: "SULLA CRESTA DI ORATINO IN SOLITARIA"


Nell'Appennino Molisano, scalata solitaria sulla panoramica ed esposta cresta della Rocca di Oratino(CB), che termina nei pressi dell'antica torre medievale del X°-XII° d.C.


In the APPENNINO MOLISANO, solo climbing on the panoramic and exposed ROCCA DI ORATINO's ridge, up to the ancient medieval tower, about 10th-12th A.D.



03 agosto 2025

^^montagna: "IL CANALINO NORD DEL BRANCASTELLO"


Supero il paese di ISOLA DEL GRAN SASSO(TE), la sua frazione SAN PIETRO, e stto la faggeta risalgo la strada asfaltata fino a 1100 metri dove al suo termine parcheggio.
Zaino in spalla proseguo sui tornanti della sterrata forestale fino ad una casupola con accanto un grande ovile coperto/1435mt.
Sotto i faggi, per poco seguo poi un'ampia traccia solcata nel tempo dal passaggio delle greggi, fino ad uscire definitivamente dal bosco a 1500 metri alla base de IL VALLONE a nord del MONTE BRANCASTELLO.
In alto alla mia sinistra ho il lungo ed erboso crestone che arriva dalla CIMA DELLE FIENARE (1985mt), mentre alla mia stessa quota ed a destra osservo un rudere di un basso muretto a secco di un vecchio stazzo.
Senza sentiero battuto e segnali, per erbe ripide e pietraie scomode, inizio a risalire tutto l'impluvio de IL VALLONE, indirizzandomi ad un piccolo sperone che vedo in alto. Costeggio una piccola macchia di neve che a dispetto della stagione avanzata resiste ancora.
A 1700 metri raggiungo lo sperone e, continuando sempre con lo stesso ritmo, senza traccia e sulla pendenza che aumenta, salgo per 300 metri di dislivello avendo alla mia destra una caratteristica fascia di rocce stratificate ed inclinate.
Un tafano già da un po' m'infastidisce volando attorno alle mie gambe scoperte, e più volte devo interrompere la salita per scacciarlo.
Continua l'ascensione e continua pure quello che mi tartassa insistendo.
Allora stufo mi fermo, mi siedo, lo osservo, ma soprattutto, attendo.
Non perde l'occasione ed atterrando sul lato esterno del mio polpaccio si mette comodo pure lui, credendo di potersi prendere di lì a breve un'abbondante rifornimento ematico a mie spese.
Ho scelto una salita lunga, molto faticosa, in una giornata calda, senza vento, ed ho scelto di farla anche a ritmo sostenuto.
Il parassita però non l'ho scelto.
E' un attimo.
Violenta faccio partire una sberla che lo colpisce e lo fa cadere a terra rendendolo irrimediabilmente inabile al volo e mentre su di un masso agonizza girandosi più volte su se stesso agitandosi, di colpo il suo ronzio lascia il posto allo scricchiolio terminale sotto la suola del mio scarpone.
Definitivamente ho risolto la questione.
Approfitto della sosta forzata per bere e mangiare. Riparto.
A 2000 metri dove le stratificazioni si spengono tra i prati ripidi, alla mia mancina c'è un'imponente struttura rocciosa che proprio al suo limite destro lascia intuire "IL CANALINO", dove m'indirizzo. Dovendomi aiutare sempre più spesso anche con le mani ripiego i bastoncini per muovermi meglio tra i saltini di roccia oramai continui, fin quando non entro nella goulotte.
Divertendomi risalgo tutto questo singolare corridoio eroso nel calcare per circa 100 metri di dislivello, che termina con una strettoia che scalo con qualche movimento di II°, eventualmente evitabile a destra però su terreno franoso.
Mi ritrovo in una tranquilla valletta poco sotto il SENTIERO DEL CENTRNARIO che in breve raggiungo. Volto a sinistra e risaliti gli ultimi metri sono vetta al Brancastello a 2385 metri di quota.
Dopo 1300 metri di dislivello tirati su fondo sempre disconnesso, finalmente sosto.
Mentre sorseggio la birretta e mangio, ad un piacevole vento mi rilasso osservando Campo Imperatore ed una nuvola di condensa sul Paretone del Corno Grande.
Sotto lo sguardo vigile di tanti camosci inizio ad andar giù, prima disarrampico in alto il canalino, e poi con attenzione scendo sulla lunga linea di salita.


After ISOLA DEL GRAN SASSO (TE) and SAN PIETRO, in the GRAN SASSO Massif, I arrive at 1100 meters a.s.l. where I park my car.
Under the beech forest and with the backpack on the shoulders I walk on a large path for off-roads up to 1435 meters a.s.l., where it ends nearby an old refuge.
Shortly I continue under the forest, and at its end, about 1500 meters, I'm in the center of the valley called IL VALLONE, on the MONTE BRANCASTELLO north side.
On my left I can see the large ridge of the CIMA DELLE FIENARE, while on right I have the ruine of a STAZZO, a sheep shelter.
From here, without path or track with fatigue and uncorfortable steps I go on steep meadows and grivels up to the base of a spur at 1700 meters a.s.l. I overcame a little spot of hard snow that still resists in July.
After the spur I go up near a long structure of inclinited layered rocks on my right, that leads me like a signal.
An annoyng horsefly two centimeters lenght, disturb me from several minutes. I stop myself to chase it away. But it continues.
Today I chose a long climbing without track with uncofortable steps, in a warm air without wind, but absolutly no with an annoyng horsefly like buddy.
Stopped, I wait that it landing itself on my leg. Then, it's only a moment and with a violent slap I kill it and,
end of the problem.
I continue.
At 2000 meters a.s.l., where the limestone layers died, on my left I can see an imponent rock wall. On its right there is a narrow little gully, IL CANALINO, and there I lead myself.
With enjoy movements, I go up for about 100 meters of altitute difference, with some steps of II° (mountaineering rock difficulties) just at its end.
Then, in short time I reach the SENTIERO DEL CENTENARIO and my target, the MONTE BRANCASTELLO top/2385 meters.
After 1300 meters of altitude difference in the legs on uncofortable ground, finally I'm sitting.
During my rest, I eat, I drink beer while I watch the large and long plateau of CAMPO IMPERATORE and the and hight PARETONE DEL CORNO GRANDE with a cloud on.
I descent on the same track of the climbing, while several chamois with attention look at me.




19 giugno 2025

^^montagna: "SOLITARIA AL RESEGONE"


Solitaria sulla cresta nord al Resegone, la spettacolare lama di roccia di Pennadomo(CH), nell'Appenninio Abruzzese.

Solitary climbing on the north ridge mountaineering route at the Resegone, the spectacular limestone blade in PENNADOMO(CH), in the APPENNINO ABRUZZESE.



01 giugno 2025

^^montagna: "SIVITILLI a/r"


Quando inizio alle tre e mezza del mattino o meglio della notte, ai 1450 metri del Piazzale Amorocchi dei Prati di Tivo c'è un grado di temperatura. Molto bene perché alla fine di maggio meglio di così non potevo trovare.
Alla luce della frontale per un pezzo mi guidano i piloni dello skilift della stazione sciistica. Al termine di questi, tra le prime macchie di neve ancora ghiacciata rimonto gli avancorpi rocciosi che sovrastano i prati mentre il crepuscolo sfuma nell'alba.
Sul manto del rigelo notturno della larga lingua nevosa che sto risalendo, oltrepasso il sentiero "Pierpaolo Ventricini" e m'indirizzo verso l'evidente "Canale Sivitilli" sulla pendenza che aumenta.
Alla mia sinistra uno sperone di rocce separa il SIVITILLI, dove entro, dalla NORMALE DA NORD.
La neve sotto gli attrezzi continua ad essere durissima o ghiacciata e così risalgo l'intera goulotte posta al margine orografico destro della compatta placconata rocciosa di nord-est della Prima Spalla del Corno Piccolo.
In alcuni punti a causa di vecchi slavinamenti scalo bei muretti verticali, quindi in uscita dalla via con qualche passo di misto arrivo sulla sommità della Spalla, ed alle otto e mezza in cima al Corno Piccolo spazzato da un fastidioso vento di Grecale dal quale vado via subito per cercarmi un ridosso più in basso. Dopo 5 e più ore in punta di ramponi finalmente posso starmene fermo mentre metto qualcosa sotto i denti.
Viste le ottime condizioni di neve ghiacciata decido di scendere sulla stessa linea di salita.
Attento in ogni singolo movimento di ramponi e picche disarrampico il Sivitilli, rallentando sui tratti verticali.
A tratti nuvole di polvere ghiacciata mosse dal vento m'investono.
Mi fermo qualche minuto vicino a nicchie tra roccia e neve dove scavo dei ripianetti orizzontali per far riposare i polpacci.
Tornato alla base dela goulotte, su pendenze meno decise, ancora su neve che continua a tenere e poi per prati dopo quasi 9 ore, a mezzogiorno rientro al Piazzale Carlo Amorocchi.


At half past three in the morning, or in the night, in the PIAZZALE AMOROCCHI of PRATI DI TIVO/1450 meters above sea level, the air temperature is 1°C, excellent for my climbing.
I go walking nearby the ski lift of the resort, and at its end I continue on the first patches of icy snow, while slowly the sun rise.
On the steep frozen slope I head towards the SIVITILLI gully, and I entr it. The snow, always hard or frozen, is perfect for the crampons and the ice axes, and so I carefully climb overcoming some steeper parts, whit at my right the compact PRIMA SPALLA DEL CORNO PICCOLO north-est rock face.
Then on mixed ground of snow and rocks I arrive at the end of the gully. I continue up to the CORNO PICCOLO's top where is an annoying wind of GRECALE, from north-east to south-west, therefore immediately I go away in a zone without it, where finally I can stay sitting to rest my legs, after five and more hours of continuous climbing on the tips of the crampons.
In this last days of May and at the latitude of the GRAN SASSO D'ITALIA massif, there's still a lot of snow and ice. Thanks to these excellent conditions, I decide to descent from the same track of the ascent.
Slowly I disclimb. On the steeper parts I'm very carefully, thinking a lot at every my single movement.
While I descend, to give to my legs a bit rest; with the ice axes I do small horizontal support.
Arrived at the base, I walk on slight slopes on snow and meadows, and at noon I return at the PIAZZALE AMOROCCHI, about nine hours after.




19 maggio 2025

^^montagna: "VETTA ORIENTALE"


Anche se il meteo sul Gran Sasso prevedeva freddo in quota, per trovare neve buona per gli attrezzi comunque come mia abitudine ci muoviamo prima dell'alba.
Rispetto a sette giorni fa poco è cambiato, infatti dal Passo delle Scalette bisogna calzare i ramponi, e così rimontiamo il Vallone delle Cornacchie dove al Franchetti facciamo una pausa.
Oggi per raggiungere la morena del Calderone scegliamo il canale che si trova proprio alla base della caratteristica parete triangolare dell'anticima che domina il rifugio. Su neve durissima e su pendenza sostenuta arriviamo al ghiacciaio, da dove è possibile osservare le alte quote del Gran Sasso finalmente bianche dopo le magre stagioni degli anni passati.
Mentre l'amico si ferma, io continuo sul fondo perfetto che tiene benissimo, regalandomi una veloce progressione.
Sul versante nord-ovest della Vetta Orientale vado prima scalando un netto canalino che in alto si apre fino in cresta, dove poi con percorso aereo ed affacci sul ghiacciaio del Calderone raggiungo la cima a 2903 metri.
Vorrei sostare più a lungo, ma sul versante di Campo Imperatore c'è un mare di nuvole scure che non promettono bene. Allora non mi dilungo e scendo sulle mie stesse peste di salita. Al rifugio mi aspetta l'amico.
Proprio poco prima di rientrare alla Piana di Laghetto di Cima Alta ci becchiamo uno scroscio di pioggia, l'unico neo della giornata.


As usually I want for every winter mountaineering climbing , we start from PIANA DI LAGHETTO of CIMA ALTA before the sunrise.
After the MADONNINA we put on crampons to ascent the VALLONE DELLE CORNACCHIE, and at the FRANCHETTI Refuge we take a bit rest.
On an exellent snow, we climb the steep slope close the triangular wall above the left of the refuge, up to CALDERONE moraine.
From this point, the view on the Gran Sasso highest peaks completely white, is very splendid.
From here I alone continue on its north-west face on the short gully of the NORMALE ALLA VETTA ORIENTALE, up to the ridge. Then on an aeral track, with great grip on icy snow I reach the top at 2903 meters above sea level.
On the CAMPO IMPERATORE's side I can see only a large area of dark clouds, therefore I decide to go away fastly, and at the FRANCHETTI Refuge I'm meeting up with my friend.
At the end on the way down, just nearby PIANA DI LAGHETTO we get rain, the only flaw of the day.




09 maggio 2025

^^montagna: "SCIVOLO NORD"


Nel massiccio del Gran Sasso, l'anticima nord della Vetta Occidentale del Corno Grande è quella struttura rocciosa che chiude il circo glaciale del ghiacciaio del Calderone alla sua sinistra orografica.
In condizioni invernali dal centro della sua base, sfruttando un ripido nevaio che domina il Vallone delle Cornacchie, per circa 250 metri di dislivello sale la via poco ripetuta SCIVOLO NORD.
E' ancora notte quando parto da Cima Alta/1650mt, e poco dopo la Madonnina/2015mt, al Passo delle Scalette metto i ramponi.
Sulla buona neve del rigelo notturo supero il Rifugio Franchetti/2433mt e per ripido pendio ancora in ombra, su neve dura rimonto alla morena alla base del Calderone.
Lascio la direttrice che a sinistra naturalmente immette nel ghiacciaio, e mi sposto a destra per arrivare alla base dello Scivolo Nord, dove per tutta la scalata ho sempre alla mia dritta una linea rocciosa.
Sulla pendenza che subito impenna e che rimane così fino all'ultimo metro di questa sezione che porta alla cresta sommitale che vedo in alto, salgo superando anche uno strappo di una ventina di metri ad una sessantina di gradi.
Grazie alla neve che per tutta l'ascensione rimane tosta e perfetta per gli attrezzi, per lunghi tratti sono in punta di ramponi, scalo speditamente prendendomi anche delle pause reclamate dai polpacci.
Supero gli ultimi metri del nevaio e raggiungo la cresta spartiacque da dove alla mia sinistra osservo l'imponente colpo d'occhio sulla VETTA ORIENTALE, la VETTA CENTRALE, il TORRIONE CAMBI E la VETTA OCCIDENTALE, cioè tutte le vette del Corno Grande, con ai piedi il Ghiacciaio del Calderone carico di neve, ed in breve arrivo all'omino di pietra che indica l'anticima nord della Vetta Occidentale del Corno Grande.
Percorro la panoramica cresta e poi salgo sull'OCCIDENTALE, la Punta degli Appennini a 2912 metri, che raggiungo alle 9 e 45.
In discesa vado dentro la conca del ghiacciaio sulla neve che, sebbene logicamente un po più molle rispetto a quella trovata in salita, tutto sommato ancora buona da pestare.


In the GRAN SASSO Massif, the CORNO GRANDE northern pre-peak is that articulated rock structure that closes the glacial cirque of the CALDERONE glacier on its orographic left.
In winter conditions from the center of its base, the route SCIVOLO NORD goes up to 300 meters of altitude difference on a steep snowfield.
It is still night when alone I start from the CIMA ALTA/1650 meters. After passing the MADONNINA/2015 meters, at PASSO DELLE SCALETTE I put on my crampons.
On the good snow of the night refreeze, I pass the FRANCHETTI Refuge/2433mt and I climb up to the CALDERONE moraine.
On left there is the natuarl line to enter in the glacer, while I go rightward up to the base of the SCIVOLO NORD.
For the entire mountaneering route I always have a rocky line on my right. I climb on very hard snow perfect below the ice tools, continuosly on the steep slope with also a stratch at 60°, and so I can go quickly. Of course where is possible I also take breaks for my legs.
I climb the last steep meters and I reach the ridge, from where on my left I can watch the imposing view on the VETTA ORIENTALE, the VETTA CENTRALE, the TORRIONE CAMBI, the VETTA OCCIDENTALE, all the peaks of the CORNO GRANDE, and the CALDERONE Glacier.
I arrive at the omino di pietre, a small pile of stones, a way point on the top of the CORNO GRANDE northern pre-peak. Between rocks and snow I walk on its short and panoramic ridge and then I climb to the top of all the Apennines Chain at 2912 meters above sea level, the VETTA OCCIDENTALE DEL CORNO GRANDE, where I arrive at 9:45 a.m.
I go down passing through the glacier.



20 dicembre 2024

^^montagna: "CHI SI CONTENTA ... GODI"


Le previsioni meteo riconsultate poco prima di mettermi in macchina, confermavano che in tutto l'Abruzzo interno montano ci sarebbe stata una finestra di bel tempo solo fino a mezzogiorno circa, poi sarebbero arrivati fitta copertura nuvolosa e nevischio.
Presa la decisione, al mio solito sono partito molto prima della buon'ora ed alle sette del mattino arrivavo e parcheggiavo immediatamente dopo il Valico di Monte Godi a poco più di 1600 metri di quota dove, ad un'ottima temperatura di -4°C per salire, ho iniziato pestando neve crostosa che per tutta la traccia alternava tratti portanti e sfondanti.
Divagandomi con ramponi e picche sono salito per il fianco di nord-est della montagna, e su pendenze attorno ai 40° con alcuni passi più inclinati tra le rocce, al sole che intanto s'era levato, ho raggiunto il crinale sommitale.
Con giro a semicerchio che offre bei panorami sui monti imbiancati del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, arrivavo ai 2011 metri della cima di Monte Godi.
Come da previsioni, le vette verso est erano già coperte da spessi nuvoloni scuri che avanzavano iniziando anche a velare il sole sopra di me, ed allora dopo qualche minuto di relax ho preso la via per scendere.
Già nevischiava mentre accendevo il motore.


The forecast said that in ABRUZZO there would be sun until midday, after clouds and snow.
At the seven in the morning I was at 1600 meters above sea level at MONTE GODI pass, where I started at an exelent temperature of 4 degrees below zero on crusty snow.
Having fun, I climbed on 40° slope between some rocks the north-est side of the mountain UP TO the sommital edge, while the sun rised.
With a semi circulare route I arrived at the top of MONTE GODI/2011 meters a.s.l. looking all around at the white panoramas of tha PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE..
At the end, when I started the car engine, it was already snowing.




01 dicembre 2024

^^montagna: "CIMA POMILIO"


In una ventosa giornata, lungo tour invernale sulla Majella, andata e ritorno di 18 km. e 900 metri di dislivello, con i ramponi su neve che, sebbene pochina, era per lunghi tratti ghiacciata.


On a windy day, long winter tour in the Majella massif: round trip of 18 kilometers and 900 meters of altitude difference. With crampons on little snow, but frozen for long stretches.