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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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08 gennaio 2020

^^montagna: "LA CLESSIDRA"


Al forte vento teso e freddo proveniente dal primo quadrante saliamo nel canale detto "La Clessidra", a nord della Meta nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Strano è vedere per questo periodo dell'inverno tutte le montagne intorno brulle, praticamente magre o quasi di neve. Quel poco rimasta dall'ultima e rara perturbazione nevosa della stagione, si trova tutta sul versante nord di questo gruppo montuoso, ed è di consistenza durissima con alcuni brevi tratti ghiacciati.
Una volta giunti in vetta l'aria pulitissima da foschie ci consentiva di vedere nitidamente una gigantesca cartina geografica del settore occidentale dell'italia centrale: ai nostri occhi infatti appariva non solo il Mar Tirreno, ma anche l'arcipelago Pontino e sullo sfondo le isole Campane.


At the strong and cold "Maestrale", the wind from north-east, we climb the winter mountaineer route the "Clessidra", on the north face of the Mount Meta, in the Abruzzi, Lazio and Molise National Park.
Although on all mountains in the zone there is few snow, in this steep gully we go on a glacy and hard snow very exellent for crampons and ice-axes.
At the end on the top, thanks the very cristal air we can see for several kilometers around. It's like to observe a geo-map with mountains, the Tirrenian Sea, The Pontine's and the Campania's archipelagoes.


02 maggio 2010

^^montagna: "CANALE DELLA CLESSIDRA"

Sabato primo maggio 2010



Decidiamo di andare sulla META (2242 mt.), salendo per il canale della "Clessidra".
Partiti dal rifugio Campitelli (1445 mt. raggiunto dal paese di Pizzone perchè la strada proveniente dal lago della Montagna Spaccata è interrotta per frana), già nel bosco incontriamo le prime chiazze di neve, e di seguito diventa continua dai ruderi del fortino abbandonato (1775 mt).
Arrivati alla base della bastionata della montagna calziamo i ramponi e, picozze alla mano iniziamo l'ascensione su pendenze attorno ai 45°.
Superato l'ultimo strappo finale, percorriamo il breve saliscendi di cresta che ci separa dalla vetta vera e propria.
Dopo il riposo gli amici si avviano verso il Monte Tartaro, mentre io scendo con gli sci sull'ampio Canalone Centrale, inconfondibilmente più ampio tra quelli di questo versante, su una bellissima neve trasformata di primavera.
Finita la sciata ripercorro un tratto della piana dei Biscurri e poi riappiccico le pelli di foca e con decise diagonali rimonto verso il lungo filo di resta che separa la cima della Meta da quella del Monte Tartaro.
Ancora giù per la seconda scivolata della giornata fino ai sassi del vecchio fortino dove mi ricongiungo alla cricca..