DIVING & MOUNTAINS
Quando
mia figlia
era piccola,
un giorno
una signora
troppo curiosa
le chiese:
"MA CHE LAVORO FA
IL TUO PAPA' ?"
Lei ci pensò
un po' su.
Poi le rispose:
"LE IMMERSIONI
IN MONTAGNA !"
- Giacinto "zeta zeta" Marchionni
- PESCARA, PE - Pescara, Italy
Da sempre appassionato d'immersioni che da ragazzo ho iniziato in apnea e dal 1981 con autorespiratori ad aria, ossigeno e circuito chiuso. Nel tempo libero rimanente mi arrampico sopra qualche montagna.
Tuffi e scalate li racconto con "filmetti", parole e foto.
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03 settembre 2017
--immersioni: "TORRE ULUZZO"
Durante il familiare soggiorno subacqueo Salentino, avevo pensato di andarmene da solo a fare un tuffo sul relitto del TEVFIK CAPTAN 1 a Torre Vado(LE), (8 settembre 2013 su questo blog).
Però dopo averne già fatte due con autorespiratore assieme a mia figlia, della nave affondata me ne sono proprio dimenticato.
Il piacere di stare assieme a lei e vederla completamente a suo agio mentre va sott'acqua, per me è musica.
Tra aspre e solitarie cale rocciose in prossimità della TORRE ULUZZO nel Salento Jonico di Porto Selvaggio, il lavoro di facchinaggio delle attrezzature da immersione dalla macchina fino all'acqua è stato per me molto sudato sotto un sole caldissimo, mentre camminavo sulle rocce taglienti.
Però non ha prezzo avere la "piccola" come compagna d'immersione.
During the family journey for dives in the SALENTO, I had thought a solo-dive on the ship wreck of the TEVFIC CAPTAN 1 in TORRE VADO(LE).
But, after two dives toghether my daughter I have completly forgotten the wreck, because the pleasure to stay underwater toghether her, is music for me.
Among the lonely sea coves of PORTO SELVAGGIO in TORRE ULUZZO zone, for me it has been an hard work to carry our scuba equipments from the car to the sea shore, below a very hot sun and on sharp rocks.
But for me there is no price to have my "baby" like dive-buddy.
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08 settembre 2013
--immersioni: "TEVFIK CAPTAN 1"
Il 28 giugno 2007 il cargo turco "Tevfik Captan 1" in navigazione dal porto abruzzese di Ortona (CH) e diretto in Algeria con un carico di 1000 tonnellate di filo di ferro in matasse, a causa dell'improvviso spostamento di questo subì un pericoloso sbandamento su di un fianco.
Con il mare formato e la nave fortemente inclinata, l'equipaggio comunque tentò il tutto per tutto per provare a risistemare il materiale e quindi riequilibrare l'assetto dello scafo.
Le grandi onde che costantemente continuavano ad investirlo, riversarono però grandi quantità d'acqua nelle stive decretandone alla lunga l'oramai inevitabilmente affondamento nelle acque prospicenti la localita di Torre Vado, in provincia di Lecce, nello Ionio Salentino.
Ora il relitto giace appoggiato su di un fondale di una ventina di metri in perfetto "asseto di navigazione".
Vista la non eccessiva profondità è possibile visitarlo, osservando interessanti scorci, in tutta la sua lunghezza da prua a poppa in una sola immersione.
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