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PESCARA, PE - Pescara, Italy


Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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12 marzo 2017

^^montagna: "IL CUCCHIAIO"

Partendo da San Nicolao, frazione di Caramanico Terme in provincia di Pescara, la scialpinistica al "Cucchiaio" del Pescofalcone fino all'anticima di questo nel massiccio della Majella, è una delle più lunghe del gruppo con un dislivello complessivo di 1600 metri ed uno sviluppo di diversi chilometri.
La sudata e la faticata dell'ascensione è stata ampiamente ripagata da una bellissima discesa sopra la neve trasformata della "Rava Cupa" che a causa della sua concava morfologia localmente è conosciuta anche come il "Cucchiaio".
Al termine dei 900 metri di discesa nel Cucchiaio, ho dovuto rimettere le pelli di foca sotto gli sci per poter così rimontare brevemente fino alle creste superiori del Prato della Corte, proprio sopra il rifugio Barasso, e da lì poi continuare la divertente sciata su un manto nevoso appena un po' più pesante di quello trovato più in alto.
Il resto è stato sulla pista sterrata coperta di neve, naturalmente sempre con gli sci.

22 marzo 2014

^^montagna: "BAR MAJELLA"

Facendo gite scialpinistiche a volte capita di percorrere tratti un po' più ripidi sui quali si fatica per poi, però, subito dopo magari attraversare una zona dove la pendenza si addolcisce per un poco consentendo così di riprendere fiato almeno per qualche metro.
Salendo al Monte Pescofalcone (2657 mt) per la bella e solitaria Rava del Pisciarello, sul versante occidentale della Majella, questo non accade.
Nei 1500 metri di dislivello che bisogna coprire per arrivare sull'arrotondata cima, l'inclinazione del pendio che si percorre in salita vuoi con sci o con ramponi ai piedi, aumenta costantemente.
Se per lavoro qualcuno ci avesse ordinato di "schiumare" come abbiamo fatto oggi la risposta sarebbe stata picche, se lo poteva scordare. Così riflettevamo mentre la nostra uscita montana volgeva al termine. Invece la passione fa superare la grande fatica ed il tanto sudore.
Quest'ultimo è stato degnamente reintegrato sorseggiando birre a votamazzo nel "BAR MAJELLA" di Sant'Eufemia, mentre ci divertivamo ad assistere ad una accanita partita a carte tra attempati locali. Uno di questi bestemmiava peggio di un turco a causa del suo compare di gioco che a suo dire non azzeccava manco una mano!

15 giugno 2009

^^montagna: MONTE PESCOFALCONE 2657 MT.

Sul versante ovest della MAJELLA diversi canali, che localmente sono chiamati "rave", paralleli tra di loro, incidono il fianco del gruppo montuoso. Nella metà di giugno del 2009 Gino ed io abbiamo risalito quello che è detto della RAVA DEL FERRO. Lasciata l'auto al termine della sterrata di LAMA BIANCA a quota 1500 metri, immediatamente abbiamo superato una ripida strettoia tra le ripide balze rocciose, naturale varco di apertura al il vallone che, allargandosi, si snoda spettacolarmente verso l'alto con immutata pendenza che s'impenna ancor di più nella parte alta. Superato questo "strappo" con sudore, con passo appena un po' meno tosto di prima, si giunge, camminando per un tratto sulla durissima e "trasformata" neve d'inizio estate ancora presente, sull'arrotondata vetta del PESCOFALCONE a quota 2657 metri. Da qui la vista si apre sulle "lunari" cime della Majella, tra le quali un po' di più rispetto alle altre svetta il MONTE AMARO con i suoi 2793 metri. Con il bel sole e l'aria tiepida del mattino presto, alle nove eravamo giunti, ci siamo goduti un bel momento di riposo con gli occhi che potevano spaziare liberi nell'aria delle alte quote abruzzesi. In discesa sullo stesso itinerario di salita eravamo spiati da un branco di camosci che si era arrampicato sopra impossibili balconcini rocciosi alla ricerca di teneri germogli d'erba dei quali si cibano. Per diverso tempo ci siamo soffermati ad osservarli nelle loro faccende, prima di riprendere la via verso il basso. Al termine della bella ascensione, come da copione, classicamente ci siamo fermati al solito "Bar Majella" di Sant'Eufemia per tracannarci una spumeggiante birra rigeneratrice.